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Gesù aveva un angelo custode?

JESUS IN THE GARDEN
Public Domain
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Il Vangelo parla dell’angelo che lo ha consolato nel Getsemani, ma Gesù aveva bisogno di un angelo custode?

Sappiamo che ogni uomo ha il suo angelo custode, e quindi è giusto chiedersi se Gesù, essendo al contempo Dio e uomo, ne avesse uno.

Il Vangelo ci dice che Nostro Signore venne consolato da un angelo mentre pregava in agonia nel giardino del Getsemani. Era il suo angelo custode?

Chi sono gli angeli custodi?

Gli angeli sono incaricati da Dio Padre di guidarci alla Patria Celeste, prendendosi cura di noi e sviandoci dai pericoli. È per questo che sono chiamati angeli “custodi”: ci proteggono, rispettando sempre la nostra libertà umana, mediante l’illuminazione della nostra intelligenza. “La custodia è ordinata, come a suo ultimo e precipuo effetto, a illuminare l’uomo per via di insegnamento”, spiega San Tommaso d’Aquino (Summa Theologiae I, q. 113, a. 5, ad 2).

Gesù ne aveva bisogno?

Nostro Signore, pur nella sua scienza umana, non aveva motivo di essere illuminato dagli angeli, che quindi non avevano nulla da insegnargli. Secondo i teologi, la santa anima di Gesù Cristo aveva nella sua vita mortale tre tipi di scienza: la scienza della visione beatifica, la scienza infusa e la scienza acquisita. Per le prime due, superava in profondità e in estensione di sapere qualsiasi creatura, senza eccezione: “È diventato tanto superiore agli angeli quanto più eccellente del loro è il nome che ha ereditato” (Ebrei 1,4). Quanto alla scienza acquisita o sperimentale, in cui Nostro Signore ha progredito con l’età, Cristo non aveva bisogno del soccorso degli angeli.

Quanto all’assistenza degli angeli, Nostro Signore non aveva bisogno neanche di questa. Aveva pieno potere sulle creature e avrebbe potuto ottenere tutto ciò che era necessario alla sua vita corporale. Era però conveniente che, prima che Gesù entrasse nella gloria, gli angeli gli testimoniassero che lo riconoscevano come loro Maestro e Re.

Angeli al servizio

San Tommaso d’Aquino non afferma espressamente che Gesù aveva un angelo custode nel senso stretto del termine, visto che il ruolo degli angeli custodi, di dirigere e proteggere, non gli era necessario. Nonostante questo, la Sacre Scritture sembrano indicare che c’era non solo un angelo, ma tutta una schiera di angeli al suo servizio, tanto che San Tommaso osserva:

“A lui non conveniva la sorveglianza di un angelo custode, quasi fosse a lui superiore,ma piuttosto il ministero degli angeli, a lui inferiori. Infatti leggiamo inS. Matteo [4, 11] che «angeli gli si accostarono e lo servivano»” (Summa Theologiae I, q. 113, a. 4 ad 1).

Ciò vuol dire che gli angeli esercitavano presso di Lui il ruolo di ministri, non di guardiani; il ruolo di servitori, non di custodi.

E al Getsemani?

Quanto all’episodio del Getsemani, San Tommaso spiega:

“Lo scopo del conforto angelico non era diistruire, ma di dimostrare la realtà della natura umana di Cristo” (Summa Theologiae III, q.12, a. 4, ad 1).

Si può dire che l’angelo ha offerto conforto morale all’anima di Nostro Signore, tanto sensibile alle manifestazioni di affetto quanto agli abbandoni, ai tradimenti e agli oltraggi. Il ruolo dell’angelo, quindi, non è stato né avrebbe potuto essere quello di offrirgli “illuminazione”, ma quello di rianimare il suo coraggio umano.

Il messaggero celeste avrà evocato, ad esempio, le virtù magnifiche che sarebbero derivate dal Sangue Divino e i frutti abbondanti che sarebbero nati dal suo sacrificio, come i cortei di vergini, martiri, confessori e amici fedeli che avrebbero nutrito per Lui un amore sincero e ardente e si sarebbero sforzati al massimo per offrire al Maestro una riparazione amorevole per tante sofferenze e ferite.

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Adattato da L’Ami du Clergé, nº 50, 1911, p. 1111-1113, via Gaudium Press

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