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Più si è vicini a Dio più si assomiglia a Lui, ecco perché San Francesco è chiamato “l’altro Cristo”!

web Giotto_-_Sankt_Franciskus_stigmates ©Wikimedia

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Francesco d'Assisi: «La preghiera è vero riposo».

don Luigi Maria Epicoco - pubblicato il 04/10/19

La pagina del Vangelo di oggi sembra scritta per elogiare soprattutto il poverello d'Assisi.

In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero». (Matteo 11,25-30)

Quando Dante immagina il paradiso e lo descrive, dice che c’è una certa gerarchia che è costruita sulla vicinanza o lontananza da Dio. È un po’ come dire che qualcuno sembra stare più vicino e altri più distanti. Ovviamente Dante non tira fuori questa teoria dal nulla, ma rende visibile una teologia ben collaudata. Io ho una certa ritrosia a spingere il pensiero teologico fino a questa minuziosa descrizione persino della geografia celeste, ma rimane vero un fatto: c’è qualcuno che è davvero più vicino a Lui. E ciò lo si vede dal fatto che più si è vicini a Dio più si assomiglia a Lui. Ecco perché San Francesco è chiamato “l’altro Cristo”, perché in tutta la storia della Chiesa egli rimane tra le figure più affascinanti e straordinarie che abbiamo mai avuto. È talmente vicino a Cristo da averne preso persino la forma, e le stimmate ne sono come la parte più visibile. San Francesco è così bello nella sua esperienza che certe volte si fa fatica a credere che sia vero. Eppure basta vedere come negli ultimi ottocento anni ha influenzato la storia della Chiesa per accorgersi di come la sua vita non è un’invenzione ma un fatto che continua ad agire. Schiere di uomini e donne incontrando la sua storia decidono di seguire Cristo povero e obbediente alla sua maniera. Si racconta che quando in un villaggio arrivava la voce che Francesco stesse per arrivare, le mamme chiudevano i figli nelle case perché bastava vedere Francesco per avere un’irresistibile voglia di andargli dietro. Eppure non era particolarmente bello o particolarmente eloquente. È la forza della sua vicinanza con Cristo. Ecco perché la pagina del Vangelo di oggi sembra scritta per elogiare soprattutto lui: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te. (…) Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime»
Matteo 11,25-30
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QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO DA DON LUIGI MARIA EPICOCO

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