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4 miti sulla masturbazione a cui tutti abbiamo ingenuamente creduto

MOLESTOWANIE SEKSUALNE DZIECI

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Catholic Link - pubblicato il 25/11/19

di Daniel Torres Cox

La masturbazione è un tema tabù. Per questo non se ne parla molto, e il poco che si dice non viene sempre proposto da un punto di vista adeguato.

Oggi vorremmo sfatare quattro miti piuttosto comuni sulla masturbazione.

Mito #1: Viene proibita per motivi religiosi

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Una prima cosa che si dice della masturbazione è che la sua concezione negativa deriva dalla religione. Ciò vuol dire che tutti i tabù che ruotano intorno a questa pratica avrebbero la loro origine in una condanna che si potrebbe sostenere solo partendo da certe concezioni religiose.

Nei contesti in cui queste concezioni sono assenti, la masturbazione sarebbe considerata qualcosa di normale. Anche se è vero che la masturbazione ha una cattiva fama nei contesti religiosi, almeno nel cristianesimo, il motivo della condanna non è religioso.

Da un punto di vista cristiano, la religione non crea arbitrariamente i divieti morali, ma esplicita quello che si confa – o meno – alla natura dell’essere umano. Ad esempio, se il quinto comandamento, “Non uccidere”, non esistesse, per i cristiani non sarebbe lecito uccidere.

Curare e rispettare la vita umana non è una cosa che il cristiano è chiamato a fare solo perché è cristiano, ma principalmente perché è una persona. Il comandamento mette per iscritto una legge che è sempre stata “scritta” nel cuore di ogni essere umano.

Lo stesso accade con la masturbazione. La forza della condanna non si basa sul sesto comandamento, “Non commettere atti impuri”, ma sul fatto che si tratta di una pratica che pregiudica l’essere umano in quanto tale.

Il comandamento rafforza il divieto, ma non lo crea. Per questo è possibile – e necessario – cercare la giustificazione di questo divieto nel cuore dell’essere umano. È lì la risposta.

Mito #2: Viene proibita perché il piacere è qualcosa di negativo

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Lungi dall’essere qualcosa di negativo, il piacere non è solo qualcosa di buono, ma qualcosa di molto buono. È positivo perché è proprio della natura dell’essere umano. Com’è positivo che l’essere umano abbia due occhi e due gambe – perché è qualcosa proprio della sua natura –, è bene che sperimenti piacere perché questa è la conseguenza naturale della realizzazione di certi atti.

Il piacere è positivo, molto positivo, per i fini che ha. Si tratta di fini che permettono all’essere umano di trovare una grande pienezza. In primo luogo, il piacere è un mezzo che permette la trasmissione della vita.

Permette che due esseri umani abbiano la dignità di essere “co-creatori” di una nuova vita. In secondo luogo, il piacere è un mezzo che fa sì che l’amore che c’è tra due persone cresca e diventi sempre più forte. È quindi un input dell’amore.

Si noti che il piacere ha un carattere di un mezzo, non di un fine. È un mezzo che permette all’essere umano di aprirsi ad altre persone nel contesto dell’amore. Se lo cerca separatamente da questi fini, l’essere umano finisce per chiudersi in se stesso.

Anche quando il piacere viene usato al di fuori dei suoi scopi, però, non smette di essere qualcosa di positivo. È qualcosa di positivo che si sta usando male. Quello che è sbagliato è l’uso che se ne fa, non il piacere stesso. Per questo la condanna va alla masturbazione – che implica il fatto di usare il piacere separato dai suoi fini –, non al piacere che si sperimenta.

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Tags:
masturbazione

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