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Sapevate che la Chiesa cattolica ha aiutato a creare i servizi postali?

poste vaticane

Craig Murphy | Flickr CC by 2.0

V. M. Traverso - pubblicato il 07/11/19

I primi “postini” sono stati di fatto gli apostoli

Nell’epoca della messaggeria istantanea e delle e-mail, è facile dimenticare l’importante ruolo giocato dal servizio postale, le cui origini possono essere collegate alla Chiesa cattolica.

Si crede infatti che il termine “posta” derivi dalle “lettere apostoliche” inviate dagli apostoli alle comunità cristiane nelle prime fasi del cristianesimo. Uno dei primi utilizzi della parola “posta” per indicare il fatto di inviare e ricevere lettere si ritrova in un sistema di leggi progettato da Carlo Magno nel 779, ma ben prima di allora i cattolici erano noti per un rudimentale servizio postale. Alcuni messaggeri professionali, chiamati “cursores”, trascorrevano settimane a cavallo per portare i messaggi da una comunità cattolica all’altra.

Nel Medioevo, tutte le grandi abbazie avevano un sistema postale de facto, e riuscivano a inviare delle lettere manoscritte attraverso messaggeri che raggiungevano le loro destinazioni a cavallo o a piedi. Queste prime reti erano così efficienti che per il XVI secolo alcuni ambasciatori degli Stati europei che rappresentavano i loro Paesi nelle principali capitali chiesero al Papa se potevano usare il suo servizio postale per ricevere i propri messaggi. Nel 1499 Papa Alessandro VI autorizzò la creazione delle Poste Nazionali in Spagna. Seguirono a breve i regni di Napoli e di Milano.

Nel 1852 il Vaticano introdusse l’uso dei francobolli, inaugurati in Inghilterra qualche anno prima. Ogni lettera poteva ora essere inviata attaccando un’etichetta che provava che tutte le tasse postali erano state pagate. L’introduzione del francobollo aumentò l’efficienza dei servizi postali, e il servizio postale vaticano divenne rinomato in tutta Europa per efficienza e affidabilità.

La diffusione dei francobolli vaticani veniva gestita da un cardinale a cui era assegnato il compito di creare le tariffe postali. A differenza dei francobolli dei regni principali, quelli del Vaticano non riportavano il volto dei Papi, ma erano riconoscibili dal simbolo della Santa Sede, la tiara papale e due chiavi incrociate. Un’altra grande innovazione arrivò nel 1870 con l’introduzione delle cartoline, una versione molto più economica delle lettere e che contenevano delle illustrazioni.

L’11 febbraio 1929, il Regno d’Italia e la Santa Sede firmarono i Patti Lateranensi, un insieme di leggi che riconoscevano la Città del Vaticano come Stato indipendente. Seguì una serie di cambiamenti: la Santa Sede venne rimborsata per le terre annesse all’Italia nel 1870, fu costruita una nuova strada per collegare la Città del Vaticano al cuore di Roma (Via della Conciliazione) e venne istituito il sistema postale vaticano.

Dal febbraio 1929, tutta la corrispondenza venne evasa dalle nuove Poste Vaticane attraverso le sue iconiche cassette gialle. I francobolli iniziarono a riportare l’immagine del Papa accanto al simbolo vaticano.

Oggi tutte le lettere e i pacchetti inviati dal e al Vaticano vengono ancora gestiti dalle ormai quasi centenarie Poste Vaticane, e i francobolli vaticani sono tra i più ricercati dai collezionisti per la loro rarità e il ruolo che hanno giocato nella storia dei servizi postali.

La prossima volta che premerete “Invia”, allora, rigraziate gli apostoli per quell’idea!

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