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4 miti sulla castità che ci hanno perseguitato tutta la vita

© Shutterstock
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Mito #4: Se sbaglio una volta, perdo tutto

 

L’abitudine non nasce immediatamente con la realizzazione di un atto, ma si richiede che questo atto venga ripetuto con una certa frequenza. È ancora il caso dello studio. La cosa interessante è che, una volta acquisita, l’abitudine non si distrugge con la realizzazione di un atto contrario. Non si perde l’abitudine a studiare perché si passa un pomeriggio a giocare a Fortnite. Qualcosa di simile avviene con l’abitudine alla castità.

Molta gente che cerca di vivere la castità cade nell’errore di pensare che quando si realizza un atto contrario si perde tutto ciò che si era fatto fino a quel momento. È sbagliato, perché come si è detto, come un atto isolato non basta a costruire un’abitudine, un atto contrario non è sufficiente a distruggerlo.

Il problema di pensare che si è perso tutto è gettare la spugna e dire: “Se è successo una volta accadrà di nuovo”. Questo sì che può essere un problema, perché può far sì che l’atto contrario inizi a sostenersi nel tempo, ed è allora che l’abitudine comincia a indebolirsi, e si corre davvero il rischio di perdere ciò che si era raggiunto.

È importante: un atto contrario non fa perdere l’abitudine alla castità. Se succede una volta, innanzitutto non bisogna perdere la speranza, per poi ricordare che l’abitudine alla castità non si è persa e che ci si può rialzare riaffermando il proposito di continuare a vivere la castità.

Se si è credenti, ciò diventa possibile anche ricorrendo al sacramento della Confessione e chiedendo l’aiuto dei santi, perché anche loro possono essere parte della propria lotta per la castità.

Potete leggere più contenuti come questo sul sito www.amafuerte.com

Qui l’articolo originale pubblicato su Catholic Link

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