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Perché gli Araldi del Vangelo non riconoscono gli inviati del Papa?

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Ary Waldir Ramos Díaz - pubblicato il 22/10/19

L'indagine nei loro confronti si è aperta nel 2017, quando sono giunti alla Santa Sede video, lettere e altro materiale in cui si denunciavano riti di esorcismo non permessi dalla Chiesa

Gli Araldi del Vangelo affermano di non riconoscere gli inviati di Papa Francesco nel contesto di un’indagine aperta dalla Santa Sede nel 2017 per possibili mancanze a livello di stile di governo, vita dei membri del Consiglio, cura pastorale delle vocazioni e formazione, amministrazione, gestione delle varie opere e raccolta fondi.

“Non riconosciamo Sua Eminenza come ‘Commissario’ dell’Associazione Privata di Fedeli Araldi del Vangelo, di cui sono sono il Presidente legittimamente letto”, si legge in un comunicato diffuso dall’istituzione a nome del leader del movimento, Felipe Eugenio Lecaros Concha.

La risposta degli Araldi del Vangelo (Arautos do Evangelho), opera iniziata più di 50 anni fa, è indirizzata al cardinale brasiliano Raymundo Damasceno Assis, che il 17 ottobre ha incontrato in Brasile il presidente dell’Associazione per aprire una procedura d’inchiesta.

Il cardinale e il suo accompagnatore, monsignor José Aparecido Gonçalves de Almeida, vescovo ausiliare di Brasilia, portavano un decreto della Congregazione degli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica per notificare ufficialmente l’inizio del processo.

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Battaglia legale

Gli Araldi sostengono l’“assoluta invalidità e completa illegalità” del decreto mediante il quale si è aperta l’indagine, visto che dal loro punto di vista contiene “errori di base” che “hanno generato gravi illegalità canoniche”. A loro avviso, si “pretende il commissariamento in modo spietato e arbitrario”.

Lecaros sostiene che la Santa Sede si riferisce a loro come a un’“associazione pubblica di fedeli” quando sono approvati come “associazione privata di fedeli”, il che li porta a sostenere che l’atto del commissariamento violerebbe “il diritto sacro e inviolabile che hanno i fedeli di associarsi nella Chiesa, con i propri statuti e le proprie autorità”.




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C’è un errore, ha aggiunto, perché “è come se un ufficiale di giustizia si presentasse a casa di un tale ‘Antonio López’ con una notifica per ‘Pedro Rodríguez’”. “Allo stesso modo, gli Araldi del Vangelo non possono ricevere un decreto diretto a un’altra associazione”.

“In secondo luogo, l’istituzione degli Araldi del Vangelo, essendo un”Associazione Privata di Fedeli’, non è passibile di commissariamento, secondo quanto stabiliscono i limiti della legge canonica, basata sul diritto naturale”.

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Commissario pontificio

Il 23 settembre scorso, il Vaticano ha informato della decisione di Papa Francesco di nominare commissario pontificio il cardinale Damasceno Assis, con il compito di dirigere l’associazione fondata da monsignor João Scognamiglio Clá Dias (78 anni).

Dopo la visita apostolica iniziata due anni fa, l’associazione era stata commissariata insieme ai due rami della vita consacrata maschile e femminile, secondo la Congregazione degli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica diretta dal cardinale portoghese João Braz de Aviz.

Il 23 giugno 2017 la Congregazione, d’accordo con il dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, aveva convocato “una visita apostolica” all’istituzione.

Il Vaticano definisce gli Araldi del Vangelo un’associazione internazionale di fedeli di diritto pontificio, la prima retta dalla Santa Sede nel nuovo millennio, il 22 febbraio 2001, sotto il pontificato di Giovanni Paolo II. Nel 1971 è nata come movimento di laici.

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Vestiti quasi come cavalieri medievali

Gli Araldi sono presenti in 70 Paesi e hanno circa 4.000 membri. Sono facilmente riconoscibili per l’abito marrone e bianco, con una grande croce sul petto, simile a quella dei cavalieri medievali. Gli stivali simboleggiano la missione di portare il Vangelo nel mondo, e il cappuccio il fatto di mantenere lo sguardo elevato verso gli orizzonti della fede. Hanno un rosario e alla cintura una catena, segno che sono schiavi “volontari” di Dio.

Le due Società di Vita Apostolica, Virgo Flos Carmeli per gli uomini e Regina Virginum per le donne, avevano ottenuto il riconoscimento pontificio nel 2009, durante il pontificato di Benedetto XVI.

Il fondatore è monsignor João Scognamiglio Clá Dias, ex membro dell’associazione cattolica tradizionalista e controrivoluzionaria brasiliana TFP (Tradizione, Famiglia e Proprietà), in seguito smembrata. Da uno dei suoi rami diventato completamente autonomo sono nati gli Araldi del Vangelo.

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Il demonio

All’epoca della sua rinuncia, il 12 giugno 2017, monsignor Clá Dias è stato protagonista delle cronache per un video pubblicato e rimosso da vari server, senza determinare la data della sua realizzazione, in cui istruisce i suoi sacerdoti su strane affermazioni di un presbitero esorcista del movimento su Papa Francesco. Nella trascrizione si è segnalato: “Satana ha detto che Francesco è ‘stupido’ e fa ‘tutto ciò che voglio’”.

Nel video, in mano alle autorità vaticane, si faceva dire al demonio: “’E il Vaticano? Risponde il demonio: ‘Io sono alla sua guida. È mio. Lavoro nella sua testa. [Il Papa] fa tutto ciò che voglio. È uno stupido. Mi serve’. Domanda il sacerdote: ‘Come sarà la sua morte?’ Dice il demonio: ‘Inciamperà e cadrà. Batterà la testa. Ma manca ancora un po’. Avverrà in Vaticano. E verrà un altro Papa, Rodé [il cardinale sloveno Franc Rodé, 82 anni). E sarà buono’”.

In quell’occasione, la pubblicazione inglese The Tablet ha intervistato padre Angel Veiga, un leader dell’ordine con sede a Roma, che ha minimizzato l’impatto del video, perché a suo avviso è stato “estrapolato dal contesto” e quello che vi si è detto non equivale alla posizione degli Araldi. Stavano semplicemente trasmettendo il messaggio di Satana. “È il diavolo, no? Il diavolo è il padre delle menzogne”, ha spiegato il sacerdote.

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La difesa

Secondo Humberto Goedert, che si presenta come avvocato brasiliano, laico, portavoce e membro del movimento durante la visita apostolica realizzata dal cardinale Damasceno Assis e dal vescovo Gonçalves de Almeida, “non si è trovato nulla contro la morale, la sana dottrina o le leggi ecclesiastiche e civili”.

Il portavoce afferma che si tratta di una persecuzione religiosa in pieno XXI secolo “camuffata da false ideologie”, e che i visitatori non hanno fornito alcuna risposta agli Araldi dopo la loro difesa e le argomentazioni offerte durante la visita autorizzata dal Papa.

“Pur riconoscendo che, secondo il diritto vigente, possono essere oggetto di un commissariamento, perché sono entità pubbliche della Chiesa, le Società chiedono il rispetto dei loro diritti, che ritengono siano stati lesi nel processo in corso, e soprattutto che vengano chiarite le ragioni concrete gravi che lo hanno motivato”.

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Millenarismo

L’indagine iniziata nel giugno 2017 segnalava anche, secondo fonti giornalistiche, che gli Araldi del Vangelo dovevano offrire delle risposte riguardo a posizioni vicine al millenarismo, la dottrina secondo la quale Cristo tornerà per regnare fisicamente sulla Terra per mille anni, prima dell’ultimo combattimento contro il male che porterà alla condanna del diavolo.

Andrea Tornielli, allora direttore di Vatican Insider (La Stampa), citando fonti vaticane, ha reso noto che la Santa Sede voleva chiarire perché gli Araldi erano convinti che grazie alla Madonna di Fatima stesse per arrivare una specie di fine del mondo in cui avrebbe trionfato monsignor João Scognamiglio Clá Dias, divinizzando così il fondatore.

“I sacerdoti parlano di esorcismi in cui il diavolo annuncia che il fondatore stesso diventerà Papa (‘Le chiavi pontifici sono nelle mani del demonio, ma stanno per passare nelle mani di monsignor João’), e che le forze sataniche lo temono più di qualsiasi altra cosa al mondo. Un demonio mdiante la persona esorcizzata avrebbe detto: ‘Gettami addosso più acqua santa, ma non acqua che sia passata per le mani di monsignor João’”, affermava Tornielli.

Quest’ultimo ha poi citato il sociologo Massimo Introvigne, che ha studiato per anni i movimenti derivati dal TFP e sostiene che “molti indizi suggeriscono che all’interno degli Araldi del Vangelo sia praticato una sorta di culto segreto e stravagante a una sorta di trinità composta da Plinio Corrêa de Oliveira, da sua madre Donna Lucilia, e dallo stesso monsignor Clá Días”.




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Sostegno vaticano alla loro crescita

L’ex leader degli Araldi, nominato da Benedetto XVI nel 2008 canonico onorario di Santa Maria Maggiore a Roma, ha negato di aver promosso questo culto personalista non permesso dalla Chiesa. Gli Araldi si ispirano a San Luigi Maria Grignion de Montfort (1673-1716), teologo che ha dedicato la vita ad argomentare sulla vera devozione alla Vergine.

Dopo il rifiuto degli Araldi di riconoscere gli inviati del Papa, si attende la risposta della Santa Sede in termini legali e pastorali. Nei vari rami del movimento esistono opere di apostolato che includono scuole per bambini e giovani, centri di formazione in Filosofia e Teologia ed evangelizzazione di famiglie con ‘cooperatori’ sposati e single del movimento.

Ci sono anche parrocchie che chiedono loro di realizzare corsi di formazione e catechesi, e gestiscono con l’autorizzazione di vescovi locali il fondo della misericordia, una colletta per le opere di carità. Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno sostenuto quest’opera, e il cardinale Franc Rodé è loro servito per molto tempo come appoggio all’interno della curia romana. La posizione della Santa Sede è sostenere il movimento, ma correggere ciò che non va per andare avanti.

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