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Quando i pensieri ci assediano: come superare il disturbo ossessivo-compulsivo

DOC

Di karenfoleyphotography - Shutterstock

BenEssere - pubblicato il 07/11/19

A tutti capita di avere pensieri bizzarri, anche superstiziosi o sgradevoli. Il problema sorge quando la loro presenza si fa troppo invadente fino a compromettere la qualità della nostra vita quotidiana. Ma guarire si può.

Risponde Francesco Vincelli
psicologo, psicoterapeuta, docente di psicoterapia Aiamc

Gentile dottore, da tempo nel mio ufficio osserviamo con discrezione i comportamenti di un collega che sembra soffrire di ossessioni e compulsioni: igienizza ripetutamente la scrivania, il computer, il telefono, va continuamente in bagno e in molti lo hanno visto trascorrere molto tempo a lavarsi le mani. Potrebbe trattarsi di un Doc? Da cosa sorgono questi disturbi? Questi comportamenti si possono curare? Giovanna

Cara Giovanna, la nostra mente produce continuamente pensieri e ciò ha conferito alla specie umana enormi vantaggi in termini di evoluzione e adattamento. Grazie alla nostra mente possiamo analizzare e risolvere problemi, inventare oggetti, pianificare le nostre azioni, condividere conoscenze, prevedere, apprendere dalle nostre esperienze. Ma non sempre la mente emette pensieri utili: gli studi cognitivi hanno dimostrato che ognuno di noi ha in media cento pensieri “bizzarri” al giorno.

Molte forme di malessere psicologico nascono dalla nostra tendenza a reagire ai nostri pensieri come se fossero verità assoluta, dedicandogli tutta la nostra attenzione ed energia. Nel linguaggio psicologico definiamo questa reazione “fusione”. Ritenere che i nostri pensieri siano realtà, che ciò che pensiamo accadrà realmente, che siano ordini o che possano costituire una minaccia al punto da sentire il bisogno di difendercene o di liberarcene, rappresenta uno stato di fusione. È questo che accade nel disturbo ossessivo compulsivo: le compulsioni sono dei rituali che vengono messi in atto per ridurre il senso di disagio e l’ansia provocati da uno o più pensieri che assumono una modalità ossessiva, cioè ripetitiva ed estremamente frequente. Lavarsi frequentemente le mani può essere la risposta al pensiero sgradevole di subire un contagio, così come controllare ripetutamente di aver chiuso il gas è un’azione compulsiva in risposta alla paura ossessiva di far scoppiare la casa. Nel tempo le compulsioni possono trasformarsi in rigide regole di comportamento assumendo un carattere talmente abituale e meccanico che vengono attuate, a scopo preventivo.


DISTURBO ALIMENTARE

Leggi anche:
Il camaleonte del Disturbo del Comportamento Alimentare: cause e metodi riabilitativi

Paura dei batteri

Le manifestazioni più frequenti riguardano i disturbi da contaminazione per cui chi ne soffre è tormentato dalla persistente e intrusiva fissazione di ammalarsi entrando in contatto con germi o sostanze tossiche; i disturbi da controllo, caratterizzati da incessanti verifiche effettuate allo scopo di riparare o prevenire gravi disgrazie o incidenti; la superstizione eccessiva, in cui il fatto di compiere o meno determinati gesti, di pronunciare o non pronunciare alcune parole, è considerato determinante per l’esito degli eventi; l’ordine e la simmetria tipici di colui che non tollera assolutamente che gli oggetti siano posti in modo disordinato o asimmetrico, perché ciò gli procura una sgradevole sensazione di mancanza di armonia e di logicità; l’accumulo, caratterizzato dalla tendenza a conservare e accumulare oggetti insignificanti e inservibili; le ossessioni pure, ossia pensieri e immagini relative a scene in cui la persona attua comportamenti indesiderati e inaccettabili, privi di senso, pericolosi o socialmente sconvenienti (aggredire qualcuno, avere rapporti omosessuali, tradire il partner, bestemmiare, compiere azioni blasfeme, offendere persone care, eccetera); le compulsioni mentali, caratterizzate da precisi cerimoniali mentali (contare, ripetere frasi, formule, pensieri positivi o numeri fortunati), per scongiurare la possibilità che si avveri il contenuto del pensiero ossessivo.

Pensieri negativi

Le osservazioni cliniche e la ricerca ci hanno permesso di elaborare diverse teorie per spiegare l’esordio del disturbo ossessivo- compulsivo (Doc). Le caratteristiche che accomunano i soggetti con Doc e che vengono apprese a partire dai primi anni di vita possono essere: l’eccessiva importanza attribuita ai pensieri, da cui l’avere pensieri negativi aumenta il rischio che si verifichino eventi negativi (se penso che potrei contaminarmi toccando gli oggetti allora è altamente probabile che germi e batteri invadano il mio corpo); la necessità di avere un controllo assoluto sui pensieri; un senso  eccessivo di responsabilità; la sopravvalutazione della minaccia in relazione a qualsiasi evento; il non tollerare l’incertezza né la possibilità di commettere errori. L’apprendimento precoce di queste caratteristiche può dare luogo a modalità ossessivo compulsive quando siamo esposti a esperienze di stress prolungato. Questo disagio psicologico può essere temporaneo e scomparire spontaneamente. Una psicoterapia si rende  necessaria soltanto quando queste manifestazioni persistono, causano molto disagio e interferiscono pesantemente con la vita di tutti i giorni. Uno dei criteri utilizzati per discriminare la semplice preoccupazione dal meccanismo ossessivo-compulsivo vero e proprio, è il tempo: parliamo di disturbo quando questi comportamenti impegnano un tempo superiore a un’ora al giorno.




Leggi anche:
Un ABC del disturbo ossessivo-compulsivo

La buona notizia è che la psicoterapia a orientamento cognitivo- comportamentale ha dimostrato altissime probabilità di successo.

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Tags:
disturbo ossessivo compulsivo
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