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Anch’io mi sono arrabbiata con Dio quando non sono riuscita a rimanere incinta

GNIEW
Christian Fregnan/Unsplash CC0
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Perché Dio non mi dà quello che voglio

Dopo pranzo mi piace sempre prendere un caffè amaro, ma lo accompagno con un pezzetto di cioccolata. Il mio cagnolino, che ha un olfatto molto sviluppato, mi segue dal momento in cui apro la cioccolata e mi fa capire in ogni modo quanto lo vuole. Lo vedo saltare, lamentarsi, guardarmi fisso, e vorrei dargliela, ma so che gli farebbe male se gliela dessi.

Lui non lo capisce, ovviamente; non capisce perché gli farebbe male qualcosa che a me fa bene. Collegando questo esempio con la sofferenza che possiamo portare dentro, non riesce a capire perché Dio manda cioccolatini – ovvero i figli – alla vicina che neanche li voleva e non li manda a me.

In questa storia (chiedo scusa se qualcuno si offende con questo paragone) siamo come quel cagnolino che desidera la cioccolata che piace tanto agli altri ma che a noi farebbe tanto male. Per non lasciare spazio a fraintendimenti, chiariamo che solo noi esseri umani possediamo la ragione, e che i nostri desideri più profondi non si paragonano agli istinti e agli impulsi degli animali.

Dio, che è padrone della borsa di cioccolatini e di quella di tutti i dolci, lo sa bene! Sa perché non è ancora il momento di diventare madre, sa perché non si deve rimanere incinta in quel momento, sa perché bisogna ancora aspettare e perché magari i figli non arriveranno mai.

3 punti da ricordare

In queste tre metafore (alcune più azzeccate di altre) ho cercato di illustrare due cose. La prima è che siamo immensamente piccoli davanti a Dio, la seconda che Dio ci ama infinitamente e vuole il meglio per noi.

Vorrei concludere condividendo tre punti che a mio modo di vedere sono molto utili se si vive un momento di ribellione nei confronti di Dio o se lo si è avuto:

1. Nessuno vi giudica: è “naturale” che vi faccia male, che vi ribelliate contro quella sofferenza che sembrerebbe impedirvi di essere felice.

2. Non vale la pena, perché mentre vi ribellate e maledite, Dio continua a riempirvi di amore e di benedizioni, stendendo le Sua braccia amorevoli verso di voi, cosa che nel mezzo della vostra rabbia siete incapaci di percepire.

3. “Non c’è male che duri cent’anni”: potreste voler discutere dicendo “Se sono sterile lo sarò per sempre”, o se avete perso una persona cara penserete “Se n’è andata per sempre”.

Anche se sembra incredibile, non avete bisogno che quella croce scompaia, ma di accettarla, e come diceva San Giovanni XXIII “Soffri almeno con pazienza, se non riesci a farlo con gioia”.

Se siete una donna e state vivendo questa situazione, condividete con noi la vostra storia, dicendoci cosa vi è servito per essere più pazienti, mitigare il dolore o accettare la situazione con pace.

Qui l’articolo originale pubblicato su Catholic Link

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