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Cosa festeggi in questi giorni? Noi un’anteprima di Paradiso!

AMAZEMENT
Di Smolina Marianna - Shutterstock
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Lo spazio che occupa la versione attuale di Halloween nelle nostre città e nelle nostre menti è troppo. Riprendiamocelo e balliamoci dentro, pensando che la morte è l’accesso a quella bellezza inimmaginabile del Paradiso.

di Giuseppe Signorin –  Niente è più attuale di una cosa eterna #5 

Io e la mia mogliettina abbiamo girato il videoclip di Canzone per dire di no a Belzebù nei giorni di Halloween per due motivi.

Il primo è di dare una mano, per quanto in maniera un po’ demenziale, a declinare gli inviti assillanti in occasione di Halloween. Perché Halloween, più che una festa, è un’invasione. Questo non significa che se citofonano a casa nostra dei bambini, quella sera, prendiamo la cerbottana e attacchiamo. Al massimo facciamo qualche mossa alla Karate Kid e poi regaliamo un santino, magari della beata Eustochio mentre schiaccia un demone, molto più dark dei costumini che si vedono in giro quei giorni. Si potrebbe anche regalare un teschietto di plastica (o di un altro materiale, plastic free), un teschietto di quelli che alcuni santi tenevano sulla scrivania per riflettere sui limiti della natura umana – il cosiddetto memento mori (espressione latina che significa “ricordati che devi morire”). Una certa Sr. Theresa Aletheia Noble, giovane religiosa americana, si sta impegnando parecchio su questo fronte. Ha fatto realizzare addirittura dei rosari con i teschietti sui grani del Padre Nostro per meditare sui misteri della “cose ultime”.

Non mi spaventano tanto gli aspetti “macabri” di Halloween, noi cristiani siamo abituati a croci, reliquie di santi, immagini di martiri, demoni etc. Semplicemente, se si deve affrontare il tema, si può fare di meglio e soprattutto in un momento più adeguato, non il 31 ottobre, la sera prima di una festa in cui al centro dell’attenzione per noi cattolici dovrebbero esserci i santi. Piuttosto il 2 novembre, il “giorno dei morti”, dedicato alla commemorazione dei defunti, e in una maniera completamente diversa da come avviene oggi. Se anche Halloween avesse delle radici o degli elementi in comune con la tradizione cristiana, così com’è proposta la lascerei perdere.

Il secondo motivo per cui abbiamo girato il videoclip è invitare tutti a ballare. Per questo è presente sulla sinistra dello schermo un ballerino di alto livello che potete provare a imitare, se ne siete capaci. Per arrivare pronti alla Festa dei Santi, infatti, è bene esercitarsi con qualche passo di danza. Io di solito pratico un ballo minimale, tutto interiore, ma se voi sapete muovervi un minimo a ritmo, potete azzardare qualche mossa un po’ più dinamica. È importante prepararsi alla Festa dei Santi in qualche modo, usando anche il corpo, perché no, soprattutto se l’immaginario di Halloween occupa tutto lo spazio fisico, mediatico e mentale a disposizione. Per la Festa dei Santi, cioè delle persone già pienamente ed eternamente felici, esercitarsi nel ballo è un’ottima idea. In Paradiso, infatti, sarà meraviglioso, oltre ogni aspettativa, e qualche movimento di qua e di là per la stanza o per la strada o in bagno o in macchina ascoltando un po’ di musica potrebbe essere utile per sintonizzarvi sulle frequenze giuste.

Leggiamo nel Catechismo della Chiesa Cattolica:

Questo mistero di comunione beata con Dio e con tutti coloro che sono in Cristo supera ogni possibilità di comprensione e di descrizione. La Scrittura ce ne parla con immagini: vita, luce, pace, banchetto di nozze, vino del Regno, casa del Padre, Gerusalemme celeste, paradiso: «Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, queste ha preparato Dio per coloro che lo amano» (1 Cor 2,9).

Pregustare il Paradiso è già come metterci un piedino dentro. Usiamo bene il tempo che ci separa dalla Festa dei Santi e meditiamo sulla vita eterna, su quello che succederà quando saremo (se ci arriveremo! Signore aiutaci…) insieme a un sacco di bella gente super contenta con Dio tutto in tutti e noi fuori di testa dalla gioia, fuori dal tempo, completamente soddisfatti, senza alcun tipo di ansia… (anche le donne). Immaginiamoci l’inimmaginabile, cerchiamo di prevedere l’imprevedibile. Pregare in fondo è un po’ questo: andare oltre noi stessi, verso un Tu che ci trascende.

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO SUL BLOG DI MIENMIUAIF – MIA MOGLIE ED IO

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