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Ho scoperto una galassia lontanissima: sono riuscita a capire mio marito!

WOMAN, BINOCULARS, RED

Alina Vysniauskiene | Shutterstock

Mogli e mamme per vocazione - pubblicato il 26/09/19

Lasciare il proprio pianeta e inoltarsi nell'ignoto, ecco il segreto. Per ogni moglie che ha supposto qualcosa sui pensieri di suo marito, c'è un marito che pensava a tutt'altro.

di Claudia de Masi

Proseguiamo il cammino verso una comunicazione più autentica con nostro marito!

Una volta che abbiamo iniziato a comunicare le nostre emozioni e i pensieri più intimi, che abbiamo capito perché comunichiamo e ci siamo allenate a farlo il più possibile in modo gratuito, ci si può trovare ad affrontare un problema comune, ovvero il non capirsi.

Per quanto possiamo provare a comunicare in modo chiaro, spesso ci succede di fraintendere le parole del nostro partner o di essere fraintese da lui e questo, spesso, da adito a discussioni più o meno colorite e, comunque, a una sensazione di profonda solitudine per il fatto che ci sembra di non essere capite profondamente. E sono proprio queste esperienze negative che, se reiterate, possono portare a chiudersi all’altro, a pensare che non ne valga la pena perché tanto non mi capisce e non lo farà mai.


UOMO, DONNA, SGUARDO

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Cosa fare?

Ecco tre esercizi molto, molto utili per migliorare lo scambio comunicativo evitando fraintendimenti e scorrette interpretazioni.

Non dare suggerimenti, se non richiesti

Innanzitutto se ci ricordiamo sempre che il fine della comunicazione emotiva è, per prima cosa, la condivisione (e non l’approvazione da parte dell’altro!), non dovremmo sentire il bisogno di aggiungere altro a quello che il nostro partner ci dice, né commenti, né suggerimenti, né tantomeno giudizi di sorta! Una regola d’oro in merito ai commenti o suggerimenti è di darli solo se richiesti o, quanto meno, chiedere prima se sia gradito riceverne, ad esempio, con una domanda del tipo: “Grazie tesoro per quanto hai voluto condividere con me, mentre parlavi mi è venuta in mente una cosa da suggerirti in merito. Pensi possa esserti utile o preferisci che io non dica nulla?”. Ovviamente, se lui ci dice che preferisce non ricevere commenti in quel momento, ascoltiamolo! Spesso è molto meglio un abbraccio, un bacio, un sorriso, prendere la sua mano, che qualsiasi parola!

Fai domande mirate?

Se non ci è chiaro qualcosa che nostro marito ha detto scatta, solitamente – nella nostra mente – il bisogno di riempire le informazioni mancanti affinché le cose abbiano un senso. Il problema è che c’è un metodo efficace di riempire i vuoti di informazioni e uno, invece, molto pericoloso! Il metodo pericoloso è quello di interpretare le parole dell’altro con le nostre categorie: ovvero, se quanto mi è stato detto non è abbastanza chiaro per me, lo riempio con ciò che farei io in quella situazione.




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Il secondo metodo, più faticoso e meno istintivo – ma di certo migliore! –  è invece, quello di cercare da lui stesso le informazioni che mi mancano, attraverso delle domande (poche e mirate, non una mitragliatrice come solo noi donne sappiamo fare!!!!).

Faccio un breve esempio attingendo alla mia esperienza reale: mio marito torna a casa e, senza salutare né dire una parola si chiude in camera. Poiché la sera prima avevamo discusso di una cosa importante la mia mente ha fatto subito questa equivalenza: non mi parla= è ancora arrabbiato per ieri. E ho iniziato a rimuginare a tutte le cose dette, al fatto che pensavo avessimo trovato un accordo, ma se lui era arrabbiato allora voleva dire che invece non era risolto niente … e giù a rimuginare mentre ritornava su la rabbia! Dopo pochi munti mio marito esce tutto tranquillo dalla camera chiedendo cosa ci fosse per cena e come stavo. Io stavo per partire con tutte le recriminazioni che nel frattempo mi avevano logorato la mente, quando mi è venuta la buona idea di stopparmi e chiedergli: “Scusa ma prima sei rientrato senza salutare e ti sei chiuso di là, non sapevo cosa pensare, tutto bene? Sei arrabbiato con me? Che succede?”.
Mio marito mi ha guardato come se neanche capisse, per poi aggiungere all’improvviso: “Scusa!!!! Ero talmente preso dal progetto su cui sto lavorando! Mi è venuta una serie di idee mentre rientravo sul tram e ho dovuto chiudermi un attimo di là a scriverle per non dimenticarle. Ero così preso che praticamente non ti ho vista quando sono entrato”.

EGOIZM W MAŁŻEŃSTWIE
Shutterstock

Vedete? D’istinto, di fronte a un comportamento che per me non ha senso (perché io posso essere super impegnata ma saluterò sempre mio marito quando rientro a casa!), ho dato un’ interpretazione usando le mie categorie (non salutare=essere arrabbiati) e stavo partendo in quarta con tutta una serie di ragionamenti che scaturivano dalla mia premessa erronea. Solo mettendo in dubbio me stessa e andando direttamente alla fonte ho potuto capire davvero bene e, per quanto possa sembrare strano, mio marito a volte è davvero così concentrato sulle sue idee da non vedere intorno a sè, per cui per lui non parlare non significa necessariamente essere arrabbiato ma magari solo essere impegnato.

Ovviamente questo esercizio funziona se poi ci fidiamo della risposta che ci viene data e non la mettiamo in discussione! Perché non è raro che, nella situazione che vi ho descritto, una donna possa rispondere: “No, non è vero, non eri impegnato! In realtà sei ancora arrabbiato!”. In questo caso scatta il problema di quanta fiducia reciproca ci sia nella coppia, ed è un altro argomento.

Rimanendo sui puri errori di comunicazione possiamo riassumere con: attenzione a interpretare il mondo di tuo marito con le tue categorie.




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Non dare nulla per scontato

Un piccolo esercizio generale che può servire nei rapporti con le persone: quando conoscete una persona nuova immaginate di essere un alieno che atterra su un pianeta sconosciuto e che deve imparare tutto di quel pianeta! Se usate questo espediente imparerete a non dare nulla per scontato e a fare molte più domande alle persone per conoscerle davvero e questo aiuterà a diminuire drasticamente i malintesi!

Questo esercizio è fondamentale nel periodo del fidanzamento ma si può usare sempre perché, per quanto conosciamo bene il nostro partner, avere la buona abitudine di chiedere invece di interpretare aiuta a capirsi e conoscersi sempre di più creando molta molta complicità.

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO DA MOGLIE E MAMME PER VOCAZIONE

Tags:
comunicazionematrimonio

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