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Fuggita da Satana, salvata dall’abbraccio di Gesù

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Foto di Sharon McCutcheon di Pexels

Miguel Cuartero Samperi - pubblicato il 26/09/19

Il viaggio di Mariangela dalla Setta satanica alla fede in Gesù

La prima volta che raccontò la sua incredibile esperienza lo fece sotto pseudonimo per preservare la sua identità (e la sua vita). Nel suo libro “Fuggita da Satana”, edito nel 2007 da Piemme e ormai da tempo esaurito, Mariangela narrò per la prima volta il suo calvario culminato con l’ingresso in una setta satanica e la missione di uccidere Chiara Amirante, fondatrice di “Nuovi Orizzonti”. Quel libro fu un duro colpo nello stomaco per chi ebbe modo di leggerlo prima che venisse ritirato dal commercio.

Oggi, a distanza di più di dieci anni da quella pubblicazione, Mariangela Calcagno si sente rinata e può liberamente raccontare la sua esperienza: lo fa con un nuovo libro in cui – esclusi i dettagli più scabrosi della sua esperienza nella setta – narra il suo cammino di rinascita e il suo lungo percorso vocazionale (Mariangela Calcagno, Sono rinata. Testimonianza di salvezza, Shalom). Oggi è una donna libera e può gridare sui tetti la sua gratitudine a Dio, alla Vergine Maria, a Chiara Amirante e a diverse donne che la Provvidenza ha messo sulla sua accidentata strada per aiutarla a ritrovare il sentiero smarrito. La svolta arrivò il giorno dell’incontro con Chiara a Roma: quel giorno, il 6 gennaio del 1997, segnò per Angela (suo nome all’anagrafe) la fine di un incubo e l’inizio di una nuova vita.

L’otto dicembre 2010, nel giorno dell’Immacolata Concezione, Angela riceve il battesimo per mano dell’allora vescovo di Padova, mons. Antonio Mattiazzo che l’ha accompagnata e preparata a quell’incontro sacramentale. Come ogni nascita, anche la ri-nascita volle un nuovo nome: è così che Angela, entrata a far parte della comunità ecclesiale, diventa Mariangela.

Una vita segnata dal dolore
Abbandonata dai genitori naturali dopo la nascita, Angela trascorre i primi anni della sua vita in un orfanotrofio ligure, soffrendo fisicamente e psichicamente. A sei anni viene adottata da una famiglia nella quale, per la prima volta, si sente accolta e amata. Nonostante ciò, Angela cresce covando rabbia, in continua ribellione nei confronti della sua storia e mettendo a dura prova la pazienza di genitori adottivi e maestri. Il rifiuto verso la famiglia la porta a scappare di casa più di una volta, cercando indipendenza e libertà lontano da educatori e genitori di cui fatica a riconoscere l’autorità.

Dopo un lavoro da cameriera, Angela scopre la sua passione per la cucina e inizia un percorso che la porterà a diventare uno Chef professionista, un lavoro che le permetterà di girare il mondo, conquistare molti uomini e guadagnare molti soldi. Una parvenza di libertà e felicità che presto vedrà sgretolarsi tra le mani. Il suo successo viene coronato dall’incontro con Luca, un ragazzo del quale, forse per la prima volta, si innamora. Luca è un ragazzo cristiano, diverso dagli altri, che non si concede fisicamente a lei perché aspetta il matrimonio. Angela non lo capisce, ma si sente finalmente amata e rispettata come donna. Dopo due anni di fidanzamento, ormai fissata la data del matrimonio, Luca scopre di essere malato di AIDS, a causa di una trasfusione ricevuta dopo un’incidente stradale.

La malattia è in stato avanzato e Luca muore in poco tempo scomparendo dalla vita di Angela in maniera improvvisa e inaspettata, così come è arrivato. «Senza Luca, nulla ha più senso». Ad Angela crolla il mondo addosso e mette Dio, il Dio di Luca, sul banco degli imputati: «Perché non l’hai salvato? Che cosa ha fatto di male?». La sera dopo il funerale, con un grido verso il cielo che è una dichiarazione di guerra, Angela osa sfidare Dio: «Se tu esisti, io ti distruggo, ma se tu non esisti, passerò la mia vita a dire al mondo che non esisti!». Quella sera con quel grido, racconta oggi Angela, «ho iniziato a distruggere me stessa; (…) ho imboccato l’autostrada veloce verso gli inferi».

L’inferno tra le schiere di Satana
Nonostante il successo professionale Angela sperimenta una profonda inquietudine. Nel cuore di Angela, il vuoto creato dalla morte di Luca viene riempito da sentimenti di rabbia, tristezza e una disperata domanda di senso. In questo contesto di fragilità emotiva e psicologica, Angela viene invitata da una collega a partecipare a delle sedute di “rilassamento”.

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