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La terribile lotta di una ragazza contro il demonio e come la Chiesa l’ha aiutata

EXORCISM
Shutterstock | Nomad_Soul
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“Flirtare con gli spiriti del male può avere conseguenze molto gravi”, dice Rosa María ad Aleteia. Testimonianza in vista del Primo Congresso Latinoamericano di Pastorale dell’Esorcismo che si svolgerà in Paraguay

Sono le tre del mattino ad Asunción, in Paraguay. È l’ora in cui Rosa María in genere si sveglia – da un paio d’anni – per recitare il Santo Rosario. La ragazza, che ha 35 anni, ha approfittato del momento di preghiera e di pace per riferire ad Aleteia la terribile battaglia che ha affrontato per liberarsi da un demonio che l’ha assediata per anni.

Rosa María ci ha chiesto di non divulgare il suo cognome, visto che molti suoi familiari sono coinvolti in questa storia. È stata assistita da alcuni membri della Pastorale dell’Esorcismo, istituita alla fine del 2017 in Paraguay. Anche se il suo caso non ha richiesto il rito tradizionale dell’esorcismo, si è sottoposta a dure sessioni di liberazione.

“Mia madre mi ha portato fin da bambina a sessioni di Umbanda e Kimbanda. Nell’adolescenza, per curiosità, sono andata ad alcune sessioni per accompagnare una compagna di scuola. Si sono aperte le porte nella mia vita, e un emissario di Satana mi si è attaccato”, ha riferito.

PARAGUAY
Pastoral del Exorcismo Asunción

La giovane ha spiegato che è stato durante una delle sessioni di Umbanda che ha visto per la prima volta un “emissario di Satana”, un demonio con apparenza umana, e che da allora, e per anni, quell’essere è stato presente nella sua vita.

“Questo essere si è impadronito di me. Non potevo realizzare pienamente la mia vita, mi vedevo morta, mi veniva voglia di suicidarmi, non ero a mio agio. Avevo una visione in cui vedevo quella persona (demonio)”.

Rosa María ha detto che le manifestazioni straordinarie del maligno erano di vario genere. “Questo demonio mi considerava di sua proprietà, era come se si fosse innamorato di me”.

Un angelo le ha indicato il cammino da seguire

La ragazza ha spiegato che non sapeva a chi ricorrere, visto che il suo timore principale era quello di essere considerata una malata mentale. Si è formata in una famiglia cattolica, ma varie persone vicine a lei erano finite nelle sette. Il suo ritorno alla Chiesa cattolica è avvenuto dopo essere ricorsa anche ad altre confessioni.

“Questo essere mi si è presentato faccia a faccia durante uno degli incontri Umbanda in cui gli spiriti scendono e si rivolgono ai partecipanti. Ho avuto molta paura, era una sensazione orribile e ho chiesto aiuto a Dio. In quel momento, alla mia destra è apparso un angelo. Da un lato c’era l’emissario del male, dall’altro c’era un altro essere che mi dava una pace incredibile”, ha riferito senza nascondere l’emozione.

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