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I mezzi di conversione utilizzati dai primi missionari francescani

FRANCISCANS

franciscanos.cl

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 16/11/19

Interpreti e sacerdoti

Il gruppo incaricato della missione comprendeva frati capaci di fungere da interpreti, come anche persone in grado di predicare sia ai sacerdoti sia al popolo: è chiaro, infatti, che nel momento in cui Giordano menziona la capacità di Giovanni da Pian del Carpine e di Barnaba di predicare sia in latino sia in lombardo e tedesco, ci fa capire che i frati si erano organizzati per predicare a persone di diversi strati sociali e di differente cultura (in la- tino ai chierici, nei vari volgari al popolo). Arrivarono così anche le prime vocazioni.


FRANCIS

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Prima di Marco Polo

Giovanni da Pian del Carpine, il quale non solo ebbe un ruolo determinante nel diffondere l’Ordine in Germania e nell’Europa centrale (Boemia, Polonia, Ungheria, Danimarca, Norvegia), ma sarebbe passato alla storia soprattutto per aver guidato una delegazione pontificia presso i Tartari, spedizione che sarà da lui stesso narrata nella preziosa Storia dei Mongoli: giunse quindi in estremo oriente circa trent’anni prima di Marco Polo e, arrivato fino alla Cina, incontrò il Gran Khan dell’Impero Mongolo, Güyük Khan.

La “conquista” di Cina e Inghilterra

Sulla scia della contingenza storica positiva, nell’estate del 1289 papa Niccolò scelse fra Giovanni da Montecorvino come missionario in Cina, incaricandolo di dare vita a una nuova comunità francescana. Già nel 1299, fra Giovanni riuscì a edificare la sua prima chiesa a Pechino. La missione francescana in Cina era entrata nella sua fase più vivace.

Nel 1224 i frati sbarcarono poi in Inghilterra, come sappiamo da Tommaso da Eccleston, che scrisse un apposito Trattato sull’insediamento dei Frati Minori nell’isola.

Stati Uniti… francescani

I frati saranno i primi a sbarcare nelle Americhe, caratterizzando anche la toponomastica del nuovo continente: tante sono infatti le città (anche grandi) degli Stati Uniti e del Messico che portano nomi francescani (San Francisco, che ricorda la Basilica di Assisi; Los Angeles che ricorda la Basilica di Santa Maria degli Angeli; San Diego e Santa Clara, i santi di caratura francescana).

Il 23 settembre 2015, a Washington, papa Francesco ha canonizzato un francescano del XVIII secolo, fra Junípero Serra, il quale aveva promosso l’evangelizzazione della California: i suoi compagni arrivarono a san Diego e fondarono una catena di missioni con l’obiettivo di alimentare la devozione a Gesù Eucarestia, a Maria e a san Michele.




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Missionari ed educatori nel Nuovo Mondo

i figli di san Francesco furono anche i primi ad arrivare nella Nuova Spagna nel 1523, stabilendovi le nuove missioni e, di fatto, i luoghi di culto. Nella scoperta del Nuovo Mondo, i figli dell’Assisiate furono presenti in tutte le spedizioni: raggiunsero il viceregno di Nueva Granada nel 1519, quello di Nueva España nel 1524 e quello del Perù nel 1532. Fondarono nuovi conventi e chiese in America centrale a partire dal 1536.

Nel marzo 1535 i francescani Jodoco Ricke, Pedro Gosseal e Pedro Rodeñas si stabilirono a Quito, nell’attuale Ecuador. Qui, Ricke piantò per la prima volta il grano in America. In tutti questi luoghi, i francescani hanno svolto un lavoro utile a livello sociale, educativo e missionario.

“Parola ed esempio”

Nel 1524, un gruppo di dodici francescani, tra cui il superiore Martín de Valencia, fondò il convento di San Francisco a Città del Messico, tanto che, nel 1532, papa Clemente VII poté creare la provincia francescana di Santiago del Messico.

Il metodo originale di istruzione della “nuova fede” era molto semplice e diretto. «Parola ed esempio» è tutto ciò di cui avevano bisogno. Come i francescani portarono avanti questo metodo può essere compreso dall’azione di fra Martín de Valencia, uno dei dodici apostoli del Messico: all’arrivo nella sua provincia, si inginocchiò davanti a un gruppo di indigeni e cominciò a parlare pubblicamente dei propri peccati – una forma di confessione –, frustando se stesso davanti a tutti. Ciò per evitare «l’esercizio diretto del potere».

Educazione della gioventù

Un altro mezzo di conversione è stata l’educazione della gioventù, attraverso il seguente programma: «i figli dei nobili furono portati nelle scuole monastiche e lì impararono fino a quando non furono giudicati sufficientemente sicuri nella fede per essere riportati nei loro villaggi come maestri di scuola cristiana, dove dovevano condurre i loro connazionali attraverso semplici routine di culto». Secondo Fray Diego de Landa nel suo libro Relación de las cosas de Yucatán, questo programma ebbe molto successo.




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Il Vangelo tra i musulmani

Non sono mancati altri viaggi che hanno fondato luoghi di annuncio e di culto: in Marocco, Tunisia, Egitto, Medio Oriente. In Siria è forte la presenza dei francescani nel difendere e proteggere i cristiani perseguitati.

È vero che queste missioni, sia quelle presso i musulmani, sia quella presso i Tartari (come venivano definiti allora i Mongoli) non portarono alla conversione sic et simpliciter, come i frati speravano. Eppure, l’idea della testimonianza del Vangelo, senza armi e senza potere economico, resta nel Dna del movimento minoritico.

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