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Perché San Raffaele è considerato il protettore del matrimonio?

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L’Arcangelo è il “guaritore” degli amori difficili. Come dimostra la storia di Sara e Tobia, convolati a nozze grazie ai suoi prodigi

In una delle catechesi del mercoledì, San Giovanni Paolo II definì il matrimonio “il sacramento più antico”, nel senso che già prima dell’incarnazione, ma in previsione della venuta di Cristo, il matrimonio è stato per gli esseri umani un “luogo” nel quale l’amore di Dio si è rivelato al mondo.

Questo è ancora oggi, il senso profondo del matrimonio cristiano: la rivelazione dell’amore di Dio attraverso il “segno” – piccolo e apparentemente modesto – dell’amore reciproco dell’uomo e della donna. A “tutela” del matrimonio, c’è una figura celeste che viene considerata protettore degli sposi cristiani: San Raffaele.

La lezione dell’Abbè

Alla fine dell’ottocento un degno sacerdote, francese, affermava: “Noi invochiamo l’Arcangelo Raffaele come patrono dei matrimoni felici e santi […]. Infatti, la santità di questa unione completa dell’uomo e della donna, nel matrimonio attiene alla qualità, all’integrità, all’ordine stesso dell’amore. Quelli che si amano non si uniranno affatto per godere isolatamene l’uno dell’altro, ma per darsi l’uno all’atro, sostenendosi vicendevolmente in maniera disinteressata. Allora anche il piacere fisico che ne proveranno sarà come il completamento della festa che accompagna la loro tenerezza. Una tenerezza offerta nella delicatezza del cuore. Ed è così, che, su consiglio dell’angelo, Tobia e Sara decisero di dare la precedenza, per tre giorni, alla tenerezza sul solo piacere”. (Abbé J. Trinceau, Fondatore dell’Arciconfraternita di San Raffaele, in Rivista dell’Angelo Custode 1892, p. 9).

TOBIAS ANGEL
Domaine Public
Filippino Lippi (Italian, 1457 - 1504 ), Tobia e l'Arcangelo Raffaele, c. 1475/1480, oil and tempera (?) on panel, Samuel H. Kress Collection

Quindi l’Angelo collegato in modo particolare con il matrimonio è l’Arcangelo Raffaele, in ebraico Rapháel vuol dire “Dio ha guarito” ed infatti, come per ogni spirito buono celeste, Raffaele nega decisamente qualsiasi merito personale. Egli è strumento di Dio per la guarigione di qualunque tipo essa sia. La radice di base del suo nome sta ad indicare assai di più di una semplice guarigione fisica; esso acclude qualsiasi tipo di riparazione e di aggiustamento ed implica una trasformazione in meglio sia per quanto riguarda il fisico, sia lo psichico.

Leggi anche: Una coppia con la sindrome di Down rivela il segreto di 23 anni di matrimonio felice

L’intervento di Raffaele nella vita di Tobia

“Uno dei libri più “sponsali” della Bibbia è il Libro di Tobia, con la storia di Tobia e Sara, citata poc’anzi dall’Abbe: un libro didascalico scritto in Palestina, intorno al 200 avanti Cristo. Per noi è l’occasione di approfondire due temi fondamentali nel cammino dell’amore: la vocazione sponsale e la sessualità redenta.

Regalato a sposi credenti, il Libro di Tobia potrebbe essere ciò che l’Angelo Raffaele rappresentava per il protagonista: una guida ai loro passi, un invito alla benedizione nella gioia, un conforto nella prova e sempre un richiamo a non chiudersi nel proprio vissuto, a leggerlo nella storia di un popolo e dell’intera umanità, nell’attesa di cieli e terra nuovi, della nuova Gerusalemme, città di pace e di riconciliazione. Quando Dio manda in azione l’Arcangelo Raffaele, vi è sempre il ritorno di qualcosa come era stato concepito dal progetto divino originariamente. Nella Sacra Scrittura, Raffaele si contrappone al demonio Asmodeo che è “colui che fa morire”.

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