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Da musicista di cabaret a Parigi a sacerdote missionario in Iraq grazie a Padre Pio

CC
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L’incredibile percorso del giovane francese che ha iniziato a scoprire la sua vocazione missionaria vedendo il volto di un frate stampato su un libro

1968: il giovane francese Jean Marie Benjamin conduceva una vita mondana a Parigi, aveva inciso due dischi, stava componendo la sua prima sinfonia e lavorava come musicista in uno dei cabaret della capitale francese. Coltivava anche un certo interesse per la vita spirituale e leggeva libri sul tema. Di tanto in tanto entrava in una chiesa, ma non si spingeva molto oltre.

La fotografia di Padre Pio

Una sera stava cenando a casa di un amico e vide un libro su Padre Pio. Nella fotografia di copertina del testo, che riportava il volto del santo frate cappuccino, intravide qualcosa che lo attirò al punto da chiedere in prestito quel libro, leggerlo in una sola notte e decidere di recarsi a San Giovanni Rotondo per conoscere personalmente quel sacerdote così accattivante.

L’incontro personale

A San Giovanni Rotondo, Jean Marie conobbe un italiano, Marco, professore di Letteratura, che gli raccomandò di andare alla Messa delle cinque del mattino se voleva cercare di confessarsi con Padre Pio, cosa che non sarebbe stata facile, sia per l’affluenza di centinaia di fedeli che perché il frate non ascoltava più Confessioni di stranieri.

Jean Marie seguì il consiglio, e la mattina dopo vide dal vivo un Padre Pio già molto anziano, sulla sedia a rotelle, piegato dal dolore delle stigmate della Passione di Cristo e che tuttavia veniva contemplato da tutti con un grado di ammirazione al di là di quello che si può descrivere.

“L’emozione è grande”, ha testimoniato Jean Marie all’agenzia ACI Stampa. “Mancano i termini, le espressioni, il modo giusto per raccontare cosa sta accadendo”.

Anche gli uccelli alle finestre della chiesa sono rimasti in silenzio in quell’istante.

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