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Si è rotto un dente: come dobbiamo comportarci?

DENTISTA BAMBINO
Shutterstock
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In caso di trauma dentale, solo dopo avere tranquillizzato il bambino, occorre fare valutare la situazione da un specialista.

Per prima cosa impariamo a conoscere cos’è un trauma dentale. Si tratta di un evento molto frequente, che può riguardare sia bambini in età pre-scolare (dentizione decidua), che ragazzi in età scolare (in dentizione mista o definitiva).  Un trauma può danneggiare il dente nella sua struttura, i tessuti circostanti (l’osso e la gengiva) o entrambi. L’evento traumatico è vissuto dal bambino e dai genitori come un evento drammatico, per questo è necessario sapere come intervenire al fine di tranquillizzarsi. Tra l’altro, quanto più è tempestivo l’intervento, tanto maggiori sono le possibilità di risolvere il problema.

Prima di pensare al trauma vero e proprio è importante tranquillizzare il bambino; la maggior parte delle volte si tratta infatti di eventi lievi quindi è fondamentale che la preoccupazione del genitore non si trasmetta al bambino e non lo traumatizzi più dell’incidente stesso.

La seconda cosa da fare sempre è far visitare il prima possibile il bambino da uno specialista, che valuterà l’accaduto e potrà consigliare i genitori su come deve essere controllata nel tempo l’eventuale comparsa di conseguenze. Per i denti definitivi può essere utile, se si è rotta una parte di dente, conservare il frammento. Se il dente fuoriesce completamente dalla sua sede, è importante che il dente non venga pulito, ma sia conservato invece nella saliva (in bocca) o nel latte a lunga conservazione o in
soluzione fisiologica. Dal canto suo, il dentista come prima cosa indagherà se il trauma interessa i denti da latte o quelli definitivi.

Se l’incidente coinvolge i denti da latte, le sequele possono essere molto variabili, e talvolta possono coinvolgere anche i denti permanenti, che in quel momento si stanno ancora formando (si trovano più in profondità rispetto a quelli da latte). In questo caso, l’intervento è mirato a ridurre al minimo le possibili complicanze sul dente definitivo. A carico del dentino da latte interessato si procederà semplicemente, ove necessario, a lucidare eventuali bordi taglienti per evitare ferite del labbro e si procederà a controlli periodici per escludere “necrosi” tardive, ovvero la perdita di vitalità del dente: in questi casi il dentino si scurisce e può comparire una bollicina sulla mucosa sovrastante il dente. In caso di necrosi si interviene con le terapie odontoiatriche opportune o con l’estrazione del dente. Se il trauma causa lo spostamento del dente deciduo dalla sua posizione d’origine, si attende un riposizionamento naturale.

Leggi anche: Bambini: denti che cadono e denti che crescono!

In caso di perdita completa del dente deciduo non si effettua il reimpianto, perché questo comporterebbe il rischio di danneggiare il dente permanente sottostante.

Se il trauma fa penetrare il dente deciduo nella gengiva, la radice del dente può danneggiare il dente definitivo che si sta formando con anomalie che si manifesteranno solo in fase di eruzione del dente permanente.

Se il trauma interessa il dente permanente e l’elemento si è spezzato, riattaccare il frammento è spesso la terapia più efficace. Se il dente ha perso la sua vitalità andrà eseguito un trattamento specifico.

Se il dente è uscito dalla sua sede, bisogna contattare immediatamente l’ambulatorio odontoiatrico, poiché il reimpianto del dente entro 1 ora può avere buone possibilità di successo.

Il dente traumatizzato va tenuto sotto controllo per un lungo periodo di tempo al fine di monitorare eventuali danni tardivi che, se individuati tempestivamente, possono essere limitati nella loro gravità. Sicuramente in tutti i casi quello che verrà consigliato come precauzione sarà di mantenere una dieta con cibi soffici per almeno una settimana, curare molto bene l’igiene orale ed effettuare controlli periodici nel tempo (secondo la frequenza indicata dal dentista)

TRAUMA DENTALE
Ospedale Pediatrico Bambin Gesù
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