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Niccolò Pagani: l’eredità più grande è quella da lasciare ai ragazzi

eredità
Facebook - Flavio Insinna
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A volte le rinunce insegnano più dei traguardi: il messaggio di questo professore che lascia “L’Eredità” per tornare tra i banchi, a fare quello che lo rende felice e che sente come una missione verso i suoi ragazzi.

Non ha vinto neanche un centesimo, Niccolò Pagani, ma forse, quello che lo aspetta al ritorno, è un premio molto più alto. Niente soldi, nessun viaggio intorno al mondo da organizzare o una macchina nuova da poter comprare, nessuno sfizio da togliersi con qualche euro in più nel conto. Non so quali fossero i sogni nel cassetto che avrebbe realizzato portando a casa la vittoria allo show di Rai1, “L’Eredità”. Quello di cui sono certa, è che gli occhi che lo aspetteranno seduti ai banchi, pieni di stima, riconoscenza e orgoglio, i volti di quei ragazzi a cui ha dato la lezione più grande che potessero ricevere dal loro prof, sono il vero jackpot. 

Il professore di Torino lascia lo show di Insinna senza nessun montepremi guadagnato, pur avendo sfiorato i centomila euro più volte nel corso delle puntate di cui è stato campione.

Per un pelo, Niccolò! 

Per un “pelo” davvero, visto che nell’ultima manche dell’11 novembre è stata proprio questa la parola che è costata la vittoria alla ghigliottina finale.

Lascia il programma con le tasche vuote, ma il suo addio ha riempito i cuori di molti, di Flavio Insinna per primo, che ha condiviso il video diventato virale sui social.

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Poche e semplici parole che parlano di dovere verso un lavoro che ama, rispetto per i colleghi e fiducia in quei giovani che ha lasciato in aula, parole che restituiscono l’immagine della scuola che tutti vorremmo per i nostri figli. Quella bella e piena di speranza, quella “creatura fragile”, come la chiama lui, che va protetta e curata.

Perché è proprio vero, la scuola è fragile oggi e noi, abbiamo perso un po’ fiducia nel sistema educativo, forse a ragione, forse perché le notizie che parlano di maestre che picchiano gli alunni, studenti che bullizzano i compagni, professori messi al muro dai genitori, ideologie che si fanno strada nei corridoi spesso fanno più chiasso del lavoro silenzioso di tanti altri bravi educatori e ragazzi che, voglio ancora crederlo, rappresentano una maggioranza senza voce.

Niccolò ha dato voce a questa scuola e per una volta, a riempire le bacheche Facebook e a scalare le classifiche dei video più cliccati su Youtube c’è un messaggio di speranza, lanciato da un ragazzo a cui non interessa solo un’eredità fatta di soldi, ma una più durevole, da lasciare ai ragazzi che gli sono stati affidati.

Una scelta obbligata, certo, legata all’impossibilità di togliere altro tempo al suo lavoro e di chiedere di più a quei colleghi che già, con sostituzioni e supplenze, gli hanno regalato tanto, ma dalle parole di questo professore traspare una sincera fede nella sua missione:

“…il mio posto è là, tra i miei ragazzi: ogni mattina in prima linea nella missione quotidiana dell’educazione e dell’onestà. Dimostrando ai giovani, anche grazie a questo programma, che la gentilezza vince sulla violenza, la cultura vince sull’ignoranza, il sorriso sconfigge la rabbia e l’ironia batte l’odio. Insegnando loro a non impugnare i coltelli, ma i libri; a sostituire gli spintoni con gli abbracci”

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Che spesso, più di qualunque lezione su Carducci o la relatività, gli insegnamenti più grandi, quelli che formano i cuori e le menti, sono proprio le persone a darli, con le loro vite e ancora di più con le loro rinunce.

Perché essere messi prima, prima dei soldi, della soddisfazione di vincere e di arrivare, fa sentire i giovani importanti, responsabili e gli ricorda quel valore che è la più grande eredità che possiamo lasciare loro.

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