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C’è chi vuole Giovanni Paolo II “dottore della Chiesa”

PAPIEŻ JAN PAWEŁ II

ASSOCIATED PRESS/East News

Agnès Pinard Legry - pubblicato il 24/10/19

L’episcopato polacco ha richiesto che san Giovanni Paolo II sia proclamato dottore della Chiesa e compatrono d’Europa. «In ventisei anni di pontificato ha dato un apporto enorme alla riflessione della Chiesa universale», dichiara ad Aleteia il suo biografo Bernard Lecomte.

Presidente della Conferenza dei Vescovi di Polonia, mons. Stanisław Gądecki ha chiesto a Papa Francesco, a nome dell’episcopato del Paese, che san Giovanni Paolo II sia proclamato dottore della Chiesa e compatrono d’Europa – ne dà notizia Vatican News. L’autore dell’opera Le monde selon Jean Paul II [Il mondo secondo Giovanni Paolo II, N.d.T.] dichiara:

Giovanni Paolo II ha profondamente sviluppato, arricchito e adattato al mondo contemporaneo l’insegnamento della Chiesa. Quando si osserva quali siano i grandi dottori della Chiesa, si constata che sono persone che hanno pensato, scritto e apportato qualcosa di straordinario alla teologia, alla dottrina.

San Tommaso d’Aquino, san Bernardo di Chiaravalle, san Giovanni della Croce, santa Teresa d’Avila, santa Teresa di Lisieux… Malgrado i suoi 2mila anni di esistenza, la Chiesa non conta che una trentina di dottori. Spiega l’episcopato polacco:

Essi possono essere assimilati a degli intellettuali di riferimento ante litteram per la fede cattolica.

Il termine “dottore della Chiesa” definisce i teologi, i filosofi o gli scrittori che hanno arricchito significativamente il magistero, cioè la dottrina della Chiesa, tanto a livello filosofico quanto a quello spirituale. Le condizioni richieste per essere proclamati dottori, del resto sempre a titolo postumo, sono

essere santi canonizzati, aver elaborato un pensiero della fede in accordo con i principî-base della Chiesa, aprendo un significato inesplorato delle Scritture che viene verificato come fondamentale mediante la sua influenza presso i fedeli e per la fama internazionale.

Riprende quindi Bernard Lecomte:

Nel caso di Giovanni Paolo II ci si può fare qualche domanda perché, per formazione, egli non era tanto un teologo quanto un filosofo: un filosofo ha vocazione a diventare un dottore della Chiesa? In ventisei anni di pontificato, Giovanni Paolo II ha dato un apporto enorme alla riflessione della Chiesa universale. Il numero di testi da lui scritti è stimato intorno ai 6mila. Rileggendoli si resta colpiti dalla loro profondità, dal rapporto con la storia, col pensiero, con la cultura… I suoi scritti testimoniano un pensiero assai ricco, che rinnova molte cose, che parla al mondo di oggi. È questo, del resto, che potrebbe giustificare il titolo di dottore della Chiesa.

Ciò detto, viviamo un periodo in cui alla Chiesa viene rimproverato il suo clericalismo. Non è dunque questo il momento di portare in trionfo uno o piú papi.

E Giovanni Paolo II compatrono d’Europa? La risposta di Lecomte:

Il suo insegnamento sull’Europa è capitale. Questo Papa viene dall’Europa che stava dietro la cortina di ferro, non ha mai cessato di lavorare alla riunificazione d’Europa, dunque se si parla di un Papa europeo evidentemente si parla di lui.

E tuttavia – suggerisce il biografo – non bisognerebbe neppure minimizzare o passare sotto silenzio il ruolo giocato da Pio XII:

Fu Papa Pacelli che, all’indomani della guerra, ha sostenuto l’idea che la pace sarebbe tornata quando l’Europa fosse stata unita.

I compatroni d’Europa sono oggi raccolti in un numero di sei: san Benedetto, proclamato patrono d’Europa da Paolo VI nel 1964; i santi Cirillo e Metodio, proclamati compatroni nel 1980 da Giovanni Paolo II; e tre sante proclamate anch’esse compatrone nel 1999: santa Brigida di Svezia, santa Caterina da Siena e santa Teresa Benedetta della Croce (al secolo Edith Stein).

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

Tags:
dottori della Chiesaeuropafilosofiateologia

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