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I privilegi di cui può godere solo una coppia sposata e non una che convive

Catholic Link - pubblicato il 28/09/19

di Daniel Torres Cox

Vivere insieme prima di sposarsi sembrerebbe avere i suoi vantaggi. Permette di passare più tempo insieme, di conoscere aspetti dell’altra persona che si vedono solo quando è nel suo “habitat” e anche di vedere se si è sufficientemente compatibili per impegnarsi a vivere insieme per tutta la vita. E se la cosa non funziona, è meglio saperlo prima di assumere un impegno definitivo.

Vista in questo modo, la decisione di convivere sembra non avere punti negativi, è una situazione in cui guadagnano tutti. In effetti, si avrebbero tutti i privilegi del matrimonio senza i rischi del fatto di impegnarsi per tutta la vita. È così? Ci sono forse privilegi a cui si accede solo nel matrimonio? Credo di sì. Proverò a esporne tre in questo articolo, ma prima è necessario un chiarimento.

Parliamo chiaro

Prima del matrimonio non si conosce totalmente l’altra persona. Si conosce solo quanto basta per voler compiere insieme quel passo. Il fatto di iniziare a vivere insieme permetterà che ciascuno scopra aspetti dell’altro che non conosceva. Si conosceranno cose positive, che faranno sì che la convivenza sia più gradevole.

Si conosceranno però anche aspetti dell’altra persona magari non troppo gradevoli. Alcuni potranno migliorare, ma bisognerà imparare a vivere con altri che non si possono cambiare perché fanno parte dell’“essenza” dell’altra persona. Per questo iniziare a convivere suscita sempre una certa incertezza.

Quando ci si sposa, ci si impegna ad amare l’altra persona fino alla morte. Non si tratta di un amore inteso solo come sentimento, perché non ci si può impegnare a provare cose forti per qualcuno, visto che i sentimenti non sono una cosa che si può controllare liberamente.

Solo un amore inteso come decisione può durare tutta la vita – decisione di cercare il bene e il meglio per l’altra persona. L’amore consiste quindi in una scelta: “Scelgo te, scelgo di impegnarmi a cercare il tuo bene”.

1. Una scelta permanente

Nell’essere umano, nessuna decisione è definitiva. Si imparano sempre cose nuove, il che può far cambiare parere rispetto a decisioni già prese. Un rapporto di coppia non fa eccezione. Come so che l’altra persona non si sveglierà un giorno sentendosi diversa? Come so che non cambierò opinione su quella persona?

Sposandosi ci si assume un impegno per tutta la vita, ma una persona non si impegna a far sì che i suoi sentimenti nei confronti dell’altra persona non cambino. Di fatto cambieranno, perché la vita matrimoniale non è esente da difficoltà. Quello in cui ci si impegna è a rinnovare la scelta dell’altro – il “Sì” del matrimonio – tutti i giorni, ed è una cosa che si può fare anche quando i sentimenti sono momentaneamente avversi.

Prima di sposarsi, nessuno dei due sa se gli piacerà quello che inizierà a scoprire dell’altro. Che gli piaccia tutto o no è qualcosa che nessuno può controllare. Ciò che entrambi sanno è che assumono insieme l’impegno di tornare a scegliersi tutti i giorni, “nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, per tutta la vita”. È un privilegio degli sposi. Non si sta insieme per vedere se la cosa funziona, ma per farla funzionare. L’amore matrimoniale inizia a indebolirsi quando si dimentica che la scelta dell’altro si deve rinnovare tutti i giorni.

2. Una donazione totale

Nell’amore di coppia, la ricerca del bene dell’altra persona è chiamata ad acquisire progressivamente la forma di una donazione. “Cerco talmente il tuo bene da donarti il meglio che ho: ti dono la mia persona”. Nella misura in cui questa donazione è reciproca, è inseparabile dall’accettazione del dono che l’altra persona fa di sé.

Portando tutto questo nel matrimonio, l’amore matrimoniale acquisisce non solo la forma di una scelta permanente, ma anche quella di una donazione. La vita matrimoniale non è altro che uno stato permanente di donazione e accettazione. In cosa consiste la vita matrimoniale? Nell’amarsi a vicenda donandosi l’uno all’altra tutti i giorni. Da ciò deriva il fatto che le espressioni “Sono tuo” o “Sono tua”, dette in genere nel contesto dell’amore, nel matrimonio abbiano un significato più forte.

3. Si vive il vero significato dei rapporti sessuali

I rapporti sessuali sono quasi inevitabili in ogni convivenza, ma nel matrimonio assumono un senso particolare: esprimono lo stato di donazione permanente che presuppone la vita matrimoniale. “Ti dono il mio corpo come espressione della donazione permanente e totale della mia persona”, “Ricevo il tuo corpo come espressione dell’accettazione permanente e totale della tua persona”.

Questo è un altro privilegio degli sposi. La donazione permanente che ciascuno fa della sua persona si esprime e diventa più forte con l’offerta reciproca di una relazione sessuale.

Potete leggere altri articoli su questi temi sul sito www.amafuerte.com

Qui l’articolo originale pubblicato su Catholic Link 

Tags:
convivenzamatrimonio
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