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Pornografia: Emmanuel Macron esige il controllo parentale in Francia

Eric Feferberg / POOL / AFP
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In occasione della XXX Giornata Internazionale per i Diritti del Bambino, il 20 novembre scorso, Emmanuel Macron si è espresso su alcuni più urgenti problemi. Il presidente francese intende lottare più fermamente contro l’accesso telematico ai contenuti pornografici da parte dei giovani e contro la pedopornografia. Un modo di proteggere l’infanzia e di accordare il mondo digitale alla giustizia.

La consultazione dei siti pornografici da parte dei più giovani, bambini e adolescenti, è diventato un vero problema sociale. Nel contesto dell’Unesco, il Capo dello Stato francese ha dichiarato di dare sei mesi agli “operatori” per stabilire in default il controllo parentale sui siti, laddove adesso esso è invece demandato all’«iniziativa personale». Il Presidente vuole così «permettere ai genitori di riprendere in mano l’utilizzo del digitale da parte dei loro figli». Se in sei mesi gli attori coinvolti – siti e operatori – non avranno proposto «soluzioni robuste», sarà il governo stesso a legiferare.

Nel nostro Paese, si accede alla pornografia verso l’età di 13 anni. Per questi giovani, l’immaginario e la pratica sessuale si costruiscono con la brutalità veicolata da queste immagini. Proteggerli da quei contenuti è un dovere che abbiamo verso noi stessi.

Per rinforzare la presa di coscienza, Macron ha ricordato anche, dalla tribuna dell’Unesco, «che non si porta un tredicenne in un sexy shop». Anche sul versante legislativo le cose procedono:

La responsabilità e le sanzioni dei siti pornografici che permettono ai minori di accedere ai loro contenuti debbono essere rinforzate.

La precisazione presidenziale significa che il Codice Penale francese sarà modificato. Vi si troverà precisato che

il semplice fatto di dichiarare la propria età online non costituisce una protezione sufficiente per i minori di quindici anni.

Il Presidente francese ha chiesto di

generalizzare efficaci dispositivi di verifica dell’età sui siti pornografici.

In seguito a questo nuovo obbligo, i giudici potranno sanzionare i siti che non rispettano la nuova norma. Il tutto sarà effettivo fin dal principio dell’anno 2021.

La pedopornografia sanzionata ancora più duramente

Un’altra misura è stata annunciata, sempre nel senso dell’inasprimento: la pedopornografia e quelli che la praticano saranno, nella misura del possibile, sistematicamente privati di occasioni di contatto lavorativo coi bambini. Le pene carcerarie, inoltre, saranno portate fino a cinque anni per la «consultazione di immagini pedopornografiche».

Al momento – ha spiegato Macron –, siccome il nostro diritto non era chiaro, c’erano in media 400 persone all’anno che consultavano o detenevano tali contenuti. Persone potenzialmente pericolose per i nostri figli.

Tali persone saranno d’ora in avanti sistematicamente iscritte nello schedario giudiziario nazionale (FIJAISV), cosa che non si dava fino ad ora.

Al fine di proteggere durevolmente l’infanzia, il Capo dello Stato ha dato istruzioni perché sia attuato un rinforzo dei controlli. Ormai

tutte le persone che dirigono nidi, scuole, club sportivi, associazioni autorizzate o che hanno una delega del servizio pubblico, dovranno consultare questo schedario quando assumono qualcuno.

Saranno effettuate audizioni da parte del governo per assicurarsi che la prassi sia ben rispettata. Macron ha insistito:

Sarà non soltanto una possibilità, cosa che fino ad oggi neppure si è data, ma un dovere.

Le misure sull’accesso ai contenuti pedopornografici si iscrivono nella continuità delle riforme del progetto sulla legge audiovisiva. E così il CSA [Consiglio Superiore dell’Audio-video, N.d.T.] si vede espandere poteri e doveri: l’organo dovrà proteggere i minori dalla pornografia sorvegliando le piatteforme digitali e, ove se ne presenti il caso, sanzionare.

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

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