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Ku Klux Klan vs. cattolici: un capitolo triste della storia americana

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Heather Shimmin - Shutterstock

John Burger - pubblicato il 26/10/19

Gli statunitensi orgogliosi della loro eredità temevano gli immigrati e un'eventuale acquisizione papale

Le attività del Ku Klux Klan contro gli afroamericani e la causa dei diritti civili sono state ben documentate. Medgar Evers, Cheney, Goodman e Schwerner e le quattro ragazze morte nel bombardamento della chiesa di Birmingham nel 1963 sono solo alcune delle storie tragiche che coinvolgono il KKK.

Gli afroamericani non erano tuttavia l’unico bersaglio dell’organizzazione, le cui origini risalgono al periodo della ricostruzione dopo la Guerra Civile. Anche i cattolici sono stati presi di mira.

Ci sono state tre fasi del Ku Klux Klan: quella originaria, alla fine degli anni Sessanta dell’Ottocento; la seconda, che ha avuto un picco negli anni Venti del Novecento, e la terza, che ha visto molti gruppi del Klan combattere il movimento per i diritti civili dagli anni Cinquanta.

La seconda fase – quella che ha raggiunto l’apice circa un secolo fa – è stata quella più violentemente anticattolica.


KU KLUX KLAN

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Il film di D.W. Griffith The Birth of A Nation, che ha sottolineato il ruolo del KKK dopo la Guerra Civile, ha ispirato il revival del Klan verso il 1915. Dopo la Prima Guerra Mondiale, il Klan ha iniziato ad attirare centinaia di migliaia di reclute in tutto il Paese.

“Buona parte del fascino del Klan può essere attribuita al fatto che sostenesse in modo militante la supremazia bianca, l’anticattolicesimo, l’antisemitismo e le restrizioni all’immigrazione”, afferma la New Georgia Encyclopedia, “ma l’organizzazione si è guadagnata il sostegno di molti statunitensi della classe media anche chiedendo più forze dell’ordine, un governo onesto e migliori scuole statali, e sostenendo la vita familiare tradizionale”.

Una storia online dell’Università di Notre Dame, dove gli studenti hanno avuto alcuni scontri con il Klan locale, riferisce che le storie del Klan sulla Chiesa cattolica, i sacerdoti cattolici e le istituzioni cattoliche erano “così grossolane ed eccessive da attirare solo i più ignoranti, e da ingannare soltanto i più ingenui”.

In un articolo sul Catholic Herald, Jonathan Wright, autore di Layered Landscapes: Early-Modern Sacred Space Across Faiths and Cultures, presenta una serie di offese del Klan nei confronti dei cattolici. Dalla sua descrizione, si potrebbe immaginare che “KKK” significhi in realtà Keep Kicking Katholics (Continua a Prendere a Calci i Cattolici).

Parte del problema è stato il fatto che gli uomini (e le donne) del Klan si vantavano della loro lealtà nei confronti dell’America, e i cattolici erano apparentemente incapaci di quel patriottismo.

“Come ha detto un membro dell’Arkansas, la lealtà dei cattolici è oltremare e la religione che professano è una religione straniera… prima li invitiamo a tornare dall’altro lato del grande stagno, meglio sarà per noi”, ha indicato Wright. “Un editoriale tipicamente rabbioso di uno dei tanti periodici del Klan – con il titolo sinistro ‘Alle armi!’ – ribadiva ai suoi lettori: ‘Non fate cadere la vostra croce, ma portatela per valli e colline finché il cattolicesimo romano pagano verrà espulso per sempre dalla nostra vita giusta e libera”.

Uno degli episodi più tristi avvenuti durante questo periodo fu l’omicidio di un sacerdote, padre James Coyle. Nato in Irlanda, Coyle si era trasferito nel profondo Sud degli Stati Uniti per fare il parroco. L’immigrazione dalle Nazioni cattoliche era aumentata nella zona di Birmingham, in Alabama, per via della disponibilità di posti di lavoro, ma questo provocava frizioni con la popolazione locale. Padre Coyle divenne ben noto per il fatto di difendere i suoi parrocchiani dagli attacchi di vario genere e per le lettere all’editore del quotidiano locale che scriveva a favore della fede cattolica.

Ruth Stephenson, figlia di un ministro protestante locale, Edwin Stephenson, espresse interesse nei confronti del cattolicesimo e finì per essere battezzata da padre Coyle. Suo padre, membro del Ku Klux Klan, accolse la notizia con orrore. Stephenson cercò invano di controllare la figlia, ma lei andò oltre, sposando un cattolico portoricano. Quando il padre scoprì questo e che era stato Coyle a officiare il matrimonio andò al rettorato, trovando il sacerdote seduto nel portico a leggere il breviario. Lo uccise con tre colpi di revolver.




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Stephenson venne processato e fu difeso da Hugo Black, un altro membro del Klan e futuro giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti (lasciò il Klan prima di diventare senatore). La difesa di Stephenson disse che era uscito momentaneamente di senno quando aveva saputo che la figlia aveva sposato un cattolico. Il giudice e la giuria erano tutti del Klan, e Stephenson venne assolto.

L’immigrazione dai Paesi a maggioranza cattolica aveva molto a che fare con i sentimenti. Il Klan temeva che il Romano Pontefice, sostenuto da legioni di papisti americani, si impadronisse degli Stati Uniti. “Il Papa aveva già comprato delle terre vicino a Washington e stava progettando una ‘dimora milionaria’ da cui poter dirigere il rovesciamento del governo”, ha spiegato Wright.

Non stupisce, quindi, che il primo cattolico ad essere stato scelto da un partito per correre per la Presidenza degli Stati Uniti, Alfred E. Smith, sia stato sconfitto nelle elezioni del 1928. Come ha spiegato Wright, i membri del Klan “arrivarono probabilmente a 4 milioni, diffusi in tutti i 48 Stati:
700.000 nell’Indiana, 400.000 in Texas e in Ohio. Il Klan era parte della politica americana, perfettamente in grado di influire sul risultato delle elezioni, piccole e grandi”.

Ma non poteva durare.

“Al culmine della sua influenza politica”, scrive la New Georgia Encyclopedia, “il secondo Klan entrò in un periodo di profondo declino provocato da faide interne, scandali, maggiore attivismo da parte degli oppositori e dal crollo dell’immagine romantica del gruppo. Nel 1930 il KKK, che all’inizio degli anni Venti secondo le stime aveva attirato 5 milioni di membri, era ridotto ad appena 30.000 sostenitori. I membri del KKK della Georgia declinarono dai circa 156.000 membri del 1925 ai 1.400 del 1930. L’organizzazione arrancò per altri 14 anni prima di dissolversi formalmente nel 1944, dopo essere stata perseguita per il mancato pagamento delle tasse federali”.

La morte di padre Coyle nel 1921 ebbe molto a che vedere con questa ondata, venendo considerato lo “zenit del settarismo anticattolico nel Sud americano”, ha affermato James Wilson, scrivendo su IrishCentral.

“Riflettendo sull’omicidio una ventina d’anni dopo su Catholic Weekly, un’ex parrocchiana, Helen McGough, rifletteva sul fatto che la morte di padre Coyle fu l’apice del sentimento anticattolico in Alabama. Dopo il processo ci fu una repulsione tale tra le persone di buonsenso che prima erano state cieche e indifferenti che lentamente e in modo quasi impercettibile il Ku Klux Klan iniziò a perdere sostegno tra la popolazione”.

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