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3 suggerimenti per insegnare a vostra figlia adolescente ad essere una buona amica

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Mat Hayward - Shutterstock
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Le adolescenti sono note per il comportamento difficile. Mostriamo loro una via migliore

La mia figlia maggiore, Sienna, frequenta la terza media, e lasciatemelo dire, è difficile. Le soap opera non sono niente rispetto ai drammi di una tredicenne.

Non è stata una sorpresa. Dopo tutto, ho avuto tredici anni anch’io, ed è stato l’anno più difficile della mia vita adolescenziale. Gestire le amicizie in quell’anno fondamentale è una sfida, e a volte una vera e propria battaglia. È però fondamentale che i genitori affrontino la battaglia insieme alle figlie, perché le lezioni che imparano a tredici anni saranno la base delle loro amicizie negli anni a venire. Ecco tre delle lezioni più importanti che ho imparato finora sul fatto di aiutare le adolescenti a forgiare amicizie profonde e significative che possano sostenere non solo la sfida dei drammi dei 13 anni, ma anche il test della vita intera.

1 Ascoltare… tutto

Prima di poter aiutare vostra figlia a creare amicizie solide, dovete capire come affronta le dinamiche sociali. Se però le chiedete “Come gestisci le tue dinamiche sociali?”, vi verrà risposto quantomeno con uno sguardo vacuo. Se cerca di spiegare le sue teorie sulle amicizie e le sue azioni alla luce di queste, è probabile che dica quello che secondo lei volete che pensi e faccia. L’affermazione e l’accettazione sono fondamentali negli anni dell’adolscenza, sia a casa che tra i coetanei. Quando invece torna a casa e vi inonda con una storia lunga e contorta sul dramma del giorno, concentratevi e ascoltate davvero.

FAMILY
Shutterstock

Credetemi, so bene quanto possa essere difficile. Mia figlia lo fa varie volte al giorno, e ci sono casi in cui vorrei solo coprirmi le orecchie e scappare via gridando. Queste storie, però, sono una miniera d’oro. Se ascoltate attentamente e cogliete i dettagli, inizierete a capire costa sta succedendo davvero nel cuore e nella mente di vostra figlia. Sarete in grado di identificare i modelli di comportamento e le abitudini di pensiero che potrebbero minare i suoi tentativi di fare amicizia, e inizierete ad avere familiarità con le abilità sociali e i doni di vostra figlia. Questo vi darà una base solida con cui guidarla per imparare a sviluppare amicizie virtuose.

2 Guidate la situazione facendo domande, non offrendo risposte

Una volta che avrete ascoltato abbastanza da stabilire una conversazione fiduciosa con vostra figlia sulle sue amicizie, il passo successivo è resistere alla tentazione di offrire consigli. A livello intellettuale, vostra figlia sa bene che siete state tredicenni anche voi, ma emotivamente è sicura che non abbiate mai sperimentato la vita “vera” e che non abbiate idea di quello di cui state parlando. Non è una questione personale – è uno stadio dello sviluppo del tutto normale e prevedibile. Può però essere oltremodo irritante se permettete che vi influenzi, e quindi lavorate sul distacco. Non permettete che le vostre emozioni relative al rappporto con vostra figlia si mettano in mezzo. Rispolverate invece le vostre abilità trascurate sul ragionamento socratico e considerate queste conversazioni come una sfida intellettuale. Ponete domande – non a caso, ma intenzionalmente. Quando risponde, ponete altre domande sulla base delle sue risposte. Formulate assolutamente tutto com domanda o ipotesi, e lasciate che sia lei l’unica a offrire le risposte.

Olimpik / Shutterstock

Non sto dicendo che dobbiate accettare le sue risposte, soprattutto se sono fuorviate o si allontanano dalla virtù. Anziché correggerla e criticarla, modellate la conversazione in un modo che permetta a vostra figlia di correggersi e criticarsi da sola. Ponete domande esigenti e che spingono a riflettere, di modo che si prenda il tempo per pensare alle sfumature dell’amicizia, dell’interazione sociale e delle conseguenze. Questo articolo può aiutarvi.

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