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Come Dio ha salvato il nostro matrimonio quando stavamo per separarci

COUPLE DANCING
Foto di Scott Broome su Unsplash
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di Andrés D’Angelo

La prossima settimana io e mia moglie festeggeremo 22 anni di fidanzamento, e il 7 novembre, festa di Maria Mediatrice di Tutte le Grazie, 21 anni di matrimonio. Ma il nostro matrimonio è stato “fondato” circa 15 anni fa, quando finalmente “ci siamo arresi”. Sembra complicato, vero? Mi spiego un po’ meglio.

Una storia d’amore come tante altre: completamente unica

Ho conosciuto Mariana a una festa di matrimonio di un’amica comune. Lei non ci doveva andare, e io nemmeno. Siamo stati un po’ costretti, lei da un caro zio, io dalle convenzioni sociali, ma fatto sta che ci siamo andati.

Durante la cena ero seduto con persone simpatiche, alcune delle quali vecchie conoscenze, e mi sono divertito molto. Visto che non sono bravo a ballare pensavo di rimanere fino all’inizio delle danze, per poi tornarmene silenziosamente a casa.

Ma Dio aveva altri progetti. Visto che la mia cultura alcoolica all’epoca era nulla, dopo due bicchieri di champagne ero un po’ su di giri. Quando sono iniziate le danze, mi sono reso conto che c’erano varie single che avevano bisogno di un partner esperto.

Io non lo ero, ma lo champagne (credo che sia un effetto delle bollicine) mi ha fatto credere di esserlo, e quindi ai primi accordi dei valzer viennesi mi sono buttato in pista alla ricerca di donne senza accompagnatore.

Lei (il fiore più bello)

Ho ballato con due o tre di loro (non me lo ricordo bene, le bollicine sono traditrici), e all’improvviso l’ho vista al lato della pista. Piccolina, mora con gli occhi chiari, bella come un mattino e mille tramonti. Mi sono detto letteralmente: “Non me la posso perdere”.

L’ho invitata a ballare e abbiamo danzato finché non hanno interrotto la musica per distribuire la torta. Fino a quel momento non avevamo scambiato quasi neanche una parola. Avevo solo canticchiato qualche canzone che ignoravo quasi totalmente (un altro effetto collaterale delle bollicine).

Il problema è che quando volevo parlare avevo la lingua era impastata. Morivo dalla voglia di conoscere quella ragazza, e quindi mi sono riproposto di bere solo acqua e caffè per il resto della serata. Cosa che ho fatto, e da quel momento le cose sono ben chiare.

Abbiamo iniziato a parlare, le ho raccontato che ero il più piccolo di dodici figli e lei ha detto: “Dodici? Tua madre dev’essere esausta!”. Le ho detto di sì, ma visto che eravamo grandi si dedicava a viaggiare, e in quel momento era a Roma per assistere ai voti perpetui della mia cugina più grande.

Lei ha risposto che sua zia in quel momento era a Roma per i voti perpetui della sua figlia maggiore, ed è risultato che sua zia e mia madre erano lì per la stessa cerimonia e che le due future religiose erano amiche del cuore! Abbiamo continuato a parlare, e io che pensavo di andarmene alle undici o a mezzanotte l’ho lasciata a casa sua alle nove del mattino. Eravamo entrambi esausti ma felici.

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