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Il Gesuita del XVII secolo che è stato l’ultimo uomo a sapere “tutto”

Athanasius Kircher
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Secoli prima di Internet, questo sacerdote è stato il principale depositario mondiale della conoscenza

La curiosità portò Kircher lontano. Non molto tempo dopo l’eruzione del Vesuvio nel 1631, ad esempio, scalò il vulcano e scese nel cratere con il corpo legato a una corda. Usò poi un pantometro per misurare accuratamente le dimensioni interne del vulcano. Verso la fine della sua vita, i risultati delle sue ricerche geologiche furono pubblicate in un’opera in due volumi intitolata Mundus Subterraneus.

In tutto fu autore di 44 libri (tutti apparentemente scritti in latino), molti dei quali vennero considerati letture obbligatorie dalle menti più illuminate della sua epoca. Pur avendo una conoscenza enorme, Kircher era un essere mortale, che fece notevoli errori quando cercò di decifrare i geroglifici egiziani, sbagliando a volte anche in altri campi.

Detto questo, secondo la biografa Paula Findlen fu “il primo studioso con una reputazione globale”.

Kircher morì a Roma il 27 novembre 1680, a 79 anni. Col tempo il suo nome, tanto noto quando era in vita, venne dimenticato. Negli ultimi decenni, però, ha ricevuto una rinnovata attenzione, come emerge dalla pubblicazione, nel 2004, di un libro di 464 pagine intitolato Athanasius Kircher: The Last Man Who Knew Everything (Athanasius Kircher: L’Ultimo Uomo a Sapere Tutto).

Secoli prima di Internet, questo gesuita è stato il depositario principale delle informazioni. Al giorno d’oggi, con gli innumerevoli terabyte di informazioni accessibili grazie a un motore di ricerca, si avrebbe bisogno di molte vite solo per visionare tutto il materiale, figuriamoci per assorbirlo. Si può pensare non a torto che il futuro non offrirà un altro Athanasius Kircher.

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