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Family link: Google dà ai genitori l’illusione di tenere i figli al guinzaglio

TEENAGER, GIRL, SMARPHONE

mpohodzhay | Shutterstock

Annalisa Teggi - pubblicato il 19/11/19

Lo strumento che Google ci offre con questa app fa leva sul nostro bisogno emotivo di rimanere legati ai nostri figli, di abbracciarli in senso protettivo; ma il prodotto in sé non è un caldo abbraccio (… magari sgradito a chi lo riceve), è solo un inerte guinzaglio. Il guinzaglio è l’oggetto che traduce in meccanismo passivo e riduttivo una relazione: c’è un collegamento tra due esseri viventi, ma i due non si toccano davvero. Gli effetti collaterali di questo Family Link che vedo all’orizzonte sono perciò due: 1) ridurre a meccanismo di controllo il sano istinto di protezione dei genitori; 2) lasciar presagire anche inconsapevolemente ai nostri figli che ci basta mettere loro un “cavetto” al collo e fuggiamo da una relazione.


FAMIGLIA, TABLET, COLAZIONE

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Tra il sì o il no all’uso di questa applicazione ci sta la grazia della nostra presenza creativa. Non può esserci una risposta secca, dobbiamo rimboccarci le maniche e metterci del nostro. La protezione, così come ogni altra forma di relazione, prevede l’umano al centro della scena. Uno strumento tecnico, magari anche di supporto buono, deve accontentarsi della passività che il guinzaglio ha; non può permettersi, lo ripeto, di usare il verbo «educare».

Men che meno può assumersi la responsabilità di essere l’ambasciatore di messaggi impliciti che dalla madre passano al figlio con un clic di diniego. La protezione non può ridursi a un monitoraggio gps, perché mio figlio merita di sentirsi dire in faccia il bene che gli voglio e non pensare di essere trattato da mero oggetto smarrito. Se la nostra casa è costruita sulla roccia della relazione viva e presente, si può poi valutare – insieme! – come usare al meglio le potenzialità offerte dagli strumenti tecnici.

Ben venga il buono di un aiuto spicciolo e concreto, altrettanto benvenute devono rimanere le scintille di due corpi incandescenti che si sfregano. Dio ci scampi da un mondo in cui una madre veda ogni centimetro di strada percorso da suo figlio fuori dalla porta di casa, ma non esistano più in salotto le litigate sonore e furibonde tra chi si vuole davvero bene.

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giovanismartphoneweb
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