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Un dottore della Chiesa per riprendersi dopo un quarto d’ora sui social

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Mangostar | Shutterstock

Philip Kosloski - pubblicato il 19/11/19

Alle volte bastano pochi minuti passati sui social network per sentire il proprio umore che declina: collera, tristezza, esaurimento… E se bastasse leggere due righe di san Giovanni della Croce per (ri)mettere quelle emozioni negative a posto?

Quanto tempo c’è voluto, l’ultima volta che vi siete messi ad aggiornarvi sull’attualità, per leggere una notizia che ha suscitato in voi un sentimento di collera o di tristezza? Due minuti? Poco più? Poco meno? È il rimprovero che spesso si fa ai siti d’informazione, che sempre più spesso si fanno eco di quel che nel mondo va male. Come fare per non soccombere in questo clima sinistro?


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È urgente rimettere le cose a posto. La pace e l’amore sono quel che Dio ha desiderato per l’uomo. Tocca dunque ai cristiani farvi instancabilmente ritorno, a dispetto di quanto possono leggere, vedere o sentire sui social network. Nei Detti di luce e d’amore, san Giovanni della Croce scrive così:

Badate a conservare il vostro cuore in pace; che nessun evento di questo mondo lo turbi; ricordatevi che tutto deve finire.

Per quanto siano brevi, queste parole restano nondimeno pertinenti e di bruciante attualità. Guerre, catastrofi naturali, attentati, violenze domestiche… Il mondo è disseminato di sofferenze, ma tutte avranno termine. «Ricordatevi che tutto deve finire», ricorda san Giovanni della Croce.


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Il nostro tempo sulla terra è limitato, e temporaneo è il mondo che abitiamo. In quanto cristiani abbiamo il dovere di promuovere la pace e la giustizia. Anche se la nostra influenza è limitata, ne va della nostra responsabilità. A ciascuno però spetta l’accettare di rimettersi a Dio. Vedere la sofferenza di milioni di persone sui social network deve toccarci e spingerci ad agire, ma non deve turbare la nostra pace interiore. Dio ha un piano per ciascuno di noi, le nostre vite non sono frutto del caso, esistiamo in vista di qualcosa. Se giungiamo a riconoscere questa realtà, l’attualità del mondo non ci sfuggirà, perché saremo al contempo impegnati e fiduciosi: agiamo, ma quel che non possiamo fare lasciamolo a Dio.

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

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