Ricevi Aleteia tutti i giorni
Iscriviti alla newsletter di Aleteia, il meglio dei nostri articoli gratis ogni giorno
Iscriviti!

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Davvero uno è più felice quando fa quello che Dio gli chiede?

CHILD, GIRL, LAWN
Shutterstock
Condividi

… se a chiederselo è una bambina, forse anche noi adulti possiamo ascoltare dove conduce il suo stupore.

Di María José Viedma

Questa estate, insieme a Chiara, ho passato tre settimane nelle terre di sant’Ambrogio e di san Carlo per dare una mano nel centro estivo della parrocchia milanese affidata ai nostri preti. Sono state giornate intense di teatro, giochi, canti, gite e preghiera in mezzo a un centinaio di bambini, ai ragazzi e agli adulti coinvolti. Tre settimane per contemplare l’opera di una proposta cristiana vissuta e desiderata fino all’ultimo particolare.
I momenti più luminosi sono stati quelli in cui qualcuno si lasciava scuotere e iniziava a seguire con tutto se stesso la proposta che gli veniva fatta. La gioia dei giochi, infatti, è sempre proporzionale al coinvolgimento personale, aldilà della voglia e delle capacità. Che bello vedere una squadra tifare chi sta per mettersi alla prova nel tiro con l’arco!

O guardare i bambini piccoli che si lanciano sul telo bagnato per spingere palloni più grandi di loro! Oppure seguire un ragazzo che, anziché gironzolare, si siede a temperare le matite perché tutti possano colorare! In chi segue, sorge una luce e una gioia che non sfugge a uno sguardo attento.
L’ho visto accadere quando sono diventata amica di alcune bambine cinesi: erano così contente che hanno provato ad insegnarmi qualcosa nella loro lingua, come i numeri fino a dieci o la versione cinese di Fra’ Martino Campanaro. Tra i tentativi e le risate, ho scoperto che due di loro sono figlie di genitori non credenti. Li ho conosciuti l’ultimo giorno, durante la festa finale. Guardavano le figlie giocare con un grande sorriso. Ho chiesto loro se erano contenti che le figlie partecipassero all’oratorio e mi hanno risposto con semplicità: “Loro sono felici”.
Un giorno stavamo andando in gita ad Arona a visitare la statua colossale di 35 metri che ritrae san Carlo.

Mentre chiacchieravo con una bambina, lei mi ha chiesto: “Davvero uno è più felice quando fa quello che Dio gli chiede?”. Sì, è proprio così, ed è quello che forse, senza saperlo, vedono i genitori delle mie piccole amiche cinesi quando, con semplicità e stupore, riconoscono nelle figlie la felicità di chi si è affezionato alla proposta cristiana che è giunta loro così inaspettata.

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO DA MISSIONARIE DI SAN CARLO

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni