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La storia affascinante della prima Messa in Australia e il sacerdote che l’ha celebrata

CASTLE HILL
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Padre James Dixon, lui stesso un galeotto, portò l’Eucaristia in un Paese in cui il cattolicesimo era illegale

Meno di un anno dopo, tra i galeotti di Sydney scoppiò una rivolta. Venne dichiarata la legge marziale, e la ribellione venne soppressa in modo rapido e brutale. Anche se padre Dixon non prese parte alla sollevazione, facendo anche appello ai ribelli perché deponessero le armi quando erano ormai circondati, il governatore non se ne curò. La ribellione coinvolse i cattolici irlandesi, e le autorità erano sicure che avrebbero usato la copertura della Messa per complottare contro l’esercito britannico.

Il governatore mise fuorilegge il cattolicesimo e revocò il diritto di padre James di agire come sacerdote cattolico, costringendo tutti i galeotti, inclusi quelli cattolici, ad assistere ai servizi religiosi anglicani.

Anche se non poteva celebrare la Messa pubblicamente, padre Dixon faceva quello che poteva. Continuò a battezzare, celebrare matrimoni e seppellire i suoi parrocchiani cattolici in segreto. Alla fine la sua buona condotta venne riconosciuta. Fu rilasciato e tornò in Irlanda nel 1808, morendo nella sua Wexford natia nel 1840.

I cattolici australiani avrebbero dovuto aspettare 13 anni prima che un’altra Messa venisse permessa in Australia.

Oggi i cattolici rappresentano circa il 23% della popolazione australiana, e formano la più consistente Chiesa cristiana nel Paese. La Chiesa in Australia ha iniziato la sua vicenda in modo molto umile e povero, e sembra giusto che il primo sacerdote di questa colonia penale fosse un galeotto. Probabilmente innocente, rimase sempre fedele ai suoi voti di sacerdote cattolico.

Anche dall’altra parte del mondo.

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