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Francia: una legge bioetica che cancella i padri, migliaia in piazza per dire no

MARCHONS ENFANTS
KTOTV | Youtube
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Procreazione assistita anche per single e coppie lesbiche, anonimato per i donatori: in discussione fino al 9 ottobre la nuova legge sulla bioetica, promessa elettorale di Macron. Trascurata o derisa dai media la grande fetta di popolo che protesta.

Non c’è dubbio alcuno sullo scopo della nuova legge bieotica che è in discussione in Francia fino al 9 ottobre. All’indomani del primo voto favorevole l’Assemblea Nazionale francese, incassato il 27 settembre, il deputato macroniano Jean-Louis Touraine ha dichiarato: “Sì, è la fine del patriarcato, le donne daranno alla luce bambini senza l’autorizzazione degli uomini” e ha aggiunto che si tratta anche del “superamento dei limiti biologici della procreazione”.

Visto che così l’intento suona, oltre che smaccatamente chiaro, anche un pochino aggressivo e limitrofo agli intenti di un certo dottor Frankenstein, sui giornali di casa nostra e d’Oltralpe si trova il titolo molto più accomodante “PMA per tutti”. Cioè: fecondazione assistita per tutti. Col tocco magico del “per tutti” si sottintende che sia una cosa buona.

Cosa dice la legge?

Era una promessa elettorale di Emmanuel Macron e la propaganda mediatica è pronta a giurare che la Francia intera attende con ansia le novità di questa legge sulla bioetica. In migliaia sono scesi , invece, in piazza domenica scorsa proprio perché c’è il sospetto che i politici non abbiano «tenuto conto del parere reale dei francesi, tanto che uno degli slogan dei manifestanti è stato: “Avis des Français piétiné, démocratie en danger” [Calpestata l’opinione dei  Francesi, democrazia in pericolo]» (da Vatican News).

Sui giornali l’approvazione con largo consenso pare già una faccenda chiusa.

Per essere approvata in modo definitivo la legge – che era stata promessa da Emmanuel Macron alle elezioni presidenziali – dovrà ora essere votata dal Senato, ma si prevede che non ci saranno problemi. Secondo i sondaggi il 60 per cento dei francesi è favorevole al fatto che una coppia di donne possa avere accesso alla PMA, e il 65 per cento sostiene la sua estensione anche alle donne single». (da Il Post)

FECONDAZIONE IN VITRO
Shutterstock

Raccontata così sembra un puro atto di premura, ma cosa prevede questa legge? Il testo legislativo è ampio e contempla molti argomenti, la parte che ha innescato un dibattito acceso riguarda appunto la PMA – fecondazione assistita – e ne abbiamo approfondito il contenuto a inizio settembre.

Sostanzialmente si accompagna alla porta senza complimenti la figura paterna, “il patriarcato è finito” appunto. Finora la fecondazione assistita era accessibile in Francia a coppie eterosessuali sposate, la nuova legge ne garantisce l’accesso alle donne single e alle coppie lesbiche. Le coppie di donne che faranno ricorso alla PMA dovranno fare una dichiarazione di riconoscimento preventivo del figlio di fronte al notaio, sulla scheda della nascita ci sarà la dicitura: «madre» e «madre». Il testo di legge tutela anche l’anonimato dei donatori di sperma:

Introduce la possibilità per il donatore di dare il proprio consenso per la divulgazione dell’identità – alla maggiore età dei figli – ma senza introdurre il «diritto all’incontro», ha precisato la ministra della Sanità, Agnès Buzyn. (da Il manifesto)

Curioso lo scontro a distanza tra i diritti: i figli, per tutelare il donatore anonimo, non avranno diritto all’incontro con i loro padri biologici; il governo, da parte sua, ha dichiarato che la legge non vuole instaurare un “diritto al figlio”. Strano, sembra proprio così. Il suddetto «superamento dei limiti biologici della procreazione» non è un’esigenza stringente di chi nascerà, piuttosto di chi s’industrierà a far nascere.

I miei occhi ingenui colgono in questo scenario un altro punto “zoppicante”, che a ben vedere è un trampolino. Con la nuova legge sulla bioetica la disparità di diritti tra coppie omosessuali femminili e maschili è lampante. Se due donne potranno ricorrere alla PMA per avere un figlio, che ne è dei diritti di una coppia di uomini? Nel testo di legge non si parla di utero in affitto, cioè della pratica che consentirebbe anche agli omosessuali maschi di costruirsi una progenie. Ma probabilmente la disparità sarà trasformata in un trampolino, proprio per rendere successivamente più facile il tuffo nella legalizzazione dell’utero in affitto.

Marchons enfants

Eterosessuali, sposati, single, omosessuali, donne, uomini. Chi manca all’appello? I figli. L’unico soggetto importante viene eclissato quando si tratta di una procreazione senza limiti. Ora risuona agli orecchi di tanti una strana Marsigliese: lo stendardo insanguinato della tirannia si è levato ancora, e proprio contro les enfants.

Ha rimesso al centro della discussione i bambini, il nostro essere tutti figli, la manifestazione che si è svolta a Parigi domenica scorsa: Marchons enfants era il nome dell’evento. Migliaia di famiglie, chiamate a raccolta da una cinquantina di associazioni organizzatrici tra cui la Manif Pour Tous, hanno sfilato per le vie della capitale francese accompagnate dallo slogan: liberté, egalité, paternité. Il messaggio è chiaro: non si può schiacciare la figura del padre senza che il popolo insorga pacificamente a reclamarne il valore.

Sui giornali c’è stata una pronta rincorsa a smentire i numeri dei partecipanti: vietato dire fossero 600 mila, erano qualche misera decina. In questi casi ci si permettono delle ironie che le penne dei quotidiani quotati non oserebbero sfoggiare con altro genere di manifestazioni.

«Un percorso molto breve», ha scritto Le Monde, «che ha permesso agli organizzatori di proclamare che la testa del corteo era arrivata quando la fine non aveva ancora lasciato il punto di partenza». (da Il Post)

Ai posteri l’ardua sentenza su chi abbia cuore, testa e mano davvero liberi. A chi è capace di guardare, basterà il colpo d’occhio dei video diffusi per capire la portata del consenso alla marcia. Sostegno è arrivato anche dai vescovi francesi:

“I cittadini sono liberi di manifestare. Noi vescovi abbiamo attirato l’attenzione sulla gravità rispetto a quello che si è in procinto di decidere. Incoraggiamo con forza i cittadini a esprimersi a proposito della legge”. Mons. Éric de Moulins-Beaufort, presidente della Conferenza episcopale francese (Cef). (da Vatican News)

L’altro elemento pregiudizievole da cui liberare il panorama è che questa levata di scudi sia una “battaglia” puramente cattolica. Con molto puntiglio la stampa si impegna ad associare cattolici e “destra, estrema destra” (con tutto ciò che si vuole nient’affatto sottintendere) come uniche voci contrarie alla PMA per tutti. Un ottimo Giulio Meotti sul Foglio rende giustizia al vero quadro della situazione, mostrando che liberare la procreazione dai vicoli naturali del concepimento è una via che lascia sconcertati interlocutori di ogni provenienza e credo (o nessun credo). E chi ne ha provato gli effetti sulla propria pelle merita senz’altro di essere ascoltato:

Anche Jacques Testart, il “padre” della prima bambina nata in provetta in Francia nel 1982, che pur avendo appoggiato la sinistra di Mélenchon ha criticato la legge in quanto “transumanista”. (da Il Foglio)

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