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Brenton Winn è stato battezzato nella chiesa che aveva distrutto da drogato

BRENTON WINN, BAPTISM
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Caduto nell’abuso di metanfetamina da giovanissimo e diventato senzatetto, a 23 anni devasta una chiesa Battista nell’Arkansas ma scopre: “Ciò che gravava sul mio cuore era il mio bisogno di essere in relazione con Gesù Cristo”

Accadde sulla via di Damasco e accade in Arkansas: dal tradimento all’amicizia con Dio. La storia di Brenton Winn è esemplare dell’eterna “caccia all’uomo” che Dio instancabilmente conduce. Il percorso umano di questo 23enne, nelle linee essenziali del suo svolgimento, ci riporta a quel pilastro dell’esperienza di fede che ciascuno può ritrovare nel suo cuore: il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Dio, parafrasando il celeberrimo Sant’Agostino.

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Il persecutore perseguitato

San Paolo ricorda spesso nelle sue lettere l’evidenza che lui, da cacciatore che era, è stato cacciato; perseguitava i cristiani ma Dio ha perseguito tenecemente l’obiettivo di afferrarlo. Perseguitare e perseguire sono infatti due verbi strettamente imparentati; traducendoli, ci dicono nel primo caso che qualcuno si “accanisce contro” e nel secondo caso che “qualcuno non molla la presa”. È quello che ha vissuto sulla sua pelle anche il giovane Brento Winn, di Conway nell’Arkansas. La notizia di ciò che lo riguarda è sintetizzata così:

Il tossicodipendente che aveva fatto irruzione in una chiesa dell’Arknasas e compiuto atti vandalici procuparando danni per 100 mila dollari è stato battezzato sei mesi più tardi nella medesima chiesa, dopo che il pastore e i membri della chiesa gli hanno offerto grazia e perdono. (da Christian Post)

Le telecamere della Central Bapist Church hanno ripreso quei momenti di violenza in cui Winn, sotto effetto di metanfetamine, ha buttato all’aria tutto, imbrattato muri, distrutto computer. Da fuori i fatti sembrano evidenti, ma c’è una presenza che può percepire solo il protagonista della storia. Raccontando in prima persona la ricostruzione del suo gesto vandalico, Brenton ripète una parola precisa – scelta – che dimostra come un gesto riprovevole può essere la via attraverso cui Dio gioca l’ennesiam carta per attirarci a sé: «Non sono stato io che ho scelto quella chiesa, era Dio che stava scegliendo me».

L’azzardo del perdono

La libertà non è un punto di vista, ma ci può essere una vera libertà all’opera quando un uomo molla la presa sul proprio punto di vista. La via di Damasco è a doppio senso di circolazione; c’è uno che si crede un indomito cavaliere delle proprie certezze finché non si accorge che c’è anche Chi, su quella stessa strada, gli sta venendo incontro da tempo immemorabile. Dunque ripercorriariamo cosa era accaduto nella vita del giovane signor Winn prima di giungere a quella notte in cui il persecutore si è accorto di essere placcato da Dio.

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Era un adolescente di appena 14 anni quando la curiosità di provare la droga lo ha intrappolato, dalle dosi saltuarie alla dipendenza grave il passo è breve. Ne segue, dai 16 anni in poi, una parentesi di vita fatta di caos, tentativi di suicidio e totale smarrimento. Nel 2016 uno spiraglio di speranza arriva, quando Brenton partecipa a un programma di disintossicazione ispirato da un cammino di fede. Riesce a liberarsi dalla droga per un anno e trova un lavoro, ma nel 2017 il suicidio di suo cugino lo lascia così traumatizzato da ripiombarlo nell’inferno della droga. La spirale dell’autodistruzione arriva fino alla sera del febbraio scorso quando, vivendo da senza tetto e drogato, irrompe nella chiesa battista di Conway e commette ogni genere di vandalismo.

A sottrarre questa vicenda dal semplice novero della pura e semplice cronaca criminale della città è stato il pastore Don Chandler; la sua chiesa era distrutta ma lui ha intuito di avere di fronte a sé un’anima ancora più a pezzi. Il gesto del perdono da parte sua è stato l’innesco di un cambiamento in Brenton:

Puoi predicare per 50 anni senza fare esperienza di ciò che dici, specialmente di fronte alla propria comunità – ha dichiarato Chandler – Se non gli avessimo mostrato la Grazia, tutto ciò di cui parliamo e a cui incoraggiamo la gente sarebbe finito nel fosso. Era la cosa da fare. Non eravamo di fronte a un criminale incallito. Era un giovane uomo che aveva commesso degli errori. Era oppresso dalla droga e dall’alcol quando fece ciò che fece. Ma poteva essere salvato. (da Baptist Press)

BRENTON WINN, BAPTISM, ARKANSAS
His Studio | Youtube

Insieme al giudice che ha seguito il caso di Winn è stata valutata l’opportunità che il ragazzo seguisse un percorso di recupero basato sulla fede, piuttosto che procedere all’incarcerazione. A sei mesi dall’irruzione in chiesa Brenton ha ricevuto il Battesimo proprio nel luogo del suo gesto vandalico. È bene precisare che questo sacramento nella Chiesa Battista ha una valenza diversa da quello che si riceve nella chiesa cattolica: questa dottrina protestante sostiene che il Battesimo sia ricevuto solo dal credente adulto che lo chiede consapevolemente. Molto ci distingue dai Battisti in termini di dottrina, senza dubbio. Ricevere il Battesimo fin da neonati, ancora incosapevoli, non è una prevaricazione della volontà, bensì uno specchio del premuroso gioco d’anticipo di Dio. Il vero amico non ti aiuta solo nel momento in cui lo chiedi, in cuor suo si è già mosso prima se ti ha visto nel bisogno. E i nostri migliori amici sono solo una foto sgranata di Dio.

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Ma sul grande campo dell’esperienza e della prova ci sono percorsi che s’incrociano anche con chi ha una fede diversa; è possibile un incontro con qualunque uomo abbia un cuore libero di fronte al tema del proprio destino. Quello che tutti ci accomuna, e riguarda negli stessi esatti termini perfino chi non professa alcuna religione, è la relazione che incessantemente Dio cerca con noi. Qualunque sia il sentiero che scegliamo di seguire, Lui sarà sempre pronto a venirci incontro sull’altro senso di marcia. A noi spetta l’avventura di riconoscerlo. Dice molto bene Brenton:

Ero abituato a pensare che fosse stata coincidenza [la scelta di entrare in quella chiesa di notte], ma ora la definisco la conferma che Dio è reale e risponde alle preghiere. Ciò che gravava sul mio cuore era il mio bisogno di essere in relazione con Gesù Cristo. (Ibid)

 

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