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Alla Beata Crostarosa è apparso un angelo con una freccia sanguinante

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Con quella freccia feriva il cuore della religiosa napoletana, fondatrice dell’ordine delle Redentoriste

La Beata Suor Maria Celeste Crostarosa nacque a Napoli, da nobile famiglia, il 31 ottobre 1696. Ventenne entrò nel Carmelo di Marigliano (NA) e, soppresso questo, per ingiusta prepotenza, passò a Scala (SA), dove le fu rivelato il duplice Istituto del SS. Salvatore, nome che la Santa Sede, nell’approvare la Regola, mutò in quello del “SS. Redentore”.

Con la direzione di Mons. Falcoia, con la illuminata collaborazione di S. Alfonso, il quale riconobbe l’intervento di Dio, la Crostarosa operò la trasformazione del monastero visitandino, secondo la Regola ricevuta dal Signore il 25 aprile 1725. Nella Pentecoste del 1731, il giorno 13 maggio, nacquero le Redentoriste, monache chiamate ad essere nella Chiesa “viva memoria”, “ritratto animato di Gesù”, per forza di Spirito Santo. Esse indossano il simbolico e gioioso abito “rosso fosco” (cioè rosso fuoco) che ricorda al mondo l’intenso, infinito amore di Dio per tutti gli uomini.

Wikipedia - Maria Celeste Crostarosa
La Beata Crostarosa

Le Redentoriste oggi sono diffuse in Europa, America, Africa, Asia e in Australia, dove, secondo il messaggio cristocentrico, ecclesiale, sempre attuale della Fondatrice, esse sono, nel cuore della Chiesa, Eucaristia vivente, Vangelo vivo. Suor M. Celeste, il 25 maggio 1733, fu costretta ad uscire da Scala, senza sua colpa. Recatasi a Pareti di Nocera (SA), per volere del Vescovo, riformò un Conservatorio decaduto. Il 4 marzo 1738 chiamata a Foggia, vi andò per fondare il Monastero del SS. Salvatore, tuttora fiorente, che custodisce le sue spoglie tanto venerate in quella città. Il cammino spirituale della Crostarosa, segnato da fenomeni mistici, si distingue per l’ascolto della coscienza, la ricerca del “senso” del Vangelo e il vivere “in semplicità”.

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Morì a Foggia il 14 settembre 1755, festa della Esaltazione della Croce. S. Gerardo Maiella, legato a lei da profonda amicizia, mentre era a Materdomini (Av), nello stesso istante della morte, vide l’anima di Suor Maria Celeste volarsene al cielo, come candida colomba. Con decreto della Sacra Congregazione dei Riti, i suoi scritti furono dichiarati privi di errore il 12 dicembre 1895. La causa della sua Canonizzazione fu introdotta, con Decreto Apostolico che la dichiarava Venerabile, il giorno 11 agosto 1901. Il 18 Giugno 2016 è stata dichiarata Beata. Suor Celeste aveva una particolare devozione per gli spiriti celesti.

Un giorno il Signore la pressava affinché la suora realizzasse l’opera a cui egli la chiamava, ed ella, perché sapeva quanti mari di difficoltà vi erano in quel tempo, non corrispondeva al Signore con lo scrivere quello che sentiva. Il Signore le mandò un Angelo con una freccia nelle mani, che egli intingeva nel Sangue dell’Agnello Gesù, e con quella feriva il suo cuore, e con questa ferita fu fortificata nel suo cuore, per soffrire tutte le contrarietà, affronti e disprezzi, e tutto quanto mai avesse avuto a soffrire per impresa così ardua e impegnativa.

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