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Io come Hilary Duff: siamo tutte mamme VIP!

HILARY DUFF
DFree|Shutterstock
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Essere mamma è la vera essenza del diventare “very important” per qualcuno e anche una star come Hilary Duff si trova come tutte noi ad affrontare scelte, ansie e stanchezza di questo viaggio che ci vede tutte protagoniste.

Da adolescente guardavo e riguardavo le puntate di Lizzie McGuire specchiandomi perfettamente in quel mondo dove sembrava facile risolvere i drammi di prime cotte, amicizie da complicare giusto per avere qualcosa da scrivere sul diario e quel rapporto coi genitori che è tutto un “non mi capisci, non puoi capire” (anche se la vera cosa che non capivo era come Lizzie ci mettesse così tanto ad accorgersi che Gordon era l’amore della sua vita). 

Un capolavoro di personaggio, una serie come oggi non se ne vedono, non una alla Glee, dove la maggior parte dei problemi mi è sempre parsa più posta (o imposta) da un pubblico adulto che non da un teen o pre-teen medio. In un periodo dove gli interrogativi ideologici ancora non erano una questione impellente (non come sembra oggi, almeno), i problemi degli under 15 erano quelli, già abbastanza complessi, del diventare grandi, alle prese con emozioni uscite fuori dalla sera alla mattina, come i brufoli. 

Sarò pure una nostalgica poco moderna, ma Lizzie McGuire l’ho sempre trovata molto vicina alla me che ero e quella Hilary Duff è stata la mia Hannah Montana per anni. 

Poi le cose in comune sono diminuite, Lizzie non riempiva più i sabati pomeriggio e Hilary è diventata grande intraprendendo un percorso che ho seguito da lontano e che, come per molte promesse Disney, è passato per quella voglia di scrollarsi di dosso l’immagine di eterne brave bambine. Musica, relazioni naufragate, alti e bassi, popolarità a scatti, drastici e discutibili cambi look.

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Fino ad oggi, quando la maternità ci ha restituito qualcosa in comune e una Hilary molto cambiata, in un ruolo diverso, che le ha ridato quella genuinità che finalmente riconosco. Una mamma di due bimbi che racconta su Instagram il bello e soprattutto la normalità dell’essere genitore. Scatti casalinghi e tanta sincerità per mettere a nudo un viaggio bellissimo e a tratti difficile, stancante, spesso demotivante. Essere mamma, anche per una VIP, può aprire le porte alla solitudine post parto, di cui Hilary ha sofferto molto col primo figlio. Sconvolge l’immagine che abbiamo di noi, interiore ed esteriore.

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THIS ONE’S FOR THE LADIES Just a few thoughts that I wanted to share on Breast-feeding. Last week was my last week nursing Banks (my six month old) I am a working mom of two. My goal was to get my little girl to six months and then decide if I (and her of course) wanted to keep going. Let me tell you. Pumping at work sucks. I had zero down time and am usually pumping in a hair and make up trailer while four hands work to get me ready for the next scene with lots of other people around. Even if I had the luxury to be in my own room, it’s not even considered a “break” because you have to sit upright for the milk to flow into the bottles! Plus you are having your damn nipples tugged at by an aggressive machine that makes an annoying sound, that echoes through your head day and night (I swear that machine and I had many conversations at midnight and 3 am)! Ttttthen having to find someplace to sterilize bottles and keep your milk cold (ok I’m done with that rant lol)! Anyway, I didn’t know this because with Luca I didn’t work until he was about nine months old, so I didn’t pump very often. Your milk supply drastically drops when you stop feeding as often and lose the actual contact and connection with your baby (😞). So I was eating all the feunugreek goats butt blessed thistle fennel cookies/drops/shakes/pills I could get my hands on! It was maddening. (Does fenugreek make anyone else smell like maple syrup and rubber gloves?…not chill) With all of this complaining, I want to say I enjoyed (almost) every moment of feeding my daughter. Felt so lucky to be so close to her and give her that start. I know many women are not able to and for that I am sympathetic and very grateful that I could. For six wonderful months. But I needed a break. I was going to break. With the stress of a dropping milk supply and a baby that was getting bored or not caring about nursing when I was available to. I was sad and frustrated and feeling like a failure all of the time. When really I’m a bad ass rock star. Moms get high on feeling like superwoman…because we are! Doing too much, because we can! KEEP READING in the comments below 👇🏼♥️

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Hilary posta senza vergogna le sue curve stravolte dalla gravidanza, per ricordarci di darci tempo, accogliere la maternità anche nella sua fisicità e non pretendere troppo dal nostro corpo. Ok, questa cosa del body shaming ormai va di moda. Forse un po’ meno la confessione a cuore aperto della complessa scelta di smettere di allattare a sei mesi, delle difficoltà lavorative di una popular che viene vista solo come una mamma o la condivisione di quei momenti di quotidiano “sclero” al ristorante con una bimba piccola che si arrampica ovunque e ti fanno pensare “per fortuna il modello non-sta-fermo-un-minuto non ce l’ho solo io!”.

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H.E.L.P. guys look at my face lol

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Eccole, le cose che abbiamo in comune: dubbi, ansie e stanchezza. Certo, forse era meglio quei capelli sempre perfetti e le fossette sulle guance, ma sapete che vi dico? Vedere una VIP che si confronta nel mondo reale con le mie stesse fatiche e debolezze, vedere che le affronta con la mia stessa difficoltà e magari non tutto il santo giorno con addosso il pigiamone di pile, tira fuori la mia voglia di essere VIP. Essere mamma è cool, è rock ‘n roll, è la vera essenza di diventare “very important” per qualcuno.

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Hilary, tra scatti di ordinaria normalità e outfit che mi fanno segnare e dire “forse il mascara è ora di riesumarlo da quella trousse”, mi dà forza e mi strappa un sorriso di solidarietà durante i miei piccoli grandi drammi quotidiani. Un po’ come quella vocina cartoon che ha accompagnato la mia adolescenza da aspirante Lizzie McGuire!

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