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7 cose che accadono in Purgatorio, spiegate da San Tommaso d’Aquino

ŚWIĘTY TOMASZ Z AKWINU

Wikipedia | Domena publiczna

San Tommaso d'Aquino.

don Marcello Stanzione - pubblicato il 19/11/19

Insegna San Tommaso che la morte in stato di grazia cancella tutti i peccati veniali, perché con la morte viene distrutto l’incentivo del peccato, che era la nostra concupiscenza, e perché dopo la morte non rimane nell’anima l’attaccamento o la dipendenza sensibile dal peccato. L’unica cosa che rimane in essa è il disordine reale che hanno comportato alcune delle sue azioni, e che deve essere riparato con la debita pena, con la debita sofferenza che sia contraria alla volontà. In questo modo le anime, nel Purgatorio, per un verso sono perfettamente sante, nel senso che non hanno più il minimo peccato, la minima macchia che li affligge agli occhi di Dio; ma per l’altro, devono equilibrare la propria anima con quelle disposizioni che non hanno avuto a sufficienza in questa vita, come la conoscenza della gravità del peccato, il senso profondo della infinita maestà di Dio, il perfetto amore di Dio su tutte le cose, l’abbandono totale delle loro volontà alla volontà di Dio, ecc.


HOLY SOULS IN PURGATORY

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Nessun potere sulle anime

5) Per questa stessa santità delle anime del Purgatorio, insegna San Tommaso, il diavolo non ha alcun potere su di esse, neanche di tormentarle; perché non è giusto che coloro che hanno già trionfato contro i demoni, morendo senza peccato mortale, debbano sottomettersi a loro per subire la loro parte di castigo. In questa vita, che è un luogo di lotta, Dio permette ai demoni di tentarci, attaccarci, tormentarci, come nemici propri nella nostra lotta, così come permette ai buoni angeli di aiutarci in questa lotta.

Ma dopo questa vita, l’anima non è più tormentata dai demoni, perché li ha vinti, né influenzata dai buoni angeli, perché gli spiriti benedetti non tormentano i loro stessi concittadini; e così resta solo la pena con la quale queste anime sono purgate, la quale viene dalla giustizia divina, e ancor più dalla carità divina, che per l’amore intenso che ha per queste anime, le dispone per poter entrare nella patria celeste e ricevere infine la ricompensa.

SOULS IN PURGATORY
Haylli | CC BY-SA 4.0

Le opere dei vivi

6) Un altro insegnamento di San Tommaso è che le anime dei fedeli defunti possono essere aiutate dalle opere dei vivi; è in più, dice il Santo, tale pratica si trova nelle Scritture e proviene dagli stessi Apostoli. La ragione per cui possiamo aiutare i defunti con le nostre opere, non è diversa, in realtà, dalla comunione dei santi, e cioè il carattere comune che tutti i beni spirituali hanno nella Chiesa, così che ciò che fa uno dà profitto ad un altro, e ciò che si guadagna può essere applicato agli altri membri della Chiesa. In questo modo, vi è un flusso continuo di beni spirituali dalla Chiesa militante alla Chiesa purgante; e questo avviene anche dalla Chiesa trionfante alla Chiesa purgante, poiché anche i santi della gloria intercedono per le anime del Purgatorio e prestano loro soccorso o assistenza compatibili con la giustizia divina che si esercita su di esse.

Tuttavia, osserva San Tommaso, facendo suo un insegnamento di Sant’Agostino, la ragione per cui queste buone opere dei vivi siano applicate a loro, è che durante la loro vita hanno meritato che i suffragi sarebbero valsi dopo la morte.

Beati i misericordiosi, perché otterranno misericordia, ci insegna Nostro Signore Gesù Cristo; e questo si verifica eminentemente con le anime del Purgatorio: quanto più misericordiose furono con il loro prossimo, con le opere di carità, tanto più meritano che si applichino loro i suffragi che la Chiesa offre per loro.




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Le opere caritatevoli

7) Infine, se ci chiediamo quali sono le opere che più giovano ai defunti, San Tommaso risponde che le opere che più aiutano le anime del Purgatorio sono le preghiere della Chiesa, il Santo Sacrificio della Messa e le elemosine.

Perché? Perché tutta l’applicazione dei suffragi dei vivi ai defunti si basa sull’unione che esiste tra loro per la carità. E così, quanto più un’opera è caritatevole, o quanto più si ha l’intenzione di applicarla ad un determinato defunto, tanto più essa vale per alleviarlo in Purgatorio.

Tra le opere caritatevoli ne figurano soprattutto due:

la Santa Messa, da un lato, perché è il sacramento segno dell’unione della Chiesa nella carità e perché contiene Colui che è la fonte e il vincolo della carità, per il Quale tutta la Chiesa resta unita e consolidata;

e l’elemosina, dall’altro, intesa nella sua accezione generale di opera di misericordia, poiché queste opere sono prodotte direttamente dalla carità.

La preghiera, a sua volta, vale molto per le anime del Purgatorio, perché è l’opera che più ci permette di dirigere la nostra intenzione verso qualcuno in particolare, pregando per lui, chiedendo per lui, e applicando a lui ciò che noi abbiamo potuto meritare con le nostre opere.




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purgatoriosan tommaso d'aquino
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