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Ascoltate i misteri del Rosario in canto gregoriano!

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Daniel R. Esparza - pubblicato il 21/11/19

La ripetitività rassicurante del Rosario, quando viene cantato, porta questa pratica meditativa devozionale a nuove vette

Il Rosario è sicuramente tra le più popolari preghiere non liturgiche del cristianesimo. Ha fatto appello a persone appartenenti a tutte le fasce ecclesiali: occidentali e orientali, ricchi e poveri, religiosi e laici, istruiti o meno. Raccomandato da Papi e santi, si è detto che offra a chi lo recita benefici spirituali eccezionali.

La storia del Rosario è lunga e complicata. La tradizione attribuisce a San Pacomio l’invenzione del cordone di preghiera (in genere fatto di lana vergine – simbolo della purezza dell’Agnello di Dio – o di fili di seta, intrecciati con nodi) nel IV secolo, rendendo questo accessorio devozionale antico quanto il monachesimo. Si dice anche che sia stato Sant’Antonio il Grande, padre del monachesimo orientale, a introdurre l’abitudine di fare dei nodi alla corda. In precedenza, i monaci contavano le loro preghiere gettando dei sassolini in una ciotola, ma il metodo non era molto pratico (soprattutto se il monaco pregava fuori dalla sua cella, dovendo portare una borsa di sassi in una mano e una ciotola nell’altro ovunque andasse).

Il Rosario ha fatto presa sui fedeli fin dalla sua comparsa, molto probabilmente perché è facile da recitare e per la sua semplice ripetitività meditativa, che permette un legame diretto con la Scrittura e la vita di Cristo. Ad ogni modo, la rassicurante ripetitività del Rosario, quando viene cantato, porta questa pratica meditativa devozionale a nuove vette. Guardate il video sottostante per ascoltare un Rosario cantato tutto in gregoriano!

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