Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
martedì 03 Agosto |
Sant'Aspreno
home iconNews
line break icon

Medaglia paralimpica ai Giochi di Rio 2016 si è sottoposta all’eutanasia

Marieke Vervoort / Instagram

Aleteia - pubblicato il 24/10/19 - aggiornato il 24/10/19

A 40 anni, il 22 ottobre si è sottoposta all’eutanasia l’atleta belga Marieke Vervoort, che soffriva di una grave malattia muscolare degenerativa che le provocava dolore costante, convulsioni e paralisi alle gambe.

Il Belgio ha legalizzato il suicidio assistito nel 2012, ma già nel 2008 Marieke aveva ottenuto l’autorizzazione per chiedere che i medici ponessero fine alla sua vita adducendo l’impossibilità di guarigione, il dolore insopportabile e la capacità razionale di prendere decsioni, anche riguardo alla propria morte.

Prima della diagnosi della sua malattia degenerativa e incurabile, Marieke sempre nel 2008 era diventata nota a livello mondiale per le sue vittorie nel triathlon e per la partecipazione all’Ironman delle Hawaii. Velocista sulla sedia a rotelle, ha vinto la medaglia d’oro ai Giochi Olimpici di Londra nel 2012 e quella d’argento a Rio de Janeiro nel 2016. È stata anche campionessa del mondo nel 2015 nei 100, 200 e 400 metri nella categoria T 52 dello sprint su sedia a rotelle. Nel 2012 e nel 2015 è stata eletta atleta dell’anno in Belgio.

Nell’ultimo fine settimana, Marieke ha postato un’immagine di congedo su Instagram: una sua fotografia con la legenda “Non possiamo dimenticare i bei ricordi”.

KARIM JAAFAR / AL-WATAN DOHA / AFP

Nel 2016, la sportiva aveva affermato in un’intervista che aveva tutto pronto per il momento in cui avrebbe deciso di chiedere la morte assistita:

“Quando arriverà il momento in cui avrò più giorni negativi che positivi ho già i miei documenti per l’eutanasia. Ma quel momento non è ancora arrivato”.

L’anno dopo ha dichiarato in un’altra intervista che il dolore derivante dalla malattia stava diventando insopportabile.

Perché non siamo riusciti a far cambiare idea a Marieke?

Da un punto di vista meramente umano, sono facilmente comprensibili i motivi dell’atleta per preferire la morte a continuare a vivere tra convulsioni, paralisi e dolore costante.

Questo punto di vista, però, non è l’unico esistente, ma per qualche ragione sulla quale vale la pena di riflettere Marieke non è riuscita a intravederne altri che la convincessero che la vita valeva comunque la pena.

  • 1
  • 2
Tags:
atletabelgioeutanasiaparalimpiadi
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
Gelsomino Del Guercio
Don Patriciello richiama Fedez che incita all’aborto: i pre...
2
NEWBORN, GIRL
Annalisa Teggi
Genova: neonata lasciata nella culla per la vita. Affidata, non a...
3
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una causa impossibile
4
JENNIFER CHRISTIE
Jeff Christie
Mia moglie è rimasta incinta del suo stupratore – e io ho accolto...
5
MAN, ALZEHIMER, WOMAN
ACI Digital
Cosa accade all’anima di una persona che ha l’Alzheim...
6
MADELEINE PAULIAC
Sandra Ferrer
La dottoressa che aiutò a partorire delle suore violentate
7
Gelsomino Del Guercio
Paolo Palumbo: la Sla non lo piega. Ora è un “eroe” su Facebook (...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni