Ricevi Aleteia tutti i giorni
Solo le storie che vale la pena leggere: leggi la newsletter di Aleteia
Iscriviti!

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Cos’è l’invidia?

woman, envy,
Condividi

Un insieme di definizioni aiuta a capire meglio il pericoloso significato di questo peccato capitale

La parola “invidia” deriva dal latino “videre”, vedere, composto con la preposizione “in”, che indica direzione. Significa quindi rivolgere lo sguardo all’altro, proiettare gli occhi sull’altro, concentrarsi sull’altro, in un senso negativo, malizioso.

Il Nuovo Dizionario Aurélio della Lingua Portoghese (1986) definisce l’invidia com un “dispiacere o dolore per il bene o per la felicità altrui; desiderio violento di possedere il bene altrui”. Per il Dizionario Houaiss (2003) è un “sentimento in cui si mescolano l’odio e il dispiacere, provocato dalla felicità o dalla prosperità altrui. È il desiderio irrefrenabile di possedere o di godere, in modo esclusivo, di quello che è posseduto o goduto da altri”.

Per Tanquerey (1955, p. 531), l’invidia è al contempo “passione e vizio capitale. Come passione, è una specie di tristezza profonda che si sperimenta nella sensibilità alla vista del bene che si osserva negli altri; questa impressione è accompagnata da una contrizione del cuore che ne diminuisce l’attività e produce un senso di angoscia”.

Come concetto filosofico, l’invidia è descritta dall’Enciclopedia Europea-Americana (1930, p. 203) come “una passione che è al contempo figlia dell’orgoglio e della cattiva volontà. È un profondo dolore per il bene di cui un altro gode, e diventa cattiva volontà nei confronti delle persone che possiedono quello che per invidia si vorrebbe per sé”.

Nel corso della storia, le definizioni dei vari filosofi sull’invidia concordano notevolmente tra loro. Nella tradizione aristotelica, ad esempio, l’invidia è intesa come un dolore provocato dalla fortuna di cui godono alcuni nostri simili.

L’invidia è uno dei sette peccati capitali, il che vuol dire che è il “capo” di altri peccati, la loro causa.

Adattato dal testo di padre Inácio Almeida, EP, pubblicato dall’agenzia Gaudium Press

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni