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4 miti sulla castità che ci hanno perseguitato tutta la vita

© Shutterstock
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Mito #2: La castità è repressione

Un secondo mito relativo alla castità implica il fatto di identificarla con la repressione. Se volessimo esemplificare il concetto, potremmo paragonare il desiderio sessuale a un tubo con l’imboccatura rotta che getta acqua da tutte le parti.

Se la castità fosse repressione, consisterebbe nel tappare il tubo, ma questa “soluzione” non porrebbe fine al problema, perché l’acqua continuerebbe a scorrere, e si correrebbe il rischio che prima o poi il tappo del tubo finisca per cedere. Se questo accadesse, l’acqua uscirebbe con più forza per la pressione accumulata.

La castità non è un tappo, ma un’imboccatura nuova per il tubo. Anziché far sì che il tubo getti acqua in tutte le direzioni, la castità fa sì che l’acqua fluisca solo in una direzione: quella dell’amore. L’aspetto interessante è che concentrando il flusso in un unico punto l’acqua fluisce con più forza, e quindi arriva più lontano, ma sempre nella direzione giusta, che è l’amore.

La castità non reprime: ordina. Chi vive la castità, vive con maggiore libertà. Se non si sperimenta questa sensazione di libertà, qualcosa non va nel modo di vivere la castità.

Mito #3: La castità vuol dire non avere rapporti sessuali

La castità è l’abitudine mediante la quale si ordinano le forze del mondo della sessualità verso il suo oggetto, che è l’amore. Vista in questo modo, la castità non si può identificare con l’assenza di rapporti sessuali, perché ad esempio una coppia di sposi vive la castità avendo rapporti sessuali nel contesto dell’amore.

Ma si può dire di più. Perché nasca un’abitudine, non basta ripetere delle azioni – si devono eseguire liberamente. Ad esempio, chi studia costretto si abitua a studiare, ma non acquisisce l’abitudine allo studio. Appena non viene più obbligato, abbandona lo studio come se niente fosse.

Perché nasca un’abitudine serve quindi un atteggiamento interiore: si deve sapere perché si fa qualcosa e si deve volerlo fare. In questo senso, una persona che vuole avere rapporti ma non può – perché non ha una persona con cui averli o perché il partner non vuole – non vive davvero la castità.

Dentro di sé non è disposto a viverla, per quanto esteriormente si veda obbligato a farlo. La castità è principalmente un atteggiamento interiore. Si noti che la castità non ruota solo intorno ai rapporti sessuali, ma è molto più ampia. Abbraccia tutti gli aspetti che si mettono in gioco nel mondo della sessualità, ordinandoli all’amore. Da ciò deriva il fatto che la sessualità implichi un modo di guardare, di toccare, di esprimere affetto, di pensare… La castità è un atteggiamento che impegna la totalità della vita.

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