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Guarda, ecco il lampo di luce che illumina l’attimo del concepimento

FLASH, EMBRYO, CONCEPTION
Scrotum betlog | Youtube
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Una ricerca scientifica ha scoperto il bagliore della vita che inizia, quasi un fuoco d’artificio che segnala la novità di un nuovo essere. Eppure sono riusciti a ridurre questa meraviglia a un metodo per selezionare i migliori embrioni per la fecondazione in vitro.

Osservare è una parola bella e facile da pronunciare, ma è un’azione per nulla scontata. Difficile, sempre più arduo, risulta separare l’accoglienza di un dato che viene dall’esterno e l’immediata voglia di etichettarlo dentro un commento. Non è sentimentale dire che la meraviglia è una capacità da recuperare, urgentemente.

Prova ne sia una notizia clamorosa, ma non di stretta attualità. Si tratta di una scoperta scientifica del 2016 a cui preme dar risalto nella sua evidenza primaria, non nelle conclusioni per cui è stata usata. Si potrebbe paragonare la parabola di questo progetto universitario all’ipotesi che l’uomo delle caverne, cinque minuti dopo aver scoperto il fuoco, abbia cominciato a sentire l’incontenibile voglia di appiccare incendi. È più verisimile immaginarlo per qualche infinito istante estasiato di fronte a quella luce.

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Anche gli scienziati, autori della scoperta che vado subito a spiegare nelle sue linee essenziali, si sono trovati di fronte a un bagliore.

Fuochi artificiali allo zinco

Il concepimento è un evento eclatante e complesso, il fatto che le dimensioni degli elementi coinvolti siano molto piccole può ridurlo a qualcosa di trascurabile. Se un feto di ben più che qualche settimana è ritenuto un mero grumo di cellule, figuriamoci a cosa possa essere ridotto un embrione appena formato. Un gruppo di ricercatori della Northwestern University notò nel 2014 un’evidenza eclatante studiando in laboratorio gli embrioni dei topi: le uova, non appena fecondate, emettevano guizzi di luce. Erano piccoli e ripetuti fuochi artificiali. Approfondendo l’indagine risultò che quei bagliori indentificavano proprio l’attimo del concepimento e più erano intensi più significavano il buon innesto di una vita nuova.

Questa la sintesi dello studio, possiamo azzardare qualche spiegazione più dettagliata senza scendere nel complicato. Innanzitutto il responsabile dei bagliori è lo zinco: questo minerale è fondamentale per la fecondazione al punto che se ne trovano venti miliardi di atomi quando l’uovo è pronto a ricevere lo spermatozoo, ma immediatamente dopo il concepimento – e proprio per avviare nel migliore dei modi lo sviluppo della nuova vita – l’eccesso di zinco deve essere smaltito; ecco allora l’emissione di luce, una piccola esplosione disperde ed elimina lo zinco in eccesso. Uno degli scienziati coinvolti lo spiega così:

Ogni uovo ha quattro o cinque di questi bagliori. È bello da vedere, sono orchestrati come una sinfonia. Ci fece capire che lo zinco veniva rilasciato in grandi quantità, ma non avevamo idea di come l’uovo riuscisse a farlo. (da Science alerts)

L’osservazione di questa meraviglia riguardava ancora solo i topi, ma qualche anno dopo si è potuta osservare la stessa dinamica anche nel concepimento umano:

Le uova immagazzinano e distribuiscono lo zinco per controllare lo sviluppo di un embrione sano. Nel corso degli ultimi 6 anni questo team di studiosi ha dimostrato che lo zinco controlla l’avvio del cambiamento e dello sviluppo in un organismo geneticamente nuovo. (da Northwestern University)

Possiamo direttamente osservarlo anche noi:

Stare di fronte a questo bagliore cosa ci suggerisce? La natura sottolinea con un fuoco d’artificio l’incontro fecondo del femminile col maschile. Se quest’ultima affermazione risulta troppo spinta verso un’interpretazione emotiva, fermiamoci pure un attimo prima: qualcosa accade, ecco il significato di un segnale luminoso.

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Ottimizzare la fecondazione in vitro

Si dice che il peccato è negli occhi di guarda. L’occhio che guarda è raramente “nudo” di pregiudizi di fronte alle presenze della realtà; accade a ciascuno di noi, anche quando siamo animati dalle migliori intenzioni.

Ero entusiasta nell’essermi imbattuta in questa notizia scientifica che mi pareva degna di grande diffusione, perché ci parla di noi e di come tutto è iniziato per ciascuno. La vita non è un dato neutro, il concepimento non è un nonnulla. Sono rimasta sbigottita nello scoprire che l’unico scopo utile di questa ricerca sarà usato per ottimizzare la fecondazione in vitro. In particolare è emblematico leggere il commento di una delle scienziate a capo del progetto, il cui sguardo mira immediatamente a un obiettivo pragmatico molto avvilente:

Una stupefacente esplosione di zinco accade quando un uovo viene attivato dall’enzima dello sperma, e la dimensione di questi bagliori è una misura diretta della qualità dell’uovo fecondato e della sua capacità di svilupparsi in un embrione. Questo significa che se osserviamo il bagliore dello zinco nel momento del concepimento, potremo immediatamente sapere quali uova sono buone per essere usate per la fecondazione in vitro – afferma Teresa Woodruff, una degli studiosi a capo della ricerca e esperta di biologia ovarica – È un modo di classificare la qualità delle uova che non avevamo fino ad ora. (ibid)

© VEM / BSIP / AFP
EMBRYO, ILLUSTRATION 8 cells. VEM / BSIP

Dallo stupefacente all’efficiente in un battito di ciglia. In questo passaggio si passa con leggerezza dal regno sacro dell’essere al reparto controllo qualità di un qualunque magazzino.

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Lascia attoniti che l’orizzonte dello sfruttamento degli embrioni copra completamente il dato che la pura e semplice osservazione offre. Poi, quasi a chiudere con un bel fiocco il cerchio del cinismo, si benedice questa nuova strategia di selezione della specie sottolineando che aiuterà l’emotività vacillante di molte coppie:

Spesso non sappiamo se un uovo o un embriore sono davvero vitali finché non vediamo avviarsi una gravidanza. Ecco il motivo per cui questa ricerca è davvero rilevante. Se sappiamo capire quale uovo è buono e quale non lo è, saremo aiutati a capire quale embrione trasferire, così da evitare crepacuori e raggiungere il traguardo di una gravidanza più velocemente. (da Science alerts)

Efficienti e veloci. Sembra perfetto. Sembra.

La libertà dentro un pizzico di zinco

I miei scarsi rudimenti di chimica non mi hanno impedito di cogliere qual è il ruolo dello zinco nel processo sopra descritto: è indispensabile per favorire il concepimento, poi scompare in un guizzo di luce. Per un’associazione di pensieri puramente personale, mi è venuto in mente quanto scritto dal poeta T.S. Eliot su un altro elemento, il platino. Ne parlava per descrivere la sua funzione di catalizzatore nella formazione dell’acido solforico:

La combinazione tra i due gas si verifica solo in presenza del platino, e cionostante nell’acido che si è formato non c’è traccia di platino. (da Tradizione e talento individuale)

Perché un poeta si dovrebbe perdere a parlare di reazioni chimiche? Per descrivere attraverso un’immagine concreta qual è il ruolo dell’artista dentro la sua opera. Al nostro secolo egocentrico, Eliot suggerì che una vera presenza opera senza mettersi in mostra: innesca una reazione senza imporre la visibilità della propria mano. L’artista c’è, è indispensabile, ma non è lui il centro del discorso: come il platino, deve essere assolutamente presente e poi scomparire. Ho associato il platino di Eliot al ruolo che lo zinco ha nel concepimento, mi pare un comportamento simile. E se agli scienziati è stato concesso di interpretare ciò che hanno osservato al microscopio secondo le logiche di una riproduzione tecnica in laboratorio, a me sarà concessa una deriva opposta.

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Se l’artista è come il filo di platino, si può dire che il Creatore è come lo zinco? O meglio. Chi è come lo zinco, indispensabile eppure nascosto? Chi si manifesta in un bagliore e poi scompare nell’attimo in cui una vita inizia? Chi ci lascia la libertà di meravigliarci della Sua opera ma non ci impone il suo nome? Quando il salmo dice che “le opere sue proclama il firmamento” ecco, noi ci imbattiamo da capo nell’avventura della libertà che Dio ci lascia ogni volta che stiamo di fronte a un tassello infinitamente piccolo o grande di mondo.

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