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In Francia negato ad una suora di stabilirsi in una casa per anziani. Perché porta il velo

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Sconvolgente quanto accaduto in una struttura comunale nella cittadina di Vesoul, nell’est del Paese

L’inflessibilità sulla laicità delle strutture pubbliche continua a far discutere in Francia dove una suora cattolica è stata rifiutata da una casa di riposo perché indossa il velo, copricapo obbligatorio nel suo ordine.

Come riportano i media transalpini, è quanto accaduto in una casa di riposo per anziani di Vesoul, nell’est della Francia. Protagonista della storia infatti è una anziana suora ultra ottantenne che dopo oltre settanta anni in un convento nel dipartimento della Drôme, nel centro della Francia, era tornata nella sua regione natale, nel dipartimento dell’Alta Saona, per motivi di salute.

Qui aveva chiesto di poter essere accolta da una casa di riposo per anziani pubblica, gestita dall’amministrazione della città (Fan Page, 19 novembre).

Courtesy Monastery of Our Lady of the Rosary

Sistemazione ideale

La donna aveva presentato la sua richiesta nell’ottobre del 2018. Si era rivolta alla casa “Foyer Logements”, gestita dal Cento comunale sociale della città. Una sistemazione ideale, perché i residenti hanno il loro appartamento privato ma possono usufruire del ristoranti per tutti i pasti.

Al suo arrivo, a gennaio 2019, però, la suora non può entrare: non c’è posto nella struttura e la donna viene iscritta nella lista d’attesa. Nel frattempo, la parrocchia le trova una sistemazione nei locali del presbiterato. Ma i mesi passano e per lei le porte di “Foyer Logements” restano chiuse (TgCom, 19 novembre).

Leggi anche: Due giovani preti suicidi in Francia: possiamo azzardare una spiegazione?

La comunicazione ufficiale

A luglio, il centro che gestisce la casa invia alla suora una comunicazione ufficiale. La commissione che assegna i posti ha accettato la sua domanda e le sarà presentata una proposta di ingresso non appena ci sarà la disponibilità di un appartamento. C’è però una precisazione:

«Nelle nostre strutture i nostri ospiti possono avere convinzioni particolari, che vanno rispettate. E proprio nel rispetto della laicità qualsiasi segno di appartenenza a una comunità religiosa non può essere accettato al fine di assicurare la serenità di tutti» (Avvenire, 19 novembre).

“No” al ricatto

Il sacerdote locale, che sta assistendo la suora, nel suo bollettino parrocchiale parla di cristianofobia“, sottolineando che «il velo di una suora non è il segno di una sottomissione, ma di una consacrazione». Contattato dalla radio France Bleu Besançon (20 novembre), il presidente della commissione di Vesoul parla di  «un caso chiuso» e spiega che la suora «non ha voluto accettare il regolamento interno che è uguale per tutti».

Alla suora sarebbe stato consentito soltanto di portare una croce. La signora, che di quell’abito religioso ha fatto la sua ragione di vita e la sua vocazione, non può accettare. E ha continuato a dire “no” a questo ricatto.

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