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Shakespeare cattolico? Secondo un autore, ci sono prove sufficienti

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John Burger - pubblicato il 17/10/19

Joseph Pearce sottolinea soprattutto il suo acquisto di una casa famosa come “noto centro per cattolici dissidenti” a Londra

Secondo Joseph Pearce, autore di The Quest for Shakespeare, ci sono prove sufficienti a dimostrare che William Shakespeare era cattolico.

Pearce, noto per le sue biografie di convertiti cattolici e non solo, ha affermato in un’intervista rilasciata alla rivista America che Shakespeare era, “al di là di ogni ragionevole dubbio”, quantomeno un “simpatizzante cattolico”, e “in un modo o nell’altro un cattolico praticante, dissidente”.

I cattolici dissidenti erano coloro che all’epoca della Riforma inglese rimasero fedeli al Papa e alla Chiesa Cattolica Romana e non frequentavano i servizi della Chiesa d’Inghilterra.

Per Pearce, una delle prove più evidenti del cattolicesimo di Shakespeare è stato il suo acquisto della Blackfriars Gatehouse a Londra nel 1612, appena prima di ritirarsi e tornare a Stratford-Upon-Avon.




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“Era un famoso centro per l’attività dei cattolici dissidenti a Londra”, ha riferito Pearce a padre Sean Salai, di America. La Gatehouse “era rimasta in mano ai cattolici dalla dissoluzione dei monasteri all’acquisto da parte di Shakespeare 80 anni dopo, e Shakespeare insistette affinché John Robinson – il cui fratello era andato quello stesso anno a studiare per diventare sacerdote presso il Collegio Inglese di Roma – dovesse rimanere come inquilino, a indicare che la casa avrebbe continuato ad essere usata come un centro dell’attività cattolica dissidente. Non si può negare che Shakespeare abbia acquistato la casa perché rimanesse in mani cattoliche, e nelle sue stesse mani, che erano cattoliche”.

Oltre a questo, ha indicato Pearce, quella di Shakespeare era una delle più note famiglie dissidenti del Paese. Alcuni dei suoi parenti erano stati giustiziati per il loro coinvolgimento in cosiddetti complotti cattolici, e il padre era stato multato per la sua dissidenza cattolica.

“E quindi è stato sicuramente allevato nel cattolicesimo in modo militante”, afferma Pearce. “In alcuni circoli si è presunto che abbia perso la fede quando è arrivato a Londra e ha iniziato a scrivere le sue opere, ma come dimostro nel mio libro The Quest for Shakespeare e come altri autori hanno sottolineato, tutte le prove indicano che Shakespeare abbia mantenuto la sua fede cattolica nei circa 25 anni in cui ha scritto opere e sonetti”.




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Pearce dice che vorrebbe scrivere un libro diverso su ciascuna delle opere del grande autore, “perché penso che la prova del cattolicesimo di Shakespeare emerga davvero quando si analizza scena dopo scena, non estrapolando delle frasi dal contesto”.

“Quello di cui abbiamo bisogno sono dozzine di nuovi libri che esaminino le sue opere partendo dalla prospettiva di Shakespeare come cattolico”, ha concluso. “È un compito fin troppo gravoso per un’unica persona, e credo che serva tutta una serie di giovani studiosi che accettino la sfida di analizzare queste opere. Ogni volta che ne analizzo una, noto nuovi aspetti del cattolicesimo di Shakespeare, ed è molto emozionante. C’è ancora tanto da fare”.

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