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Perché non bisogna chiedersi quando finirà il male

WOMAN, PAIN, BED
goffkein.pro | Shutterstock
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Mi sconcertano l’odio, il dolore, la guerra. Cerco risposte in Gesù, e l’unica cosa che scopro è che non vuole che mi preoccupi di queste cose

Mi impegno a pretendere di sapere come e quando accadranno le cose:

“Maestro, quando accadrà questo e quale sarà il segno che ciò sta per compiersi?”

È il mio desiderio umano di voler controllare la mia vita. Quello che accadrà, quello che temo che accada.

Voglio mettere a tacere le mie paure, e liberare i miei desideri.

È lo sguardo poco lungimirante che ho sulle cose. Vedo bene da vicino, e molto male da lontano. Quando Gesù trionferà in modo definitivo su questo mondo che percorre strade pericolose?

Quando l’amore vincerà definitivamente sull’odio? Quando la vita trionferà per sempre sulla morte che contemplo e temo? Quando il terrore che si manifesta nelle strade scomparirà per lasciare spazio all’amore e alla pace definitivi?

Sono domande che restano senza risposta. Le ripeto in tono di supplica, desiderando che il tempo sia già, ora, in questo momento.

Mi sento insicuro e timoroso. Affronto futuri sconcertanti. È davvero Dio che governa la Terra con il suo progetto d’amore? Nell’anima sorgono i dubbi.

Vorrei che i Governi fossero più onesti e costruissero la pace. Vorrei che ci fosse meno corruzione in tanti che si ergono a guardiani dell’ordine sociale.

Vorrei che ci fosse meno odio nelle strade, nei cuori che soffrono. Vorrei vivere in pace con chi non la pensa come me, costruendo un mondo nuovo. Vorrei condividere la mia vita con chi ha altri progetti che non coincidono con i miei.

Il desiderio del cuore è il regno di Dio sulla Terra. Vorrei che il bene vincesse sempre. Mi sconcertano il caos, il dolore, la guerra, l’odio.

Cerco risposte in quel Gesù che si sofferma davanti a me. E l’unica cosa che scopro è che Gesù non vuole che mi preoccupi di quelle cose. Non vuole che viva dipendendo dal “quando”, angosciato per il futuro.

Tutto accadrà a suo tempo. Ma non sono io che devo saperlo. In tempo è in suo potere, non è mio. Lui mi chiede solo di perseverare:

“Nemmeno un capello del vostro capo perirà. Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime”.

Non cadrà nemmeno un capello. C’è un progetto d’amore. Mi ricorda quest’altra frase sul quadro di Maria nel Santuario: “Un servo di Maria non morirà mai”.

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