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I referti dei medici che hanno esaminato stimmate e ferite sul corpo di 6 famose mistiche

JESUS,STIGMATA

Rosino | CC BY-SA 2.0

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 24/10/19

Gemma languì, continuamente oppressa dai demoni fino all’11 aprile 1903, sabato santo. Prima di morire, prese il crocifisso tra le mani e, tenendolo all’altezza degli occhi, disse guardandolo: “Vedi, o Gesù ora non ne posso più davvero; se è la tua volontà, pigliami”. Poi alzò lo sguardo a un quadro della Madonna appeso al muro e soggiunse: “Mamma, raccomando l’anima mia a te, di’ a Gesù che mi usi misericordia”.

Tredici giorni dopo la morte fu fatta l’autopsia del suo corpo. Il cuore fu trovato ancora fresco e pieno di sangue; un polmone invece apparve intaccato dal morbo diagnosticato dai medici.


SAINT GEMMA GALGANI

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4) Beata Elena Aiello (1895-1961)

La beata Elena Aiello aveva continui sanguinamenti dalla fronte durante le estasi. il venerdì santo dell’anno 1924 (18 aprile), oltre il sudore di sangue dalla fronte, Elena ebbe le stigmate ai piedi e ulcerazioni alle ginocchia. Il dottor Adolfo Turano, che esaminò i sanguinamenti, così riferì:

«Elena giaceva supina, con gli occhi semichiusi, con la testa reclinata da un lato. Dalla fronte gocciolava del sangue, che in piccoli rivoletti si spandeva per le guance, per il collo, ed aveva impiastricciato tutto il cuscino. Le braccia abbandonate, i lineamenti del volto esprimenti una grande tristezza, la testa piegata in avanti e lateralmente, ora si irrigidiva, ora sollevava la testa, spalancava le palpebre, sbarrava gli occhi come se guardasse intensamente in un punto, ed assumeva diversi atteggiamenti. La mimica del volto lasciava facilmente indovinare lo stato emotivo che attraversava quella psiche: lo spavento, il dolore, lo stato emotivo, la contemplazione estatica, il gaudio. Con la contrazione dei muscoli della fronte si accompagnava un gemizio di sangue che veniva fuori dalla pelle. Più numerose le gocciole di sangue erano sulla fronte e propriamente al centro, altre fuoriuscivano dal cuoio capelluto, specie lungo la sutura sagittale».

web stigmata elena aiello ©YouTube:Gammarella
YouTube/Gammarella
La beata Elena Aiello, nata nel 1895, è una religiosa italiana. Fondò la congregazione delle Suore Minime della Passione di Cristo. Nel marzo del 1928 le apparve Cristo, invitandola a partecipare alle sue sofferenze. È stato allora che cominciò a sentire dolore attorno alla testa e a sanguinare. Altre stimmate fecero la loro apparizione un poco più tardi, ai piedi e alle mani. Ogni venerdì le sue piaghe sanguinavano abbondantemente, come diversi testimoni (tra cui diversi medici) poterono constatare.

Dopo l’atteggiamento di estasi, la paziente, con voce fievole ma chiara, narrava di aver visto Gesù sulla croce, di averne contemplato le ferite sanguinanti e di averlo poi visto risalire al Cielo.

«Il fenomeno durò circa tre ore, ripetendosi a brevi intervalli gli atteggiamenti mimici più diversi e lo stillicidio sanguigno. Indi, l’inferma rientrò nello stato normale. Rimase un po’ debole, sfinita, ma si riebbe ben presto, tanto che al mattino seguente si levò dal letto e riprese le sue abituali occupazioni. Tale fenomeno si ripetette uniformemente, ed alla stessa ora, tutti i venerdì di Quaresima, fino al venerdì santo, quando le visioni e lo stillicidio sanguigno, anziché alle tre, cominciarono alle 11, ed ebbero la massima intensità durante la rituale processione che si pratica in tale giorno, dopo di che, oltre alle gocciole di sangue alla fronte, ebbi a notare delle lagrime sanguinolente. Col venerdì santo il fenomeno, complesso e straordinario, ebbe termine e la paziente, ben presto rimessa, non si lamentò di alcun altro fastidio, né ebbe più alcuna visione per un anno intero».




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5) Santa Teresa Neumann (1898-1962)

Nell’aprile del 1926 avvenne la stigmatizzazione di Teresa Neumann. Il dottor Steiner, che visse vicino a Teresa per quarant’anni, racconta:

«Si cercò con l’aiuto del medico di far cicatrizzare le ferite. Il dottor Seidl di Waldsassen constatò che la ferita al fianco era di tre centimetri e mezzo e disse di non aver mai visto nulla di simile nella sua lunga pratica professionale. Prescrisse unguenti, applicò fasciature, ma quanto più venivano curate più le ferite diventavano dolorose. Mani e piedi si gonfiavano (…). Lei allora pregò la piccola Teresa di darle un segno; se le ferite dovevano essere curate con unguenti, bene; altrimenti chiedeva che il Signore rivelasse cosa si doveva fare. Ben presto si accorse che le bende si allentavano. Svegliò la sorella Crescenzia e si fece togliere le fasciature. Col solito bastone che serviva da segnale destarono i genitori, i quali, subito accorsi, videro che le ferite erano diventate di un rosso chiaro, mentre sopra s’era formata una pelle trasparente, di modo che Teresa poteva di novo lavarsi le mani e i piedi».

Stigmatizzata contro Hitler
© Public Domain

Il dottore Seidl «rimase molto stupito da quelle ferite che, lasciate stare, non s’infiammavano né suppuravano, ma non appena medicate provocavano atroci dolori. Allora rinunciò a ogni trattamento e da quel momento Teresa usò sempre guanti corti senza dita e maniche lunghe che le coprivano quasi completamente le mani».




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6) Madre Speranza di Gesù (1893-1983)

Una testimonianza significativa circa le stigmate di Madre Speranza di Gesù, ondatrice delle Congregazioni delle Ancelle dell’Amore Misericordioso e dei Figli dell’Amore Misericordioso. è quella del dottor Tommaso Baccarelli, medico della religiosa negli ultimi anni di vita:

«Io sapevo, per voce di popolo, che madre Speranza avrebbe avuto le stimmate. Infatti, indipendentemente dalla mia professione, l’avevo veduta qualche volta con delle bende che ricoprivano il dorso e il palmo delle mani. Quando, come medico curante, ebbi modo di osservare personalmente la Madre da vicino, notai che, prendendola per le mani, queste presentavano una ipertermia eccessiva, così da pensare ogni volta che la Madre avesse la febbre oltre i quaranta gradi; e le prime volte feci controllare questa febbre, ma nel corpo la temperatura era normale. Restando così sorpreso, la suora assistente mi disse che non dovevo farci caso, perché questa temperatura delle mani era per lei abituale».

Tante volte, ammetteva il medico, «ho cercato diho cercato di esaminare le mani della Madre: non ho mai trovato discontinuità degli strati epiteliali, però ho sempre notato, oltre alla temperatura eccessiva, un colore rosso cianotico, sia a carico del dorso delle mani, sia a carico del palmo. Questo aspetto rosso cianotico non era sempre uniforme, ma dei giorni era più marcato e dei giorni più spento. La cute, anche se non lesionata, si presentava sottilissima, quasi un velo, come se la paziente avesse subìto in precedenza delle ustioni».

La Madre accusava, specialmente quando queste formazioni erano più accese, «un violento dolore alle mani, così da gradire che fossero ricoperte con una benda, ma non so se lo chiedesse per nasconderle o per mitigarne il dolore. Non ho mai osato chiedere il perché di questi segni. Da principio pensai che fosse una forma poliartritica, ipotesi che poi esclusi vedendo che il dolore non si accentuava con i movimenti sia delle dita che delle mani. Non ho mai prescritto farmaci di sorta per queste alterazioni e per mitigarne il dolore – conclude il medico – sapendo ormai bene, per esperienza, che la Madre non avrebbe accettato. Lo stesso fenomeno, anche se un po’ meno appariscente, si verificava anche ai piedi. Certamente la Madre provava un forte dolore ai piedi nel camminare».


mystician, natuzza,

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