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Perché gli Araldi del Vangelo non riconoscono gli inviati del Papa?

HERALDOS
Facebook-Arautos do Evangelho
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L’indagine nei loro confronti si è aperta nel 2017, quando sono giunti alla Santa Sede video, lettere e altro materiale in cui si denunciavano riti di esorcismo non permessi dalla Chiesa

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Gli Araldi del Vangelo affermano di non riconoscere gli inviati di Papa Francesco nel contesto di un’indagine aperta dalla Santa Sede nel 2017 per possibili mancanze a livello di stile di governo, vita dei membri del Consiglio, cura pastorale delle vocazioni e formazione, amministrazione, gestione delle varie opere e raccolta fondi.

“Non riconosciamo Sua Eminenza come ‘Commissario’ dell’Associazione Privata di Fedeli Araldi del Vangelo, di cui sono sono il Presidente legittimamente letto”, si legge in un comunicato diffuso dall’istituzione a nome del leader del movimento, Felipe Eugenio Lecaros Concha.

La risposta degli Araldi del Vangelo (Arautos do Evangelho), opera iniziata più di 50 anni fa, è indirizzata al cardinale brasiliano Raymundo Damasceno Assis, che il 17 ottobre ha incontrato in Brasile il presidente dell’Associazione per aprire una procedura d’inchiesta.

Il cardinale e il suo accompagnatore, monsignor José Aparecido Gonçalves de Almeida, vescovo ausiliare di Brasilia, portavano un decreto della Congregazione degli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica per notificare ufficialmente l’inizio del processo.

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Battaglia legale

Gli Araldi sostengono l’“assoluta invalidità e completa illegalità” del decreto mediante il quale si è aperta l’indagine, visto che dal loro punto di vista contiene “errori di base” che “hanno generato gravi illegalità canoniche”. A loro avviso, si “pretende il commissariamento in modo spietato e arbitrario”.

Lecaros sostiene che la Santa Sede si riferisce a loro come a un’“associazione pubblica di fedeli” quando sono approvati come “associazione privata di fedeli”, il che li porta a sostenere che l’atto del commissariamento violerebbe “il diritto sacro e inviolabile che hanno i fedeli di associarsi nella Chiesa, con i propri statuti e le proprie autorità”.

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