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3 attenzioni per aumentare la qualità del tuo ascolto

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Don Giovanni Benvenuto - pubblicato il 19/11/19

Vi siete mai chiesti perché abbiamo due orecchie e una bocca soltanto? Qualcuno dice che è perché non dovremmo mai dimenticare che ascoltare è molto più importante che parlare.

Dite la verità: quante sono le persone dalle quali siete sicuri di essere ascoltati? E per essere ascoltati, non intendo soltanto che mentre parlate non vi interrompono (il che è già qualcosa!) ma intendo che veramente vi sentite ascoltati e capiti nel profondo.
Ci sono persone disposte a fare centinaia di chilometri, pur di trovare quella persona o quell’amico che sa ascoltarli davvero.
Anche tu puoi fare questo dono agli altri. Ma ci sono alcune condizioni fondamentali da non dimenticare mai.

1 – Mentre parli con qualcuno, non fare altro.

Potrebbe sembrare una cosa scontata, ma se ci pensate un attimo, non lo è affatto: molto spesso, mentre parliamo con amico, il nostro cellulare suona.
Come prima cosa quindi, silenzia il cellulare; mentre stai parlando con qualcuno non c’è nulla di più fastidioso di vedere che non appena gli arriva una notifica, l’altro prende subito in mano il cellulare, e magari risponde anche al messaggio appena arrivato.
Vuoi ascoltare veramente una persona? Posa il telefono e il tablet, posa le chiavi della macchina. Posa il giornale che stavi leggendo, posa qualunque cosa tu abbia in mano. Posa il telecomando, posa la penna. Sii presente.

2 – Lascia andare i tuoi pensieri e tue preoccupazioni.

C’è qualcosa di molto più difficile da posare: i nostri pensieri e le nostre preoccupazioni quotidiane, grandi o piccole che siano.
Lascia andare anche quelle. Non pensare a quel problema che hai appena avuto sul lavoro. Non pensare a cosa cucinerai per cena, o a quella serie tv di cui stai aspettando la prossima puntata. Per lasciare tutto, puoi provare a concentrarti sul tuo respiro, per poi passare a concentrati su quello che l’altro ti sta dicendo.

3 – Rivolgiti il tuo corpo verso chi ti sta parlando.

Anni fa mi sono reso conto che spesso ascoltavo le persone che incontravo con il corpo già rivolto in un’altra direzione, lasciando bene intendere che anche se ero lì, in realtà non vedevo l’ora di andarmene via.
Sei per strada, incontri una persona che conosci e hai tempo di parlare un attimo con lei? Fermati, e mettiti bene di fronte a lei. Prova a far caso a quale posizione assumi con il tuo corpo: quando una persona ti ascolta, sei rivolto verso di lei, oppure il tuo corpo sta comunicando all’altro che la tua mente è già altrove?
Immagina di avere davanti in quel momento la persona più importante del mondo: fermati, guardala, rivolgi verso di lei non solo le tue orecchie e la tua attenzione, ma anche il tuo corpo. Stai lì con lei e ascoltala, fai soltanto quello.
C’è poi un motivo importantissimo per ascoltare in modo attento: come diceva Peter F. Drucker, “Nella comunicazione, la cosa più importante è ascoltare ciò che non viene detto”. E per ascoltare ciò che l’altro non sta dicendo, ma sta esprimendo con il tono della voce, il viso, il linguaggio del corpo, c’è bisogno di un’ascolto e un’attenzione veramente profondi.

Qui l’articolo originale apparso sul blog “Comunicare con il sorriso”

Nato nel 1971 ed ordinato nel 1996, don Giovanni Benvenuto è parroco in due parrocchie a Sestri Ponente, collaboratore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi di Genova e membro del Consiglio Direttivo di WeCa, l’associazione dei Webmaster Cattolici Italiani. Insieme ad Andrea Ros nel 1998 ha fondato www.qumran2.net, banca dati di materiale per la pastorale visitata da 400.000 persone al mese, e attualmente ne è il coordinatore. Da aprile 2018 pubblica ogni settimana un nuovo video per imparare a comunicare meglio sul canale Youtube Comunicare il Sorriso di Dio.

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