Ricevi Aleteia tutti i giorni
Iscriviti alla newsletter di Aleteia, il meglio dei nostri articoli gratis ogni giorno
Iscriviti!

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Mio figlio (la mia opera, il mio progetto) mi ha deluso: Dio si contraddice?

By Marian Fil/Shutterstock
Condividi

San Francesco soffriva, dubitava, temeva quando vedeva in pericolo quello che tanto amava, e si aggrappava al suo tesoro… Sapete come si è liberato?

Mi commuove sempre un momento concreto della vita di San Francesco. È già anziano e l’opera da lui fondata è cresciuta molto. Si ritira allora sul monte della Verna in preghiera e solitudine. Solo frate Leone gli porta ogni giorno il cibo e lo osserva da lontano. In quel momento chiave della sua vita, Gesù gli chiede di donare tutto ciò che ha come espressione del suo amore profondo e sincero. Francesco crede di aver già dato tutto, e glielo dice:

“Tu sai bene che non ho altro che l’abito, la corda e i calzoni, e anche queste tre cose sono tue. Cosa posso quindi offrire o dare alla tua maestà? Allora Dio mi disse: ‘Cerca dentro di te e offrimi quello che troverai’. Ho cercato e ho trovato una sfera d’oro, e l’ho offerta a Dio; ho fatto la stessa cosa per tre volte, perché Dio me lo ha comandato tre volte; poi mi sono inginocchiato tre volte, benedicendo e rendendo grazie a Dio, che mi aveva dato qualcosa da offrirgli”.

Gesù insiste e gli chiede di consegnare quelle sfere d’oro che custodisce come un tesoro nel suo cuore. Quelle sicurezze e quei possedimenti che custodisce nell’anima con passione e non ha mai avuto il coraggio di donare davvero.

Francesco, come me, non vuole perdere tutto. Si aggrappa alle sue sfere d’oro sicuro che lì sia il progetto di Dio per la sua vita.

Questa scena a cui mi riferisco ha avuto luogo alla fine della sua vita. L’opera che aveva fondato, il suo figlio amato, era in pericolo.

All’interno della grande famiglia francescana erano sorte correnti nuove che soffiavano in altre direzioni. Sembrava che fosse in gioco l’ideale delineato nella prima comunità francescana.

Francesco ha paura e si aggrappa al suo tesoro come un naufrago a una zattera. In mezzo al mare è l’unica cosa che possiede, l’unica cosa che gli resta.

È fondatore di un’opera meravigliosa. Gesù non gli ha forse chiesto un giorno di ricostruire la sua Chiesa? Non lo aveva fatto con ogni sforzo?

Sì. È stato il sogno della sua vita. E ha potuto vedere felice come la sua opera cresceva e i suoi figli si moltiplicavano nel mondo. Tutto era perfetto. Ma ora non tutto va come aveva sognato. E allora si aggrappa schiavo al suo sogno, a quelle sfere d’oro.

È disposto a dare tutto a Gesù? È capace di rinunciare al suo sogno, al suo desiderio più profondo e più vero? Tanta dedizione e tanta sofferenza per portare avanti la sua famiglia non saranno state vane? Non si disperderanno tutti e suo figlio morirà o non sarà quello che ha sognato?

Pagine: 1 2 3

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni