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È esistita la “vescova” Teodora di Roma?

THEODORA
Maria Paola Daud-ALETEIA
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Ecco cosa significava davvero il curioso titolo di “vescova”

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La spettacolare cappella di San Zenone nella basilica romana di Santa Prassede, molto visitata perché conserva la colonna sulla quale venne flagellato Cristo, è ornata da preziosi mosaici del IX secolo di stile bizantino.

La cappella è stata costruita da Papa Pasquale I come luogo funerario per sua madre Teodora, ed è dedicata appunto a San Zenone.

Alzando la testa per ammirare i maestosi mosaici, a sinistra si vedono quattro figure femminili: la Vergine Maria, le due sorelle Santa Prassede e Santa Pudenziana e Teodora.

L’immagine di Teodora si differenzia da quella delle altre donne perché la sua aureola è quadrata anziché circolare, e questo perché al momento in cui venne realizzato il mosaico era ancora viva. C’è un altro elemento, però, che richiama ancor di più l’attenzione, ed è la scritta che la identifica come “Theodora Episcopa” .

THEODORA
Maria Paola Daud-ALETEIA

Vescova? Vuol dire che a quell’epoca della cristianità esistevano delle vescove? Il termine ha ovviamente suscitato grandi dibattiti nel corso della storia.

In realtà non era un titolo effettivo nell’ordine ecclesiastico, ma simbolico.

Come il titolo di “augusta” per le imperatrici romane, generalmente e come avveniva nella Chiesa ortodossa, in cui si usavano i termini “presbytera” e “diakonissa” per riferirsi alle mogli di presbiteri e diaconi, si chiamavano vescova le mogli dei vescovi, che all’epoca potevano sposarsi.

Visto che Teodora fu molto presente accanto al figlio nella sua azione pastorale, le venne concesso il titolo onorifico di “vescova”.

Si sa ben poco della storia di madre e figlio, e quel che è noto deriva da queste immagini storiche e uniche, senz’altro grandi esempi per i cristiani di quell’epoca.

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