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Questo missionario vuole da voi qualcosa di più dell’aiuto economico

CHRISTOPHER HARTLEY

missionmercy.org

Patricia Navas - pubblicato il 04/10/19

Un potente messaggio di padre Christopher dal Sud Sudan

Nelle foreste impenetrabili del Sud Sudan c’è un intrepido missionario – padre Christopher Hartley, forse ne avrete sentito parlare – che fa di tutto per portare vita e dignità alle persone che vivono in questo Paese africano.

“Guardo i loro volti, li contemplo, e nel loro sorriso costellato da rughe premature riesco a malapena a decifrare tutto il dolore e la sofferenza di un popolo, di questa Nazione nata da poco. Donne violentate, bambini che non sono altro che adulti prematuri; manodopera a buon mercato, infanzia rovinata, e… la povertà più assoluta!”

Christopher Hartley in Sudan
Christopher Hartley

Sono parole di una lettera che scrive a chiunque voglia aiutarlo. A volte visita la Spagna, quell’Occidente che ora stride a confronto della realtà che vive ogni giorno.

“Pochi giorni prima di venire in Spagna ho detto in una delle mie omelie che avrei raccontato qualcosa a cui non avrebbero creduto, e…. credo di non essere stato creduto! Ho detto: ‘Sapete che nel mio Paese ci sono persone così assurde che portano i cani e i gatti dal parrucchiere?’ Morivano dalle risate, perché erano del tutto convinti che fosse uno scherzo… Scherzo sì, ma di cattivo gusto… Vedere gente col barboncino girare per strada con nuovi vestitini per cani quando i 720 allievi della mia scuola cattolica di Santa Teresa vanno a lezione scalzi, senza aver fatto colazione, con i vestiti bucati, stremati per aver percorso sentieri interminabili nella foresta, molti chilometri che li fanno arrivare esausti e affamati in una scuola che sembra più che altro una stalla o un recinto per bestiame ma per bambini…”

“Per favore, nessuno si senta insultato o aggredito. Mi sembra che starei insultando la gente se mi interessasse solo la donazione che offre la gente e non la gente che offre la donazione. E io non ho bisogno solo della donazione per i poveri… voglio soprattutto che chi dona incontri Cristo, non sulla base dell’adulazione, ma per una forte chiamata alla conversione”.

Se le sue parole vi toccano, conoscete un po’ di più le necessità della missione di padre Christopher in due villaggi – Naandi e Andari – vicini alla frontiera del Sud Sudan con la Repubblica Democratica del Congo e l’Uganda. Ecco come vive con i suoi collaboratori:

“Viviamo senza porte né finestre, tra macerie e sporcizia. Con l’alternativa di una vecchia latrina maleodorante e infestata da pipistrelli o quella di prendere il rotolo della carta igienica (articolo di autentico lusso mai visto dalla popolazione locale) e scomparire tra i cespugli… Cuciniamo (ancora oggi) con legna raccolta nel bosco, tra quattro pietre in un calderone sudicio, e la dieta – sempre la stessa – di manioca, burro d’arachide, foglie di zucca, a volte ananas, banana, mango, mais, qualche uovo…”.

“È vero che c’è molto da fare. Dobbiamo ancora uscire correndo a qualsiasi ora del giorno o della notte con amici e vicini per raccogliere l’acqua piovana che cade dai tetti per lavarci, bere, cucinare…”

Christopher Hartley in Sudan

Concretamente, di cosa ha bisogno?

“Come immaginerete ci manca tutto, ma dobbiamo iniziare da qualche parte e non possiamo fare tutto in una volta! Per questo vogliamo cominciare ristrutturando la scuola. Vogliamo: – Costruire nuove aule (non si possono educare i bambini quando ne abbiamo 86 nella seconda classe, 75 nella terza e 68 nella quarta). – Dipingere gli edifici esistenti. – Sistemare pavimenti e tetti. – Mettere una barriera di sicurezza a tutto il perimetro della scuola per la sicurezza dei bambini. – Lavagne e banchi (molti bambini si siedono ancora sui tronchi degli alberi). – Uniformi e scarpe; libri, quaderni, penne e tutto il materiale per gli insegnanti. – Serbatoi d’acqua (la prima cosa e la più urgente che mi hanno chiesto i bambini è stata “WATER!” – Sistemare i bagni esistenti e costruire nuove latrine dignitose. – Ampliare il cortile della ricreazione e installare alcuni giochi. – Cercare di organizzare una colazione a scuola. Una cucina semplice (a legna o carbone). – Sistemare i tetti per eliminare le infiltrazioni. – Ufficio del preside e sala professori”.

E cose riceverete in cambio del vostro aiuto, spirituale o materiale? Beh, è difficile da prevedere, ma sicuramente molto più di quanto vi aspettavate, e in primo luogo la riconoscenza di padre Christopher:

“Grazie con tutto il cuore per la vostra bontà. Grazie a voi che pregate, grazie a voi che da case, ospedali e ospizi offrite il vostro dolore fisico e spirituale, la vostra solitudine… Grazie alle anime che vivono nel chiostro. Le religiose di clausura. Tante volte ho detto loro che noi missionari rimarremo in piedi finché loro – giorno e notte – rimarranno in ginocchio”.

“Non ci abbandonate e non dimenticatevi di noi! Davanti al tabernacolo della missione preghiamo ogni giorno per tutti voi!”

Christopher Hartley in Sudan
Christopher Hartley

Per conoscere di più padre Christopher e aiutarlo, cliccate qui!

Tags:
missionarisud sudan
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