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Resurrezione: l’ultima risata

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In questo mese del Rosario, riflettiamo sul Primo Mistero Glorioso

Venite, voi tutti: entrate nella gioia di Nostro Signore. Primi e ultimi, ricevete ugualmente la vosta ricompensa; ricchi e poveri, danzate insieme; semplici e fragili, celebrate questo giorno; voi che avete mantenuto il digiuno e voi che non lo avete fatto, gioite oggi. La tavola è riccamente imbandita; godetevi il banchetto reale. Il vitello è grasso, non fate andar via nessuno affamato. Godetevi tutti il banchetto della fede; ricevete tutti le ricchezze della sua bontà.
San Giovanni Crisostomo

Nella Baviera del XV secolo fiorì un peculiare costume pasquale. Per mostrare la gioia della vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte, gli omileti includevano scherzi elaborati nelle loro prediche di Pasqua. La tradizione – nota come Risus paschalis, la risata di Pasqua – coglie qualcosa dell’euforia che è parte della festa pasquale. Cristo ha vinto la morte. Una chiesa che ride annuncia la Buona Novella della Resurrezione. Cristo ha l’ultima… risata.

“Passato il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a visitare il sepolcro. Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come la folgore e il suo vestito bianco come la neve. Per lo spavento che ebbero di lui le guardie tremarono tramortite. Ma l’angelo disse alle donne: «Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui. È risorto, come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: È risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea; là lo vedrete»”.

Il fatto che dovessimo vivere per non morire più, un pensiero che sembra al contempo meraviglioso e impossibile, è portato a compimento. Cristo Gesù, che una volta era morto, ora vive.

Il cardinale Joseph Ratzinger (Papa Benedetto XVI) ha affermato che per il cristiano la fede nella Resurrezione di Gesù Cristo è un’espressione della certezza del fatto che quella che sembra solo una bella frase è invece vera: “Forte come la morte è l’amore” (Cantico dei Cantici 8, 6). L’amore di Dio, che ha ordinato tutte le cose, spezza i vincoli delle catene e della sofferenza che abbiamo forgiato nel peccato. Che possiamo non morire più ma vivere diventa reale. L’oscurità della morte viene schiacciata da un’esplosione di luce. L’amore vince.

La Resurrezione è più di un’idea. Il fatto che Gesù sia morto e ora viva conferma tutto ciò che ha fatto e insegnato. Il suo obiettivo era venire nel mondo, invitare l’uomo a un nuovo tipo di vita con Dio, e permettere di vivere davvero questo stile di vita. San Paolo capta questo mistero dicendo: “Come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova” (Romani 6, 4).

La Resurrezione di Cristo completa l’insegnamento di Gesù, termina l’opera del mistero pasquale. Nella Resurrezione, la vita realizza la morte.

La scoperta del Signore Risorto promuove l’impulso evangelico. Vedendo Cristo nel suo corpo glorificato, trasformato dopo la sua tortura, Maria Maddalena è piena di santo timore. Gesù stesso la invia ad annunciare ai discepoli ciò che ha visto. La Resurrezione del Signore non solo prova la verità del Vangelo, ma ci spinge a predicare. Questo grande mistero non può essere nascosto. La gioia della Pasqua trabocca; la visione di Cristo esorta Maria Maddalena e ogni cristiano!

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