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Padre Amorth e gli italiani: “Un popolo di battezzati che vivono da pagani!”

GABRIELE AMORTH
Vandeville Eric/ABACA/EAST NEWS
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“Perbacco! Che religione è questa?”, si domandava padre Amorth – che non le mandava a dire – guardando ai suoi connazionali. Senza fede e senza figli il diavolo guadagna terreno e gli esorcisti aumentano il lavoro. Cristiani impauriti e nascosti, evitano di dimostrarsi praticanti in società… persino i preti cercano di “confondersi” tra la folla…

Sono da poco trascorsi tre anni dalla morte di padre Gabriele Amorth, sacerdote paolino nato a Modena nel 1925 e morto a Roma il 16 settembre del 2016. In occasione di questo anniversario, il giornalista Saverio Gaeta ha recentemente dato alle stampe un libro biografico di quello che fu per molti anni esorcista della diocesi di Roma, forse il più noto esorcista della Chiesa Cattolica e fondatore (nel 1990) dell’Associazione Internazionale degli Esorcisti (Saverio Gaeta, L’eredità segreta di don Amorth. Così la Madonna ha salvato l’Italia, Edizioni San Paolo 2019, pp. 224).

Durante il suo ministero, Amorth fu autore di numerosi libri in cui narra le sue esperienze di trent’anni di esorcismi; libri che sono stati tradotti in diverse lingue e che hanno trovato un successo straordinario in tutto il mondo. Questi testi hanno il pregio di illustrare in maniera semplice e diretta come lavora il demonio, come attacca e inganna le persone (le sue tattiche e i suoi trucchi) e come è possibile prevenire o liberarsi dagli attacchi di queste nefasto nemico. L’esperienza pluridecennale nel campo dell’esorcismo ha permesso ad Amorth di mettere in guardia i cristiani da quelle che possono sembrare delle semplici “sciocchezze” ma nelle quali si insinua subdolamente il diavolo pronto a distruggere le persone che in qualche modo glielo permettono o che subiscono delle inaspettate e indesiderate visite del nemico.

Leggi anche: Il testamento spirituale di padre Amorth nell’ultima e inedita intervista

Negli ultimi anni della sua vita, fino ai suoi ultimi giorni, padre Amorth ha concesso diverse interviste dove ha continuato a raccontare le esperienze di una vita dedicata a combattere quella che chiamava “la scimmia di Dio”. Padre Amorth fu amato e stimato in tutto il mondo; molti sperano di vederlo presto elevato agli onori degli altari. Nonostante il carattere irruente e i modi diretti, Amorth condusse una vita di sacrifici, preghiera, profonda devozione alla Vergine Maria e intimità con Gesù Cristo.

L’ultima intervista fu concessa al sacerdote paolino polacco Slawomir H. Sznurkowski e diede origine a un libro pubblicato prima in Polonia nel 2017 e poi in Italia nel 2018 (G. Amorth con S. H. Sznurkowski, Maria e Satana. Il testamento mariologico del grande esorcista, San Paolo 2018, pp. 235); il libro ha come tema centrale il rapporto tra Maria e il Diavolo e rivela la grande devozione che il sacerdote paolino coltivava nei confronti della Madre di Dio. Amorth nutrì infatti per tutta la vita un grande amore verso la Madonna e fu anche un grande mariologo: prima di diventare esorcista aveva scritto diversi saggi sulla Madonna e per molti anni fu direttore della rivista “Madre di Dio”, specializzata su temi mariani. Inoltre – come racconta Gaeta nel suo libro – durante gli anni più incerti e tormentati della “guerra fredda”, Amorth fu promotore della consacrazione dell’Italia al Cuore Immacolato di Maria (avvenuta a Catania il 13 settembre del 1959 davanti a 80mila persone): un evento preceduto dalla “peregrinatio mariae”, strettamente legato alle apparizioni di Fatima e promosso in risposta all’accorato appello della Vergine al fine di arrecare pace e proteggere la nazione dalla minaccia del Comunismo ateo.

Leggi anche: Così la Madonna insegnò a padre Amorth come lottare contro il demonio

Il libro Maria e Satana è una sorta di “testamento spirituale” del sacerdote paolino più conosciuto al mondo, se si tiene conto che fu scritto a quattro mesi dalla sua morte, quando questi aveva quasi 92 anni. Pubblicato in occasione del centenario delle apparizioni della Vergine Maria a Fatima, il libro ha il pregio di far parlare liberamente padre Amorth senza cadere nella tentazione di “addomesticare” l’intervistato per esigenze letterarie o editoriali. Emerge fin dalle prime battute un Amorth che parla a “ruota libera”, un uomo anziano che “non le manda a dire”; che si esprime con sincerità (pronunciando anche dei pareri scomodi), senza perdere la lucidità; si confessa, mescola i ricordi, si ripete, divaga – allontanandosi, per poi ritornare, dalla domanda posta –, usando un linguaggio colloquiale e diretto (trascritti fedelmente anche i suoi innumerevoli “altroché”, gli “accipicchia” e i “perbacco”).

Parlando della crisi di fede e dell’ateismo dilagante, Amorth non può fare a meno di volgere lo sguardo all’Italia e agli italiani. Emerge così un ritratto impietoso dei suoi connazionali: l’ateismo pratico di molti che si dicono cristiani ma rinnegano Dio, incoraggia e fomenta l’azione del diavolo. Ne è prova il fatto che sempre più persone chiedono l’intervento degli esorcisti…

«Noi esorcisti viviamo poi a contatto con persone colpite da malefici. Grazie al cielo sono una piccola minoranza rispetto alle persone che vivono su questa terra. Al giorno d’oggi, però, sono molto più numerose che nel passato? Perché? Perché viviamo in un mondo ateo. In un mondo che ha rinnegato Dio. In un mondo che vive nel peccato».

Durissima la critica verso gli italiani che Amorth definisce – senza mezzi termini – “battezzati che vivono da pagani”, che hanno abbandonato Dio e i sacramenti e che non conoscono il Vangelo. Approvando aborto e divorzio gli italiani hanno tradito i comandamenti divini («non dividere» e «non uccidere»):

«Gli italiani dell’Italia di oggi: un popolo di persone battezzate che vivono da pagani. Persone battezzate che hanno approvato il divorzio, quando Gesù dice: “Non divida l’uomo quello che Dio ha unito”. Ecco che cristiani sono».

«Hanno approvato l’aborto, quando Dio Padre, fin dai comandamenti, ci dice: «Non uccidere!». Questo è oggi il popolo italiano! Non conoscono il Vangelo, non vanno più in Chiesa, non frequentano più i sacramenti. Magari lo fanno per Natale e per Pasqua. Che religione è questa? Che fede?».

Inoltre, afferma Amorth, troppo spesso chi è credente ha paura di dimostrarlo e vive “camuffato” nella società: «Oggi molti si vergognano in un ambiente contrario alla fede, ambiente scolastico o di lavoro, a dimostrarsi persone praticanti. Stanno zitti».

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