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“Senza saperlo, hanno ospitato angeli”, la scultura che sorprende in Piazza San Pietro

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©Angels Unawares

Ary Waldir Ramos Díaz - pubblicato il 04/10/19

Domenica 29 settembre, in Piazza San Pietro, Papa Francesco ha scoperto davanti ai fedeli una scultura a dimensioni naturali intitolata Angels Unawares, opera dell’artista canadese Timothy P. Schmalz.

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©Angels Unawares

“Non possiamo rimanere insensibili, con il cuore anestetizzato, di fronte alla miseria di tanti innocenti”, ha affermato il Papa durante la celebrazione di una Messa speciale per la 105ma Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato nella basilica vaticana poco prima di inaugurare l’opera di Schmalz. “Non possiamo non piangere. Non possiamo non reagire”.

Lo scultore afferma che il “miglior inizio poetico” per la sua opera è rappresentato dalla Bibbia e da Gesù. “Per questa scultura, quando mi hanno detto che era un’opera per la Sezione Migranti e Rifugiati, mi sono rivolto a una delle cose che ritengo più pure: la Bibbia”.

Le migliaia di persone che visitano ogni giorno Piazza San Pietro reagiscono davanti alla scultura di bronzo con stupore, soffermandosi sui dettagli: 100 volti di migranti, tra cui un uomo ebreo con le valigie accanto accanto a una donna musulmana con il velo, tra le braccia i suoi pochi averi, un’altra profuga incinta che si tocca il ventre e un bambino rifugiato.

“Quando si guardano le sculture o le statue intorno a San Pietro si nota che molte sono deteriorate dal tempo, ma quello che non dobbiamo permettere è che si deteriori la nostra fede. Magari quest’opera fosse un esempio vivo del modo di vivere la nostra fede in Dio e nell’umanità!”, ha affermato l’artista.

Il passo della Bibbia che lo ha ispirato è la citazione della Lettera gli Ebrei 13, 2 “Non dimenticate l’ospitalità; perché alcuni praticandola, senza saperlo, hanno ospitato angeli”, in cui trova la bellezza che voleva trasmettere con la sua opera.

“È stata scritta 2000 anni fa. Quale altra verità eterna è più evidente? È questo che volevo inserire nella mia scultura, e il resto è stato facile. In realtà mi ci è voluto un anno per terminare il lavoro”.

“Credo che le verità più grandi che abbiamo a questo mondo siano la Bibbia e il cristianesimo, e questo è ciò che motiva tutta la mia arte. Credo che come artisti se ci si concentra per essere uno strumento di Dio si possa raggiungere qualcosa che abbia davvero senso”.

L’artista ha raccontato ad Aleteia il gesto di ringraziamento del Papa il giorno in cui l’opera è stata scoperta in Piazza San Pietro. Il Pontefice non parlava inglese – e l’artista non parlava spagnolo -, ma con il corpo ha detto tutto, chinandosi quasi di 180 gradi e portandosi le mani incrociate sulle spalle. “Questo mi ha ripagato di tutti gli sforzi”, ha confessato Schmalz.

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Supplied Photo

“Devo dire una cosa su Homeless Jesus e Angels Unawares. È interessante che osservando la scultura di Gesù mendicante non si riesca a vedere il volto. Allo stesso modo, non si possono vedere neanche gli angeli, solo ammirarne le ali (al centro dell’opera). Quando ho deciso di nascondere il volto di Gesù l’ho fatto perché rappresentava tutti, in questa nuova opera ci sono molti volti”.

La scultura Angels Unawares è stata generosamente donata dalla Rudolph P. Bratty Family Foundation. Il sostegno di questa famiglia canadese all’opera d’arte è una testimonianza del suo impegno e dello spirito di speranza che incarna ogni nuovo inizio.

“Penso che quest’opera sia unica, come quella dell’Homeless Jesus. Mi sento più che altro uno strumento, un traduttore visivo della Bibbia. Sto traducendone i testi in bronzo. Credo che Papa Francesco non la veda solo come un’opera d’arte, ma come un modo per condividere una preghiera speciale che pesa 3,5 tonnellate”.

Tags:
papa francescorifugiatisculturavaticano
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