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Ascoltare lamentele distrugge il cervello

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STUDIO GRAND WEB | Shutterstock

Karolina Sarniewicz - pubblicato il 03/10/19

Uno studio scientifico afferma che ogni sessione di lamentele fa perdere neuroni di varie aree importanti del nostro cervello, ma c'è un modo per prevenire il problema

Ascoltare le lamentele danneggia la nostra salute e distrugge irrevocabilmente il cervello. Gli scienziati dell’Università di Stanford sono giunti a questa conclusione dopo aver studiato l’effetto dei glucocorticosteroidi secreti dalla corteccia surrenale durante lo stress mentale a breve termine.

È indubbio che la lamentela di qualcuno ci provochi stress. Basta osservare a che stadio può portarci una persona che si lamenta in nostra presenza. Non ci vuole molto perché iniziamo a preoccuparci, a deprimerci o ad avere paura, perché anche se quella persona parla del maltempo, della politica o dello stato economico del Paese abbiamo rapidamente la sensazione che tutto vada male e che si debba fare qualcosa per difendersi da quella situazione.

Gli scienziati dicono che il nostro cervello interpreta automaticamente la lamentela come una minaccia, scatenando come risposta una serie di processi fisiologici che sarebbero indispensabili in una situazione d’emergenza.

L’asse ipotalamico-ipofisiario-adrenale attivato in queste situazioni provoca un’esplosione immediata di cortisolo. In circostanze brillantemente predette dalla natura, la tensione provocata dal cortisolo ci aiuterebbe a lottare contro il nemico o a fuggire, il che a sua volta porterebbe a una corrispondente riduzione della tensione. Quando però il cervello riceve segnali sulla nostra situazione negativa e non facciamo nulla (dopo tutto, siamo ancora seduti ad ascoltare la storia di insoddisfazione di qualcuno), ci troviamo in una situazione terribile.

I nostri neuroni muoiono, il che porta a una serie di conseguenze dolorose. La corteccia prefrontale, responsabile del controllo delle emozioni e del decision making, e l’ippocampo, noto per il fatto di ricordare, imparare ed essere collegato all’intelligenza, corrono un grande pericolo. Per questo, agli studenti di Filologia si ripete che se stressano troppi gli alunni non insegneranno loro niente. Ascoltare lamentele può essere ugualmente pericoloso, perché riduce significativamente l’ippocampo, che è proprio l’area del cervello che soffre nelle persone malate di Alzheimer.

La lamentela è contagiosa

Lo psicologo dottor Travis Bradberry, autore di “Intelligenza emotiva 2.0”, sostiene che i neuroni possono favorire le lamentele e portarci a una lamentela automatica. Quando facciamo qualcosa, i neuroni si ramificano per migliorare il flusso di informazioni la prossima volta che si verificherà quel comportamento. Il lavoro dei neuroni opera quindi come se stessimo costruendo un ponte. Non ha senso costruirlo ogni volta che attraversiamo un fiume. È meglio farlo una volta per tutte e fatto bene.

Succede questo quando ci lamentiamo o ascoltiamo delle lamentele. Per noi è molto più facil farlo di nuovo, e la lamentela diventa quindi qualcosa di automatico. Diventa la prima opzione, quello che faremo preferibilmente piuttosto che pensare in positivo. Lamentarsi diventerà il nostro comportamento predeterminato, e distruggerà la nostra chimica cerebrale come un virus difficile da controllare.

La lamentela è contagiosa come un virus. Ne sono responsabili i cosiddetti “neuroni specchio”, che sono la base della nostra capacità di provare empatia. Per questo, più si è empatici, più si sarà influenzati dallo stato d’animo di un’altra persona. Ascoltare lamentele è come la salute del fumatore passivo: non serve fumare per risentire dei gravi effetti del contatto con il tabacco.

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